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Come resistere al freddo e alle prime difficoltà!

29 dicembre 2015
Redazione Ciclismo
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    E allenarci in modo salutare, per divertirci e toglierci le nostre piccole e grandi soddisfazioni. Vi raccontiamo la storia di Giancarlo Gentile

    Come resistere al freddo e alle prime difficoltà!

    Sconfiggere il freddo, come possiamo allenarci e restare in salute? Sbagliare qualcosa ora può rovinare queste giornate di festa e compromettere la stagione 2015. Per evitare malanni, continuare la nostra tabellina di marcia e praticare sport divertendoci, abbiamo chiesto a Giancarlo Gentile (clicca qui per saperne di più su di lui) di raccontarci la sua esperienza di triatleta agli inizi.

    I mesi invernali sono impegnativi per chi si allena, specialmente se si esce di casa alle prime luci dell’alba come faccio io. Le temperature sono rigide e possono anche determinare il riacutizzarsi di problemi di natura ossea, tendinea o muscolare”.

    La prima cosa che fai?

    Mi copro bene (ma non troppo) con guanti, scalda collo e paraorecchie, è fondamentaleindossare materiale tecnico di qualità che traspiri senza fare asciugare il sudore addosso. Inoltre, è importante eseguire un lungo e soprattutto intenso riscaldamento con stretching e mobilità articolare prima dei lavori specifici”.

    Il Triathlon necessita di allenamenti in piscina, ti alleni senza rinunciare al nuoto?

    Sì perché la piscina è al coperto, non risente delle condizioni meteo, ma se ci si allena sulle tre discipline bisogna organizzarsi per svolgere le tabelle di allenamento sia per quel che riguarda la bici (faccio i rulli) sia la corsa (ricorro all'opzione tapis roulant)”.

    Quale è il rischio più comune?

    L'errore peggiore e più frequente è sicuramente quello di aver fretta. Fare Triathlon è bellissimo e dà soddisfazioni incredibili ma ho imparto che bisogna avere tanta pazienza”.

    Una piccola lista degli errori da evitare?

    Fidarsi troppo di ciò che si trova su internet, pensare di essere capaci e pronti da subito. Ma anche l'essere presuntuosi”.

    E tre cose da fare?

    Buttarsi con coraggio nella mischia, trovare compagnie stimolanti. Poi, allenarsi, allenarsi e... allenarsi”.

    Durante le Feste il rischio più frequente è ingrassare un pochino...

    Mi è stato detto che difficilmente un atleta va fuori forma in soli due giorni. E altrettanto difficilmente chi è abituato a mangiare in modo sano ed equilibrato esagera in questi giorni di festa. Ma è normale e umano lasciarsi un po' andare: personalmente, ho mangiato senza fare grosse rinunce e includendo un buon bicchiere di vino per brindare”.

    L'esperienza viene spesso in aiuto...

    Mi ricordo la prima gara in assoluto di Duathlon, quello di Carnevale dell’Eur, a Roma, lo scorso febbraio. Pesavo poco più di 84 kg: essendo alto 174 cm avevo più la forma di un cubo che di un atleta. Ero assolutamente impreparato fisicamente, mi buttai ugualmente nella mischia, senza timore ma con tanta consapevolezza dei miei limiti. Non potrò mai dimenticare che all’arrivo (ovviamente per ultimo) l’organizzazione stava praticamente smontando il gonfiabile in corrispondenza del traguardo. Fu molto divertente e allo stesso tempo mi diede la grinta digiurare a me stesso che da quel giorno avrei fatto di tutto affinché quell’episodio non si ripetesse più”.

    C'è il detto: sbagliando si impara...

    Ognuno ha il proprio carattere e vive lo sport a suo modo. Io, per esempio, mi diverto solo quando so di aver dato tutto quello che ho sia durante gli allenamenti sia in gara. Sono competitivo, che ci posso fare? Mi sono messo di impegno: in sei mesi ho perso circa 10 chili curando l’alimentazione e dedicando più tempo all’attività fisica. Oggi sono seguito da un allenatore (il mio coach si chiama Alessio, che saluto e ringrazio) e da una nutrizionista. Collaborare con loro mi ha permesso di raggiungere un peso forma di 69 chili. Grazie a loro ho raggiunto una preparazione che mi permette di divertirmi sia in allenamento sia in gara”.

    Cosa possiamo imparare da questa storia?

    Racconto sempre volentieri la mia esperienza perché testimonia che se si fanno le cose con assiduità, impegno e perseveranza si possono raggiungere gli obiettivi che ci si prefigge. L'importante è essere realisti e farsi seguire da persone preparate e professionali. Ho anche imparato che non si ingrassa tra Natale e Santo Stefano, ma tra Santo Stefano e Natale! Nulla si improvvisa. Essere sportivi è uno stile di vita”.

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