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Allenare "la fuga"

21 November 2013
Allenare "la fuga"
Intensità, intensità e ancora intensità. Per scavare il buco nel gruppo occorrono tante gambe, fiato e un cuore capace di lavorare sulla fatica. L’allenamento deve essere corto e veloce

Allenare "la fuga"

Per capire quanta forza occorre per tentare una fuga durante una corsa, e riuscire nell’intento, ho trovato un documento che spiega bene il concetto. È il “profilo della potenza” sviluppata da Jens Voigt nella tappa vinta durante il giro del Colorado 2012, la quarta. Il corridore tedesco ha attaccato allo sparo della pistola. Ha prodotto uno scatto sviluppando oltre 800 watt (capito quando si parla dei 2.000 di Cipollini cosa significa?) medi nei primi minuti, portando fuori dal gruppo altri 15 corridori.

A soli 20 minuti dal primo scatto ne ha prodotto un altro di oltre 900 watt per tenere alto il ritmo e scremare il gruppetto. Per un atleta come Voigt fanno circa 11,5 watt / kg ! Ha poi tenuto 521 watt (6,9 watt / kg ), per un paio di minuti per ottenere chiare indicazioni dai compagni rimasti, quattro, che hanno pedalato con lui per poco più di due ore.

A circa 100 chilometri dall’arrivo, Voigt ha prodotto un altro scatto in salita per restare definitivamente da solo (un “progetto” esageratamente ambizioso). In quel frangente Voigt ha raggiunto un picco di 731 watt e ha poi tenuto 336 watt (o 4,41 watt / kg) per un minuto per ottenere il gap desiderato.

A quel punto Voigt ha mantenuto circa 300 watt medi, costanti, (4 w/kg) per circa due ore, che gli hanno consentito di raggiungere l’arrivo da solo.

Riassumendo: scatto potentissimo (200% soglia), mantenere un’intensità altissima per diversi minuti (150%), assestarsi sul ritmo di soglia aerobica.

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