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Baugé, Cavendish, reperibilità e antidoping

Il velocista francese squalificato e privato dei titoli dello scorso anno, mister Cav, "avvisato": alla terza infrazione, squalifica pure per lui

Baugé, Cavendish, reperibilità e antidoping

Al ciclista francese Gregory Bauge è stato revocato il titolo mondiale nella Velocità su pista per non aver rispettato le regole sulla disponibilità per i test antidoping. La squalifica retroattiva di un anno era stata decisa a novembre dall'Uci e ora è stata resa nota. La medaglia d'oro è stata assegnata al britannico Jason Kenny, che era arrivato secondo. Anche alla squadra francese di Velocità, di cui il ventiseienne pistard faceva parte, è stata tolta la medaglia d'oro conquistata a marzo ai mondiali di Apeldoorn, in Olanda, e il titolo è andato alla Germania.

Se nella pista, la questione della reperibilità per i test antidoping, porta a questo vero e proprio scandalo, nel ciclismo su strada passa quasi sotto silenzio il caso che coinvolge nientemeno che Mark Cavendish: il britannico ha comunicato di aver saltato un controllo antidoping lo scorso aprile, venendo meno al dovere di comunicare i propri spostamenti per agevolare il compito degli ispettori dell’Agenzia Mondiale Antidoping (WADA) chiamati ad effettuare i controlli a sorpresa fuori competizione a carico dei ciclisti professionisti. Una negligenza ammessa dal regolamento, ma solo fino a un massimo di 3 volte nell’arco degli ultimi 18 mesi: alla terza infrazione, scatterà la squalifica antidoping, come avvenuto per Baugé.  

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