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Campionesse di ieri e di oggi

Alla crono a coppie, nata tre anni fa alla “nostra” Bici&mimosa, una simbolica staffetta fra Bronzini e Cappellotto. Cittiglio sempre più in rosa

Quando le donne pedalano al primo Campionato italiano in bici è il 14 luglio 1963, una data emblematica e rivoluzionaria. A Cittiglio (Va), lo scorso 30 ottobre, si è celebrato il ciclismo di ieri e di oggi con una festa pedalata, una cronometro a coppie, lunga 7 chilometri, fra le atlete di ieri e di oggi. Un’occasione per premiare la due volte campionessa del mondo Giorgia Bronzini e applaudire Alessandra Cappellotto, la prima italiana a diventare campionessa del mondo su strada nel 1997 a San Sebastian: «Sono fuori dall’ambiente da 14 anni e mi accorgo che il settore femminile è cresciuto meno di quel che mi aspettavo, manca il collegamento fra i risultati che le nostre cicliste raccolgono in campo internazionale e una realizzazione commerciale, in termini di contratti per le atlete e di sviluppo dei team».

L’ex campionessa veneta, nata il 28 agosto 1968, riflette sul destino degli sport al femminile: «È normale che uno sport come il beach volley sia diventato olimpico? A me sembra che tutto è dettato da ragioni di spettacolo, le ragazze sono in calzoncini cortissimi e canotte…». Negli anni della Cappellotto, l’Italia del pedale applaudiva Paola Pezzo in mtb, Antonella Bellutti su pista e fabiana Luperini nei giri a tappe, ma dal di dentro – a suo avviso - c’era troppa competizione e poca collaborazione a livello dirigenziale: «Ai miei tempi ricordo troppa rivalità, ma soprattutto fra i manager e i direttori sportivi. Quando è nato un team come la Gas, che aveva speso tantissimo perché le bici, le casacche, le scarpe e tutto aveva il logo di questo marchio di abbigliamento, mi auguravo che potesse servire da esempio per altri imprenditori per fare grossi investimenti nel movimento femminile, ma purtroppo non è stato così. Personalmente ricordo che mi hanno fatto una guerra assoluta e per il settore è come darsi la zappa sui piedi, bisognava sfruttare il momento e invece…».

Hanno pedalato l’iridata Giorgia Bronzini, la campionessa italiana Noemi Cantele, Stefania Baldi, Valentina Bastianelli, Elena Berlato, Valentina Carretta, Monica Ceccon, Giulia Donato, Barbara Guareschi, Tatiana Guderzo, Elisa Longoborghini, Valentina Mariani, Arianna Perico, Rossella Ratto, Giulia Ronchi, Silvia Stevenazzi e le straniere Alona Andruk, Rosanne Kirch, Rasa Leleivyte, Alenka Novak, Tiasa Rutar.

E alcune delle protagoniste del passato: Daniela Arrighi, Stefania Bardelli, Lorena Bonato, Olga Capiello, Cinzia Chisellini, Maria Luisa Colombo, Lucina Gaiazzi, Marta Galimberti, Marilisa Giucolsi, Giuditta Longari (classe 1939, tricolore 1970), Elisabetta Maffeis (classe 1947, tricolore 1966), Raffaella Micheletti, Florinda Parenti (classe 1943, tricolore 1965), Maria Luisa Parnisari, Edvige Pettinato, Patrizia Pozzi, Alda Segantini, Katja Sirk, Anna Succio, Clorinda Valle, Ketty Visconti.

A rendere omaggio alle cicliste che hanno reso grande (e continuano magnificamente a farlo) il movimento azzurro c’erano anche il professionista australiano Michael Rogers e il presidente federale Renato Di Rocco, Per info sulla classifica della crono: www.trofeobinda.com.

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