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Cannondale Synapse hi-mod

Il telaio è in fibra di carbonio fabbricata per scopi militari e resine ultra resistenti, la geometria è comfort. Cannondale reinventa Synapse

L’azienda americana allarga l’apice della sua produzione. Synapse, in teoria, si presenta come una bici comoda, fatta  per lunghe passeggiate senza preoccuparsi dei terreni accidentati o delle troppe le ore in sella. In pratica è molto di più. Per capirsi, con questa bici Peter Sagan ci ha vinto Gent Wevelgem, una delle corse Classiche di primavera, e molto altro.

Il telaio è in fibra di carbonio fabbricata per scopi militari e resine ultra resistenti. Una combinazione tecnica in grado di resistere persino agli impatti. In due parole Ballistec carbon, sistema costruttivo  con cui Cannondale reinventa la sua Synapse Hi-Mod 2014. Direste mai che si tratta di un progetto nato totalmente in ottica “comfort”?  Eppure è così, e a un esame più attento di questa specialissima, anche un occhio poco esperto può intuire la flessibilità delle sue forme così particolari.

Il telaio

La nuova Synapse è ricca di segni particolari che rendono le sue linee  attraenti e inconfondibili a cominciare dal tubo piantone “Power piramyd”, che si sviluppa curiosamente sdoppiato e asimmetrico in prossimità dell’ampia scatola movimento, le cui dimensioni la dicono lunga sulla tolleranza alle deformazioni. Il tubo obliquo e quello orizzontale, dall’accentuata inclinazione sloping, formano un triangolo principale dalle grandezze importanti e ben coordinate tra loro. Questo rende ancora più evidenti l’esiguo diametro del reggisella e le sottili porzioni laterali degli steli della forcella e del carro posteriore. Le loro sezioni schiacciate, in particolare, ricordano la geometria di una sospensione “a balestra”. Tutti questi elementi strizzano l’occhio a un movimento flessorio, dall’alto verso il basso, disegnato per  assecondare le imperfezioni  del terreno, senza inasprire la marcia del mezzo. La geometria non è di quelle esasperate, ma nemmeno troppo alta di sterzo, se non si considera il curioso coperchio della serie sterzo, alto oltre 30mm e fornito di luce integrata. Il profilo, nella sua originalità, è comunque sobrio ed elegante, di un’armonia estetica che si estende ai dettagli: la grafica scorre fluida sulle forme, i cavi scompaiono all’interno del telaio senza brusche angolazioni e il serraggio del reggisella è nascosto nell’orizzontale. Solo il rigonfiamento arrotondato visibile sotto a quest’ultimo ne rivela la presenza.

La gamma

La configurazione della bici da noi provata, per la verità non rientra nella gamma ufficiale dei set up standard previsti per la Synapse Hi-mod 2014. Infatti, la nostra versione, che monta il nuovo Sram Red a undici velocità, dovrebbe avere ai forcellini un paio di ruote  Mavic Ksyrium Elite s wts e copertoncini Mavic con sezione addirittura di 28 mm. Il tutto costerebbe 4.999 euro. Per avere le ruote full carbon Vision Metron 40 come quelle che trovate in queste pagine, bisogna acquistare la versione con trasmissione Shimano Dura ace 9000, per cui il prezzo sale a 6.499 euro. Su entrambe le versioni è prevista la sorprendente guarnitura Hollowgram Sisl2, con le corone ricavate dal pieno in un solo pezzo.

Al prezzo di 3.499 euro, invece, la Synapse 2014 monta gruppo Shimano Ultegra meccanico, o in alternativa Campagnolo Athena meccanico e ruote Mavic Ksyrium equipe s con copertoncini Mavic di 28 mm. Tutte le versioni sono proposte in sei taglie, dalla 48 alla 61, oltre ad una versione “donna” che prevede le sole taglie più piccole.

La prova

La Synapse HM 2014 che Cannondale ci ha messo a disposizione ha nascosto meglio che poteva la sua attitudine alla competizione. Le ruote Vision Metron 40 sono ad alto profilo e con cerchio in carbonio, ma sono state vestite con copertoncini di 25mm, una sezione “da pavè”, mentre le abbondanze del la sella Atlante di Fi:zi’k sono più vicine alle sedute da turismo che non a quelle da corsa e il tutto ci ha offerto effettivamente una pedalata ovattata. Anche procedendo su quelle strade sempre un po’ rotte, quelle che si tende sempre ad evitare, o attraversando brevi e vecchi tratti di ciottolato nei piccoli centri tra le colline, viene a mancare quel tremore che tormenta il palmo delle mani o il fondoschiena,  o la pianta dei piedi, se si calzano scarpe molto rigide e ben chiuse.

Usando ruote con copertoncini più comuni, la sensazione si attenua, ma non di molto, segno che il progetto è ben riuscito, non solo ben confezionato. Grazie alla scheletrica guarnitura Hollowgram SISL2 e al nuovo Sram Red a 11 velocità, la salita si può affrontare col vantaggio di spingere complessivamente  meno di sette chili. Nei bruschi cambi di ritmo in pendenza, non si ha quella sensazione di immediatezza nell’accelerazione, come avviene pedalando su telai più estremi. Inoltre, la taglia forte della gommatura causa un certo rimbalzo, finchè la bici non è lanciata. Tuttavia, il travestimento vacilla quando le condizioni di gara risvegliano le qualità performanti che un race frame deve avere. In discesa emerge l’equilibrio di una ciclistica ben rapportata negli angoli, di quelle che rendono la vita del ciclista più facile. La sensazione di pieno controllo, unitamente alle sezioni dei copertoncini Ultremo ZX e al loro grip superlativo, è tale da allontanare pericolosamente la sensazione del limite. E’ bene non sottovalutare il rischio di un eccesso di confidenza.

 

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