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Elastic Interface, il fondello più elastico

14 gennaio 2015
di Matteo Scarabelli
Elastic Interface, il fondello più elastico
Lo produce l’azienda trevigiana CyTech

Elastic interface, il fondello più elastico

Nonostante i nomi, la storia che state per leggere è tutta all'insegna del Made in Italy. La storia riguarda due giovani imprenditori con la passione del ciclismo e dell'innovazione, convinti fin dall'anno 2000 che, nella disciplina delle due ruote, potesse esserci spazio per una realtà specializzata in un unico, invisibile e allo stesso tempo determinante componente: il fondello dei pantaloncini.

È sulla base di questi presupposti che Stefano Coccia e Marino De Marchi fondano CyTech, azienda con base a San Vendemiano, in provincia di Treviso. Qui vengono ideati e progettati tutti i modelli che, poi, vengono realizzati fisicamente in un centro di produzione a pochi chilometri di distanza. L'ambizione di CyTech è quella di diventare il numero uno nel settore e, visti i clienti che sono riusciti a conquistare (Assos, Odlo, Rapha, De Marchi, Gore Bike Wear, Zerorh+, tanto per fare alcuni nomi) si può dire che ci sono già riusciti. Per non parlare dei molti professionisti che hanno scelto il loro prodotto.

 

Ci sono  29 modelli da uomo e 21 da donna

L'aspetto più rivoluzionario della tecnologia CyTech è il brevetto Elastic Interface (clicca qui), con cui l'azienda trevigiana è riuscita a rendere il fondello più elastico e in grado di adattarsi perfettamente al corpo del ciclista per migliorarne le performance. Ebbene sì, esattamente come la corretta posizione in bici e la tipologia della sella, anche la protezione delle “parti basse” contribuisce a farci andare più forte. E a dirlo non sono gli slogan pubblicitari di CyTech ma una serie di ricerche ed esperimenti condotti dal Dipartimento di Scienze Biomediche dell’Università di Padova, con cui l'azienda collabora da anni.

La linea di prodotti Elastic Interface conta 29 modelli da uomo e 21 da donna, dedicati alle varie discipline: strada, triathlon, mtb, ciclocross, ciclismo urbano e cicloturismo. Perché, ovviamente, ogni pratica ha esigenze specifiche e ogni forma, spessore e componente della protezione, viene disegnato in funzione di quell'utilizzo, della morfologia e, soprattutto, della distanza da percorrere.

Una bella storia, vero? Già, così bella che noi di Ciclismo.it abbiamo voluto approfondirla e provare il fondello Elastic Interface! Detto, fatto.

 

Il test

Il pantaloncino che riceviamo è no-logo ma quel che conta è il contenuto, vale a dire il fondello Road Performance Space (clicca qui), studiato per le lunghe distanze. Le buone impressioni cominciano subito, fin dalla sensazione del pantaloncino ben aderente in tutte le sue parti, sul cavallo, sull'anteriore e sul posteriore. Merito della qualità del pantaloncino? Sì, ma anche del fondello, capace di adattarsi subito alle mie dimensioni senza creare fastidi o quella sgradevole sensazione di “ingombro” tra le gambe.

Ma il meglio arriva quando saliamo in sella: siccome i prodotti Elastic Interface sono stati messi a punto anche studiando i movimenti degli arti inferiori durante la pedalata l'imbottitura varia in base alle zone. Sull'anteriore, per esempio, lo spessore è di soli 2 millimetri con una densità di 80 chili per millimetro quadrato, sugli appoggi delle tuberosità ischiatiche, invece, lo spessore sale a 10 millimetri con una densità di 120 kg per millimetro quadrato.

La sensazione di stabilità è eccezionale e i benefici di questo fondello sono così notevoli... da non farsi sentire! Nel senso che, mentre si pedala, non si ha mai la sensazione di quei piccoli attriti, pruriti, sfregamenti e altri piccoli fastidi che, soprattutto con il passare delle ore, la smettono di essere piccoli e diventano veri e propri problemi. E anche dopo essere scesi di sella gli effetti positivi continuano, visto che non si avverte alcun indolenzimento al posteriore.

Insomma, a noi il fondello Elastic Interface è piaciuto parecchio!

 

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