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Drakon, comfort e aerodinamicità

8 agosto 2015
di Matteo Scarabelli
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    Per ciclisti con un bacino dalla conformazione anatomica medio-larga

    Drakon, comfort e aerodinamicità

    Drakon di Selle Smp è dedicata agli amanti del comfort che pretendono un appoggio che non schiacci le parti molli della zona perineale e genitale, sia maschile sia femminile, nonché una posizione che non crei problemi al loro posteriore. Vale la pena sottolineare che è adatta, esattamente come tutti gli altri modelli Smp della linea Professional, sia a chi pratica bici da strada sia mtb. Consigliata per ciclisti con un bacino dalla conformazione anatomica medio-larga, che fanno anche cicloturismo o prediligono la mountainbike

    Drakon utilizza la stessa struttura della Forma (che a sua volta ricalca l’impostazione della Carbon Lite), seppur con un’imbottitura più consistente. Nel suo dna ci sono tutte le principali innovazioni che hanno reso tanta notorietà al brand Smp: il canale centrale completamente libero, l’originale nasello a becco d’aquila e il rialzo del segmento posteriore, che conferisce al profilo della sella un elevato tasso di aerodinamicità.

     

    In pelle e microfibra

    Drakon è rivestita in vera pelle nella versione in nero (è disponibile anche in bianco, giallo, rosso, blu, verde e verde “bianchi”; nella versione con grafiche da donna solo in bianco o nero), mentre i modelli colorati hanno un rivestimento in microfibra di altissima qualità.

    Due i modelli disponibili: quello standard (pesa 290 grammi), con struttura in acciaio inox Aisi 304, e la versione Crb (pesa 240 g), in fibra di carbonio. Le sue misure (276 x 138 mm) ne fanno una sella ideale per ciclisti con un bacino dalla conformazione anatomica medio-larga. Il prezzo consigliato al pubblico è di 180 euro.

     

    Qual è la sella giusta?

    Prima del test vero e proprio, vale la pena spendere due parole sulla scelta del modello della sella. Se le caratteristiche delle Selle Smp vi convincono (ampio canale di scarico, nasello abbassato e rialzo posteriore) ecco che sul sito web dell’azienda si possono reperire informazioni importanti. Una tabella con le misure dei pantaloni di tutti i giorni, infatti, fornisce una linea guida sui prodotti più indicati, rispetto ai quali si può scegliere in base alle proprie esigenze di uso ed estetica. Si tratta di un primo passaggio, comunque attendibile nel 75% dei casi, al quale deve seguire in ogni caso l’indispensabile prova su strada. Per poter essere più sicuri, in ogni caso, si può richiedere anche una visita biomeccanica, in grado di far luce non soltanto sulla distanza delle ossa ischiatiche ma anche su eventuali caratteristiche particolari del bacino.

     

    Come le tuberosità ischiatiche si appoggiano sulla sella

    Come tutte le selle Smp, anche la Drakon è stata messa a punto per ripartire il peso del corpo tra i glutei e la parte inferiore delle ossa del bacino. Questo perché il bilanciamento del peso e il comfort dipendono da come le tuberosità ischiatiche si appoggiano sulla sella durante la pedalata. Perché il sistema funzioni, però, è indispensabile seguire alcuni passaggi fondamentali in fase di montaggio. Primo: fissare la sella in modo tale che la posizione centrale del morsetto sia in corrispondenza del numero 4 della scala stampata sul telaio della sella. Secondo: mettere in bolla la sella in modo tale da creare un piano orizzontale, misurato dalla parte più alta del posteriore a quella più alta del nasello. A questo punto si può procedere con le regolazioni fini, in base alle proprie sensazioni.

     

    Il test

    E qui comincio a raccontarvi la mia esperienza. Durante i primi chilometri ho fatto un po’ fatica a “sintonizzarmi” perché venivo da un tipo di sella completamente diversa. Poi, rispetto alla posizione di partenza, ho accorciato (di circa 5 millimetri) la distanza tra la punta della sella e il manubrio. E soprattutto ho ruotato abbondantemente verso il basso tutta la sella: il dislivello che si è venuto a creare in questo modo tra il naso e il rialzo posteriore è di 15 millimetri.

    Dopo la prima uscita di circa un’ora che mi è servita per mettere a punto la sella, ho pedalato per circa 70 chilometri (esclusivamente in pianura, il terreno più critico per il test di una sella) e le sensazioni sono state più che buone. L’unica nota di rilievo è che, al termine dell’uscita, mi sono ritrovato con i quadricipiti piuttosto pesanti, probabilmente a causa della diversa postura in sella. I buoni riscontri sono continuati anche su uscite più lunghe e movimentate, soprattutto per quel che riguarda un problema al coccige che mi aveva dato parecchio fastidio in passato: il merito è senz’altro del pronunciato avvallamento del posteriore che evita qualsiasi contatto pericoloso tra il coccige e la sella.

    Prezzo: 180 euro.

    Per saperne di più clicca qui

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