Ciclisti riuniti a Firenze
per chiedere maggiore attenzione per la mobilità ciclistica e dire basta
alle rimozioni indiscriminate di biciclette.
Per l'occasione è stato organizzato un provocatorio "funerale"
alla mobilità ciclistica, con tanto di finto prete e finta bara (della
mobilità ciclistica). La manifestazione si è snodata dalla stazione, teatro
della rimozione di 300 bici di pendolari lo scorso 30 dicembre, fino a
Palazzo Vecchio, che i ciclisti accusano di essere sordo alle loro richieste.
«Il sindaco Matteo Renzi ha firmato il nostro patto per la bicicletta -
ricorda il presidente di FirenzeInBici
Stefano Pelli - ma dopo più
di sei mesi dal suo insediamento, dobbiamo rilevare che ancora non è stato
fatto nulla in favore della mobilità ciclistica, se non poche opere i cui
lavori erano stati avviati dalla giunta precedente. Chiediamo al sindaco
di stringere i tempi sul tavolo della mobilità ciclistica e di dare seguito
agli impegni assunti nel corso del positivo incontro dello scorso 17 novembre».
La rimozione di 300 biciclette di pendolari, con preavviso minimo apposto
durante un periodo festivo, è stata la molla che ha fatto scattare la manifestazione.
Il presidente di FirenzeInBici osserva: «Non si trattava di ciclisti maleducati
che hanno legato la bicicletta alla ringhiera del Duomo, ma di cittadini
virtuosi; pendolari che si spostano in treno e in bici, che hanno avuto
il solo torto di essersi goduti le festività natalizie, dopo aver lasciato
la bicicletta regolarmente legata ad un rastrelliera. Che cosa possiamo
improverare loro?»
L'associazione FirenzeInBici chiede che il comune non faccia pagare ai
proprietari delle 300 bici né rimozione, né multa e, come gesto di riparazione
per i disagi subiti, doni loro un lucchetto in sostituzione di quello tranciato
durante la rimozione. Un gesto provocatorio, quello di FirenzeInbici, che
mira soprattutto a sollecitare maggiore attenzione da parte del sindaco
e della giunta, con i quali è emersa, nel corso di vari incontri, una concordanza
di obiettivi, a cui finora non hanno fatto seguito realizzazioni concrete.
Sono molte le risposte che FirenzeInBici attende a breve dal comune, la
prima delle quali è la ricostituzione e potenziamento dell'ufficio bici;
il patto per la bicicletta sottoscritto da Renzi prevede anche la realizzazione
di un biciplan e di un paino della sosta, con l'impegno a realizzare 10
km di nuove piste ciclabili ed installare rastrelliere per almeno 2.000
posti bici ogni anno.