07/01/2010
Allenamento: come alimentarsi in inverno
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Abbiamo sentito Pierluigi Pompei, medico farmacologo e nutrizionista, docente
all’università di Camerino (Mc), biker praticante di granfondo e 24 ore,
per avere consigli sull’alimentazione nel periodo invernale: «Bisogna
valutare caso per caso. Ognuno di noi ha un certo metabolismo e deve regolarsi
in base a questo. Chi ha la necessità di controllare il peso, nei mesi
invernali può avere la tendenza a ingrassare, perciò deve prestare molta
attenzione a questo aspetto per non trovarsi a fare sacrifici difficili
nei mesi successivi». È bene capire cosa si dovrebbe mangiare in questo
caso. «Chi tende per costituzione a ingrassare deve limitare il consumo
dei grassi e dei carboidrati a favore di alimenti completi sotto il profilo
nutritivo. Per esempio, il consumo della pasta e del riso, che hanno un
indice glicemico piuttosto elevato, su base quotidiana non è indicato per
questi soggetti. È molto utile, per completezza di valore nutrizionale,
il consumo di legumi in sostituzione di pasta e riso. Il privilegiare le
leguminacee comporta l’apporto di una maggiore quantità di proteine e
di una minore quantità di zuccheri a tutto vantaggio dell’esaltazione
della massa magra e del contenimento di quella grassa».
Se vogliamo quantificare, il nostro esperto ci ha consigliato 60 grammi
di ceci, che forniscono circa 60 Kcal e sontengono 4 grammi di proteine,
1,4 grammi di lipidi e 8,3 grammi di carboidrati. Mentre 60 grammi di lenticchie
apportano circa 49 Kcal e contengono 3 grammi di protidi, 0,3 grammi di
lipidi e 9,2 grammi di glucidi. A questo punto ci chiediamo se il ciclista
che non ha problemi di peso può mangiare tutto senza limiti: «Chi non ha
la tendenza a ingrassare e non ha problemi di mantenimento del peso può
ruotare sicuramente più alimenti nella dieta
mantenendo un apporto proteico importante ai fini della conservazione della
massa magra, cellulare e muscolare. Un’attenzione particolare va posta
ai dolci, che nei mesi invernali sono molto richiesti, a differenza di
quello che avviene nella bella stagione, quando la scelta cade spesso sui
gelati. Tutti i dolci in genere sono più calorici di questi ultimi e devono
pertanto essere consumati con moderazione, e pure saltuariamente». Proteine
dunque in primis, ma bisogna capire quali sono gli alimenti più adatti:
«Ricordiamo che la miglior dieta è quella diversificata e per questo la
scelta dei secondi deve essere varia. Bisogna privilegiare le carni magre
e il pesce, il tutto cucinato alla
griglia o al vapore, senza salse e intingoli vari». Novembre
è il mese dei bilanci. È possibile capire se ci si è alimentati
bene oppure se bisogna correggere alcune abitudini in funzione dello stato
di salute e della performance futura.
«Di solito ci si chiede se le aspettative sono state rispettate o deluse
e se si poteva fare di più. Spesso la risposta risiede nel regime nutrizionale,
di integrazione e di supplementazione che è stato adottato. Il primo punto
da enfatizzare è che la fine della stagione agonistica coincide
con una fase di stanchezza complessiva e con il picco di stress ossidativo,
ovvero con l’apice della produzione di quelle sostanze dannose per l’organismo
chiamate radicali liberi a cui in questo momento è bene prestare attenzione.
Se il numero di radicali liberi è al livello di “attenzione” è bene contrastare
tali sostanze con una terapia mirata
di antiossidanti, terapia che andrebbe effettuata anche durante il periodo
di gare. Il secondo punto riguarda l’assetto generale della propria composizione
corporea
al fine di correggere eventuali squilibri causati dall’intensità della
stagione agonistica. Gli sport di endurance sono discipline nelle quali
il catabolismo proteico, dato in genere le lunghe distanze, risulta assai
elevato. Può verificarsi la
gluconeogenesi, cioè la ricostituzione delle scorte lucidiche
a partire dalle proteine. Si ritorna al concetto espresso prima: proteine
in primis». L’autunno è il periodo delle feste e delle premiazioni, ma
esiste una strategia d’intervento se in una di queste occasioni si esagera:
«Il giorno dopo è sempre un po’ problematico. È paragonabile a un fiume
che, causa un’ondata di piena, ha rotto gli argini.
In questo senso l’organismo, abituato a un regime
alimentare controllato, si trova spiazzato dovendo metabolizzare una quantità
di cibo maggiore del solito e di diversa qualità. Sono molto indicate le
creme di verdura, le insalate miste condite con limone, le verdure alla
piastre
e il the verde. Grazie alle verdure che danno un senso di sazietà lo stimolo
della fame non viene avvertito. L’apporto calorico è ridotto e va a compensare
il surplus del giorno prima. L’apparato digerente viene mantenuto in una
condizione di quasi riposo che consente di recuperare il super lavoro».