10/03/2010

Varese 2008: la procura indaga ancora

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Nei giorni scorsi ne ha parlato il quotidiano La Repubblica e, successivamente, alcuni quotidiani online locali. La vicenda, però, minaccia sviluppi imminenti. La scorsa settimana ha fatto notizia, infatti, la conferenza indetta dagli organizzatori dei Mondiali di Mendrisio (Svizzera) per rendere pubblici i costi dell’evento e per annunciare la restituzione dei fondi in eccesso al Canton Ticino che li aveva stanziati (poco più di 100.000 franchi svizzeri). Il confronto, inevitabile, con i Mondiali di Varese, organizzati l’anno precedente (2008) lascia allibiti: e la magistratura sta indagando proprio su questo.

Le ultime due edizioni dei Mondiali di ciclismo sono costate rispettivamente 9 milioni di euro (nel 2009) e 71,4 milioni (nel 2008). Nel 2009 la corsa iridata si è tenuta a Mendrisio, in Svizzera: sono stati spesi 9 milioni di euro e una parte dei soldi è anche avanzata e restituita. Nel 2008, invece, a Varese, sono stati spesi oltre 70 milioni e la società che si è occupata dei lavori ha un “buco” di 2 milioni di euro.

Di questi 71 milioni, 54 sono stati investiti per le tangenziali della città lombarda (non ancora completate), 4,7 sono stati destinati alle opere relative ai percorsi, 2,4 erano destinati alle spese del comitato organizzatore. Altri fondi sono stati riservati ai parcheggi: 2,6 milioni per la costruzione di un parcheggio in viale Europa e 4 milioni per altri parcheggi. Alcune di queste opere non sono mai state realizzate, mentre altre si sono rivelate inutili perché spesso inutilizzate dopo i Mondiali.

La Procura di Varese sta indagando sulla vicenda. I fondi destinati alla competizione erano stati stanziati dallo Stato: i Mondiali di ciclismo erano stati considerati “grande evento” e per questo si sono avvalsi delle procedure che prevedevano il coinvolgimento della protezione civile. La maggior parte degli appalti sono poi stati vinti dalla “Varese 2008 scarl”. A capo dell’azienda c’è Attilio Navarra, che con un’altra società, la “Italiana costruzioni”, aveva già vinto altri appalti commissionati dalla protezione civile.

La magistratura aveva cominciato a indagare dopo che Legambiente aveva presentato un esposto contro la costruzione di un hotel nella località Capolago, sul lago di  Varese: l’albergo era stato costruito con procedura di emergenza grazie all’autorizzazione concessa da Guido Bertolaso. Secondo gli ambientalisti, la struttura era stato posizionata in una zona a rischio idrogeologico.

In un primo momento la procura di Varese aveva chiesto l’archiviazione. Il gip Giuseppe Battarino ha chiesto, invece, di indagare ancora, poiché sembrerebbe che la protezione civile non aveva “poteri extralegali”.

Secondo l’accusa, gli appalti della Protezione civile avrebbero favorito in particolare altri due immobiliaristi, molto noti in Lombardia e in tutta Italia: si tratta di Sandro Polita e Salvatore Ligresti. In particolare la ditta che fa capo a Ligresti ha costruito l’Atahotel, una mega-struttura che ha ospitato il quartier generale dei Mondiali di ciclismo (durante i giorni di gara) e che oggi rimane spesso inutilizzata.

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