Chiusa la trasferta degli Europei, l’Italia torna a lavorare per l’Olimpiade e, per una stagione, che prevede altri traguardi “clou” soprattutto a settembre. Una medaglia d’oro nella staffetta e una di bronzo, con Braidot, negli Under 23: è questo il bottino azzurro conquistato a Mosca.
Il Campionato europeo aiuta a fare il punto di una stagione in cui, l’Italia, scommette tutto o quasi su Fontana e Kerschbaumer, ovvero gli assenti alla rassegna continentale: eppure, anche senza i due azzurri più quotati, va a medaglia due volte e vince la prova a squadra. Il gruppo cresce bene, dunque: sono le individualità a sollevare qualche preoccupazione.
Fontana è, indiscutibilmente, il più forte biker del nostro movimento, Kerschbaumer la promessa più ambiziosa: ma, proprio sul conto dell’altoatesino, occorre avere il coraggio di vedere quel che sta accadendo. Ovvero, succede che Gerhard non sta andando affatto bene: la sua stagione, fino a oggi, è nettamente al di sotto delle aspettative. C’è un caso Kerschbaumer nella mtb azzurra? Naturalmente, al ragazzo non fanno bene troppe pressioni, e c’è chi fa di tutto (giustamente) per tutelarlo, ma i risultati sul campo parlano da sé. Cosa sta accadendo al più forte talento della nostra mtb? Le sue doti naturali non vanno sminuite, ma il ragazzo della Bianchi sta soffrendo tantissimo il confronto con il mestiere del corridore: perché, ora, non è più soltanto una passione, ma un lavoro con il quale l’altoatesino deve confrontarsi. Un lavoro che impone scelte attente nella preparazione e una programmazione che, nel suo team, non è mai venuta meno. Certo, la stagione di Kerschbaumer, fino a oggi, è piuttosto modesta, soprattutto in confronto con i notevoli progressi del suo diretto avversario in Italia, quel Luca Braidot sempre piazzato in Coppa del mondo e a medaglia (splendido il suo bronzo) agli Europei di Mosca.
E, parlando sempre di altoatesini, c’è anche Eva Lechner che cresce, ma forse meno rapidamente di quanto ci si attendeva: a Mosca, il titolo continentale è andato a una scatenata e rediviva Gunn-Rita Dahle che ha messo in fila quasi tutte le sue dirette avversarie che ritroverà ai Giochi olimpici. Eterna, la norvegese:e a Londra, occhio alle sue zampate. E la nostra Lechner? Dodicesima. Soltanto dodicesima, sotto il diluvio. Per poter ambire al podio, forse qualche segnale più confortante ci vorrebbe. La distanza con le migliori è ancora piuttosto evidente. Riuscirà, Eva Lechner, a colmare il divario entro agosto?
Assente Fontana, la prova Elite maschile di Mosca infittisce il rebus anche su quel fronte: ha vinto, a sorpresa, il tedesco Moritz Milatz con Absalon e Kulhavi fuori dal podio e staccati di minuti. L’Italia rimedia dignitosi piazzamenti, con Tony Longo 14esimo e Andrea Tiberi, 15esimo, ma a oltre dieci minuti dal vincitore. (L.F.)
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