Farrar: "Sanremo arrivo"

26/01/2012
    Farrar: "Sanremo arrivo"

    Tyler Farrar e la voglia di diventare un campione vero. L’americano, in ritiro a Calpe, punta a una svolta: «Il passo in avanti per la mia carriera, ora, è una vittoria in una grande classica».

    E per un velocista, le classiche su cui puntare sono sostanzialmente due: «Milano-Sanremo e Gand Wevelgem». Tyler è già con la mente alla Classicissima, è americano, ma il clima di questa corsa ormai lo conosce bene: e chi vuol vincere la Sanremo, ce l’ha già in mente fin dall’inverno. «Tutta la mia preparazione, in questo periodo, è mirata per vincere la Sanremo. Andrò in Qatar, dove già vorrei confrontarmi nelle volate e poi farò la Tirreno».

    Una stagione ricca di appuntamenti, anche per uno sprinter, prevede priorità? «Io vado avanti step by step. Passo dopo passo, obiettivo dopo obiettivo: non voglio mentalizzarmi più su una cosa che su un’altra. Primo obiettivo: Sanremo. Poi voglio fare bene anche in Belgio: e voglio imparare a correre quelle classiche. Quelle fiamminghe le farò tutte: Gand-Wevelgem, Fiandre e Roubaix, perché mi piacciono tantissimo e voglio arrivare, un giorno, a essere competitivo anche lì, sul pavé. Per quest'anno mi accontenterei di dare una mano ai miei compagni più esperti».

    Tyler Farrar vive vicino a Gand e si è già fatto contagiare dal clima “ciclistico” della zona, farà la Roubaix e non ha teme di poter compromettere le gare successive (in caso di brutta caduta): «Poi farò rotta sul Giro. Quest’anno, per noi velocisti ci sono tante tappe, dicono: almeno sei. Bene. E poi sarò al Tour: io amo moltissimo correre in Italia, forse il Giro mi piace di più del Tour, ma la Grande boucle… è la Grande boucle. Presenza obbligata: in America, il grande pubblico che segue il ciclismo conosce soprattutto il Tour. Far bene lì, è fondamentale per noi. E poi c’è l’Olimpiade»

    Il percorso di Londra sembra per velocisti, ma…«Sarà una gara strana, perché ogni squadra avrà pochi atleti. Quindi, controllare la corsa sarà molto dispendioso e non è per niente scontato che si arriverà in volata».

    Nel test event sul percorso olimpico, nel 2011, vinse Cavendish: ancora e sempre lui. IL testa a testa Cavendish-Farrar sarà uno dei temi più appassionanti di questa stagione: «Ma non c’è solo Farrar. Cav è il velocista più forte del mondo. Gli altri devono cercare di sfruttare i suoi errori e i suoi cali di forma per batterlo. Io sono tra i quattro o cinque atleti che possono dargli filo da torcere».

    La tragica scomparsa di Wouter Weylandt al Giro è una ferita difficile da rimarginare nell’animo sensibile di Farrar, che era il suo migliore amico: «Non si può fare l’errore di fermarsi troppo a pensare. Quello che è successo è drammatico, ma Wouter niente e nessuno ce lo riporterà indietro. La vita è così e bisogna farsene una ragione e andare avanti. UN velocista non può permettersi di avere paura: io non ne ho, per fortuna».

    Un velocista che pensa alle classiche, deve migliorare…«In salita, indubbiamente: è il limite di molti velocisti e io cercherò di migliorare su quel terreno. E poi è importante, per me, imparare e far tesoro di ogni esperienza: la visione di corsa, l’intelligenza nei finali sono aspetti importanti e da migliorare».

    Tra gli italiani diretti avversari di Farrar, l’eterno Petacchi non sarà l’unico a impensierire l’americano: «Non lo conosco di persona, ma ci sono giovani velocisti italiani che sicuramente saranno temibili. Lo scorso anno mi è capitato di sprintare con Guardini e devo dire che mi ha impressionato. Poi so che tra i più forti c’è Elia Viviani: non lo conosco, ma i risultati parlano per lui».

     Lorenzo Franzetti


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