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K-Force, freni idraulici per biker

24 December 2014
di Michele Foglio
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  • 1/11 Il perno ci ritenzione delle pastigli anodizzato rosso
    Ecco un kit di alta gamma pronto gara

    K-force, freni idraulici per biker

    Fsa entra nel mondo dei freni idraulici con due linee complete di prodotti dedicati alla mountainbike: la linea Afterburner e la pregiatissima linea K-Force, due prodotti di alta gamma pronto gara. Abbiamo testato il kit completo di freni idraulici della serie K-Force, composto da pompe e pinze freno con relativi dischi Fsa dedicati e pastiglie freno. Partiamo dalla pompa, il cui corpo è prodotto in magnesio, un materiale pregiatissimo, con la leva freno in carbonio e i registri di regolazione in alluminio anodizzato rosso.

     

    Per agire sui registri di regolazione non servono chiavi

    Una particolarità molto interessante è che per agire sui registri di regolazione non sono necessarie chiavi, si fa tutto a mano. È possibile regolare la distanza della leva dalla manopola e il gioco sul pompante, anche indipendentemente l’uno dall’altro. Ma non è stato tralasciato nemmeno il braccialetto di fissaggio al manubrio, alleggerito a dovere nella parte centrale.

    La pinza freno è del tipo a doppio pistoncino, in alluminio forgiata in un unico pezzo per avere la massima rigidità possibile, direi che è un bel pezzo da vetrina! Il corpo in alluminio viene forgiato, poi lavorato per ricavarne le sedi dei pistoncini, assemblato e, in fine, sul lato esterno un tappo a ghiera chiude il cilindretto esterno: questo è l’unico pezzo che non fa parte del corpo pinza.

    La rifinitura? Ottima

    Ottima anche la rifinitura, con una colorazione nero lucida, logo Fsa e spina che tiene in sede le pastiglie anodizzata rossa. Il disco freno, per quanto possa sembrare semplice a prima vista, in realtà è molto più complesso di quel che appare. Il rotore in prova K-Force è il modello a 2 pezzi, il corpo centrale che si fissa l mozzo è in alluminio mentre la pista frenante in acciaio. Le due parti sono accoppiate tramite specifici rivetti. La scelta del disco in 2 pezzi consente di avere un rotore che nel complesso è leggero e non crea rumori e vibrazioni fastidiose in frenata, a tutto vantaggio del feedback di guida. Il disco freno è disponibile nei diametri di 140, 160 e 180 millimetri per coprire tutti i tipi di allestimenti.

     

    La nostra prova

    L’installazione è piuttosto facile, in quanto Fsa fornisce il kit freni con pompa e pinza già collegate e spurgate, non resta che far passare al meglio i tubi idraulici ed installare i dischi sui mozzi ruota.

    Già poggiando le dita sulla leva del freno si può apprezzare la sagomatura, che è veramente ben fatta ed ergonomica. Le regolazioni delle leve sono un fattore molto importante per l’ergonomia in bici e possono influenzare anche il feeling in frenata. Fsa, introducendo i registri che si possono regolare a mani nude, ci ha visto lungo.

     

    Giù in discesa, tornanti stretti e forti staccate

    Personalmente mi son trovato bene da subito con questo impianto frenante: partito da casa, mi son subito fiondato lungo una discesa veloce con tornanti stretti che richiedevano forti staccate. L’impianto frenante è molto potente se si strizza la leva, ma la cosa importante è che rimane sempre modulabile: la forza frenante è proporzionale allo sforzo impresso sulla leva e questo ne facilità l’approccio a qualsiasi rider.

    Il fondo compatto e asciutto ha messo in luce la potenza frenante generale, ma i tornati stretti a 180 gradi nel bosco sono stati utili per poter apprezzare un’altra qualità dell’impianto: è molto definito il limite tra una forte staccata e la pinzata, che serve per arrivare a bloccare la ruota posteriore e girare velocemente la bici.

     

    L’anteriore è molto sensibile

    L’anteriore mi è piaciuto perché si è dimostrato molto sensibile e, su di un terreno smosso e sassoso, non ho mai avuto problemi di bloccaggio indesiderati. Sono riuscito a dosare al meglio la forza frenante.

    Questo anche perché ho avvicinato molto la leva alla manopola (a me piace regolata così, in caso di scarsa aderenza…) grazie ai registri manuali delle leve. Con la mia mountainbike non mi sarei certo fermato a regolare la leva prendendo la chiave a brugola, avrei proseguito rischiando un po’!

     

    La mescola delle pastiglie è azzeccata

    Le pastiglie e i dischi lavorano in perfetta sintonia: la mescola delle pastiglie è azzeccata, frenano da subito senza bisogno di dover entrare in un certo range di temperatura e non fischiano mai. L’impianto frenante? Ho provato ad affrontare un percorso secco, ma non mi son fatto sfuggire la possibilità di sporcare un po’ i dischi, per metterli alla prova. Ho fatto una deviazione tornando a casa: bisognava attraversare 4 ruscelli tra un prato e un altro. I dischi hanno passato a pieni voti la prova dei guadi: appena usciti è bastato avvicinare le pastiglie dolcemente per pochi metri per pulirne la superficie e avere da subito la frenata originale.

     

    Frenata potente e modulabile

    Questo è merito soprattutto del profilo esterno baffato e delle particolari lavorazioni sulla pista frenante. Per me l’impianto frenante K-Force è promosso: si tratta davvero di un prodotto pronto gara a tutti gli effetti. Ha una frenata potente e modulabile, permette un feeling immediato da subito. Da non dimenticare che, nel complesso, è anche leggerissimo.

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