Gilbert: "Tanta voglia di tornare in gara"

27/01/2012
    Gilbert: "Tanta voglia di tornare in gara"

    «Sono impaziente, ho davvero voglia di cominciare questa stagione. Prima corsa, in Qatar». Philippe Gilbert è l’emblema del ciclismo fatto con gioia: ama la bici alla follia, si diverte quando si allena e ancora di più quando corre. Prima d’incontrare i giornalisti, il numero uno del ranking mondiale, si è fatto sei ore di allenamento, assieme all’amico e compagno di squadra Thor Hushvod: cinque ore e poco più con la bici da strada, poco meno di un’ora con la bici da crono: «Questi stage servono soprattutto per sistemare alcuni dettagli tecnici: con la bici da crono abbiamo fatto qualche piccola modifica sul telaio per renderla adatta alle mie caratteristiche, ora è fantastica». Ha parlato a lungo con Stefano Cattai di Bmc, l'esito del suo test è stato soddisfacente.

    Ripetere o fare meglio rispetto alla stagione 2011 non sarà facile. Qual è il traguardo in più, nel mirino di Gilbert, quest’anno? «Difficile dirlo. Sono consapevole che lo scorso anno è stato davvero super, sicuramente la mia migliore stagione. Ottenere gli stessi risultati non sarà facile. A cosa punto? Alle mie corse e alle classiche che mancano al mio palmarès: Sanremo e Fiandre, per esempio».

    E la Roubaix?

    «Non la farò, mi spiace ma non sarò al via, per non rischiare cadute e problemi fisici, ma ci sarà il Fiandre che affronterò con una squadra piena di campioni e specialisti del pavé».

    La Bmc sembra una squadra con troppi leader… «Non è per forza un male. Io penso che sia un bene perché la nostra squadra è competitiva su ogni terreno e in ogni corsa: e questo è sicuramente un vantaggio. E avere più carte da giocare è un punto di forza della squadra, non certo un problema».

    Il Fiandre cambia percorso, nel finale sparirà il muro di Grammont e si prevede un circuito con il vecchio Kwaremont da affrontare più volte: «Attenzione perché sarà una corsa diversa da quella degli anni scorsi. Io penso che così è più dura, perché il vecchio Kwaremont è un muro che si sentirà nelle gambe, quando lo affronteremo per la terza volta, a 10 km dalla fine. Sarà una grande corsa e io avrò l’enorme vantaggio di correrlo con atleti di grande esperienza da cui ho da imparare su questi terreni: mi riferisco a Hushvod, Hincapie, Quinziato, Ballan»

    Il momento clou della stagione di Philippe Gilbert sarà di nuovo la Liegi? «Quella è la mia corsa, io ci sarò per essere protagonista».

    Poi al Tour, con quali ambizioni? «Luglio sarà il mese per Cadel. Io sarò al Tour soprattutto per aiutare lui, non ho altre ambizioni. Evans sarà al mio fianco per aiutarmi a rivincere le classiche delle Ardenne, io darò il massimo affinché possa rivincere il Tour».

    Gilbert conosce bene Evans e c’è grande intesa e fiducia, eredità degli anni alla Lotto. E con Hushvod c’è un amicizia maturata soprattutto a Montecarlo, dove entrambi vivono e si allenano.  I tre “big” della Bmc sembrano in perfetta sintonia, ma la squadra ha numerose alternative valide, tra le quali proprio il nostro Alessandro Ballan nelle classiche fiamminghe.

    La stagione di Gilbert ha altri punti “chiave” in estate e in autunno: Olimpiade e Mondiale… «L’Olimpiade mi hanno detto, perché non conosco il percorso, che è più adatta ai velocisti, ma non si sa mai, perché le squadre avranno pochi uomini a disposizione, quindi sarà difficile controllare la corsa. Poi sì, il Mondiale è un altro grande obiettivo di questo 2012. Non nascondo che il percorso mi piace molto, non è un segreto e andrò in Olanda per vincere».

    Un suo possibile avversario, ha già dato segnali importanti: Valverde non fa pretattica, ha fame e voglia di rivincite… «Ci vedremo alle classiche, Valverde non lo scopro certo io, sarà una bella sfida».

    Intanto, Gilbert sta per volare in Qatar, tra vento e sabbia, e lo vedremo in Italia sia alla Strade bianche, sia alla Tirreno e, naturalmente, alla Sanremo.

    Lorenzo Franzetti

    Nella foto: primo piano di Philippe Gilbert, all'hotel Marriott di Denia (Spagna), dove ha incontrato il nostro inviato 


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