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Huang Ting Ying: da Taiwan per amore del ciclismo

25 luglio 2017
di Alfredo Colella
Huang Ting Ying: da Taiwan per amore del ciclismo
Huang Ting Ying è l'unica ciclista professionista del suo Paese. Quest'anno ha corso in pianta stabile per la Servetto-Giusta-Alurecycling il Giro Rosa e altre importanti gare europee. Il suo sogno? Una medaglia alle Olimpiadi di Tokio...

Huang Ting Ying è l’unica ciclista donna professionista di Taiwan, stato in cui il ciclismo è molto diffuso a livello amatoriale. In patria è molto conosciuta e si allena con una squadra locale Continental sponsorizzata da Merida, il Team Senter-Merida. Fu scoperta nel 2016 dal team italiano Servetto-Giusta-Alurecycling (all’epoca Servetto-Footon) durante il Giro dell'isola Chongming, corsa a tappe inserita nel Women UCI Worl Tour, in cui si classificò seconda dietro l’australiana Chloe Hosking. La compagine astigiana di forte matrice svizzera (sono elvetici gli sponsor e il super consulente Mauro Gianetti) la ingaggiò per correre il Giro Rosa 2016, da lei terminato in gruppo. Era la prima lunga gara a tappe a cui prendeva parte.
Dopo quell’esperienza le è stato proposto quest’anno di correre in pianta stabile per la Servetto-Giusta-Alurecycling non solo il Giro Rosa, ma anche le altre importanti gare europee ed internazionali. In questa intervista scopriremo le sue abitudini e ambizioni per il suo futuro di donna e di ciclista.
- Come è nata la tua passione per la bici?
"A 13 anni, alla Junior High School che frequentavo a Taiwan, c’era una squadra di ciclismo giovanile e lì è nato tutto".
- Che scuola hai fatto?
"L’equivalente del vostro diploma, la High School. A 17 anni poi, sono andata in Svizzera per un training camp (stage-allenamento) di ciclismo. All’epoca ero una discreta sprinter".
- A Taipei come è visto il ciclismo?
"Non è molto diffuso tra i media, specialmente in TV. La maggior parte lo si vede tramite internet. Ci sono molti praticanti amatoriali, ma ben pochi si cimentano con le gare".
- A che età hai iniziato a gareggiare?
"Appena iniziata la High School, a 13 anni, e per tutti i 3 anni di scuola. Ero una velocista abbastanza valida". (nda: ride)
- Cosa si conosce del ciclismo femminile nel tuo Paese?
"Tutto, è seguito come quello maschile. Specialmente quello asiatico. Considera poi che siamo solo 5 atlete asiatiche che corrono per team europei: tre giapponesi, una thailandese ed io".
- Come sei arrivata in Italia? E perché hai scelto il nostro Paese?
"Due anni fa, in maggio, l’allora Servetto-Footon mi notò ad una gara del circuito World Tour femminile in Cina, il Giro dell'isola Chongming, e feci loro un’ottima impressione. Così, mi ingaggiarono per il Giro Rosa. Quest’anno, invece, ho corso con loro già diverse gare prima del Giro Rosa. L’Italia rappresenta una delle patrie del ciclismo, quindi non ho voluto lasciarmi sfuggire questa occasione!".
- Dove vivi?
"Ho base a Taiwan, a casa mia, quando non gareggio in giro per il mondo".
- Come ti alleni?
"Quando non sono in ritiro con la squadra in vista di un appuntamento importante, mi alleno a Taiwan con un gruppo di amici (alcuni appartenenti a team locali) e faccio parte di una squadra taiwanese, la Senter Merida".
- Cosa mangi?
"Non seguo una dieta imposta da altri: decido io cosa mangiare in base alle sensazioni e ai periodi dell’anno (in prossimità delle gare, durante la fase di preparazione o di mantenimento della condizione). Ovvio che sto attenta a non rompere gli equilibri: me la cavo abbastanza bene in materia".
- Cosa porti di Taiwan sempre con te?
"Nulla. Non sono scaramantica".
- l lato del tuo carattere che ti aiuta di più in questo sport?
"La voglia di ripartire e il valore della famiglia. Quando esco da un risultato negativo, parlo molto con amici e famigliari e loro mi tirano su il morale. La tristezza per non riuscire a ottenere ciò che si spera, dopo tanti sacrifici, è l’avversario più duro da battere. Non è facile rialzarsi dopo una sconfitta, ma la loro felicità e fiducia mi aiuta moltissimo. Sono tristi a volte per la mia lontananza, ma contenti perché sanno che sto realizzando i miei sogni. Li sento tramite internet tutti i giorni".
- Cosa sogni a occhi aperti prima di addormentarti?
"Di vincere un domani le Olimpiadi. Ho gareggiato nelle ultime, e dopo ho avuto un infortunio serio ad un ginocchio che mi ha frenato parecchio".
- Cosa cambieresti del ciclismo?
"Mi piacerebbe unire il modo di correre che c’è in Asia e in Europa. Là non ci sono gare lunghe come il Giro Rosa (durano 3-4 giorni al massimo) e noi donne ci conosciamo un po’ tutte. Qui c’è molta più concorrenza: se fosse possibile mi piacerebbe ci fossero scambi ed inviti alle corse europee anche per le squadre asiatiche, così da maturare esperienza più velocemente".
- Cosa ti piacerebbe vincere?
"Le olimpiadi di Tokyo 2020".
- Sei conosciuta nel tuo Paese?
"Sì, moltissimo. Senza falsa modestia". (nda: ride)
- Per cosa vorresti essere ricordata?
"Per aver regalato una medaglia olimpica al mio Paese".
- Se non avessi fatto la ciclista cosa ti sarebbe piaciuto fare?
"Non ci ho mai pensato. Anche un domani, magari da sposata e con figli, mi piacerebbe restare nel mondo del ciclismo: una giornalista, un’allenatrice, un’organizzatrice di corse, una presidentessa di club … chissà".
- La tua campionessa di riferimento?
"Adoro da matti Peter Sagan. Tra le donne, fammi pensare… Scelgo Coryn Rivera, l’americana che corre per il team Sunweb".
- Quante cicliste ad alto livello ci sono a Taiwan?
"Nessuna, l’unica professionista sono io".
- Cosa ti piace dell’Italia?
"Ho visto molto poco, tra una gara e l’altra. Però ad esser sincera, ciò che apprezzo di più è l’umanità e lo spirito di gruppo che ha la gente. Per esempio, nel mio team siamo molte straniere provenienti da ogni parte del mondo, ma l’aiuto e la disponibilità reciproca tra noi e quella che arriva dall’esterno è fantastica".
- Raccontaci la tua giornata tipo
"Mi alzo la mattina e, dopo una colazione non eccessiva, parto per l’allenamento. Se particolarmente duro, porto con me integratori per il durante e il post allenamento. Poi è immancabile una bella seduta di stretching. Dopo pranzo mi rilasso ascoltando musica e, quando sono in Europa come adesso, ne approfitto per chiamare i miei a Taiwan. Poi la giornata scorre tra commissioni, shopping, hobby, lavori di casa. Insomma, scorre come per una persona comune".

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