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Il caso Pantani, un giallo che non trova pace

29 giugno 2017
di Roberta Lamagni
Il caso Pantani, un giallo che non trova pace
Con "Il Caso Pantani. Doveva morire", il criminologo Luca Steffenoni intende riportare l'attenzione su una questione intricata e spinosa quale la misteriosa morte del grande Pirata. In libreria

Che si ami o no il ciclismo, un parere, sulla morte di Pantani, ognuno di noi se l’è fatto.
Una morte enigmatica, tuttora avvolta nel mistero nonostante l’iter processuale abbia detto l’ultima parola. Un suicidio che molti appassionati rifiutano di accettare, perché inspiegabile per tanti, troppi aspetti. Una storia avvincente, nella sua tragicità, che non può che catturare l’attenzione e continuare ad alimentare fantasie e suggestioni.
Nasce da queste premesse l’ultima fatica letteraria di Luca Steffenoni, criminologo e consulente per diversi tribunali.
“Il caso Pantani. Doveva Morire”, edito da ChiareLettere, traccia la scena di un suicidio troppo imperfetto per essere vero, in un crescendo di rivelazioni e suspense.

Gli ultimi giorni di Marco Pantani
Le inchieste sulla morte
Le clamorose rivelazioni di Vallanzasca
La camorra e le scommesse clandestine
Le ombre, i misteri
La verità indicibile dietro un suicidio troppo imperfetto

Tra le tesi sostenute dall’autore, quella che la squalifica del Pirata sia stata una gigantesca truffa ai suoi danni, per agevolare le folli scommesse clandestine sulla sconfitta di Pantani. Un’operazione orchestrata dalla criminalità, dunque. E la conclusione è scontata: il caso non può essere chiuso.

“Il caso Pantani. Doveva morire”, ED. ChiareLettere, Milano 2017, Misteri italiani, pp. 160, prezzo 12 euro

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