Era la sfida più attesa d’Europa, quella per il titolo nazionale in Belgio: i “giganti” del Ciclocross si sono sfidati a Hoogloede-Gits, un paesino a metà strada tra Bruges e Kortrijk, nel cuore delle Fiandre. Migliaia di spettatori sul percorso, milioni di belgi davanti alla tivù: e lo spettacolo non è mancato. Ha vinto Sven Nys, per l’ottava volta in carriera: e quest’anno ha vinto esultando come un ragazzino. Felice, strafelice per una rimonta pazzesca sui suoi avversari. Sconfitti i giovani favoriti Albert, partito bene, ma poi costretto a cedere al veterano, e Pauwels, grande protagonista in Coppa del mondo.
Il “vecchio” Nys proprio non ci pensa ad andare in pensione: continua a mietere successi, continua ad arricchire un’entusiasmante carriera. Ma la festa fiamminga è rovinata, sebbene in molti, tra giornalisti e crossisti hanno finto di minimizzare. In questo momento, è ancora in terapia intensiva, Bart Wellens, ex campione del mondo, grande rivale di Nys e professionista alla Fidea: Wellens è stato ricoverato d’urgenza alla vigilia del Campionato belga, con seri problemi cardiaci e febbre alta. Ora è fuori pericolo, ma per qualche ora, nei giorni scorsi, si era temuto per la sua vita.
Una vicenda, purtroppo, inquietante e che, è inutile negarlo, getta un’ombra (e non è la prima volta) sul tanto celebrato mondo del Ciclocross belga: non è il primo, Wellens, ad avere avuto problemi di salute. Tra i crossisti di quel Paese, ci sono altre vicende oscure mai ben chiarite: Wellens, quasi certamente, finirà di correre, ma avrà almeno salva la vita. Tuttavia, un po’ di chiarezza e trasparenza, nel Ciclocross belga, farebbe il bene di questo sport.
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