In bici, vittima di un'automobilista ubriaco

23/07/2010
    In bici, vittima di un'automobilista ubriaco

    Riceviamo e pubblichiamo:

    Inutile prendere atto che le auto possono essere come proiettili e che la patente va equiparata al porto d’armi, se poi ci si trova periodicamente a piangere su qualche altra vittima innocente di una guerra non dichiarata.

     

    Linda aveva 17 anni e una vita davanti. Abitava nel cremonese.

     

    Insieme ai suoi tre amici ha solo avuto la sventura di essere nel luogo sbagliato al momento sbagliato.

    Falciata da un automobilista 35enne alla guida di un Mercedes Classe A che viaggiava ubriaco mercoledì notte a tutta velocità sulle strade di campagna tra Cremona e Bergamo. E che, per una manovra di sorpasso azzardata, è piombato addosso ai quattro ragazzi in bici, lasciandone miracolosamente illesi due, ferendo in maniera gravissima il terzo, e uccidendo la ragazza.

     

    Chi guidava il veicolo, un piccolo imprenditore edile, era talmente “decotto” dall’alcol che non ha avuto neppure la prontezza di reagire frenando. Il corpo di Linda è stato trascinato per parecchie centinaia di metri. Le cronache dei giornali dicono che nel 2005 a questo signore era già stata ritirata la patente sempre per una guida un po’ troppo “disinvolta”.

    L’altra notte, sceso dall’auto, ha saputo solo dire che sono «cose che possono succedere».

    E’ un commento di cui ci si dovrebbe vergognare, se pronunciato a mente lucida.

    No, signore: non si può morire così.

    Sono cose che non possono succedere. Non possono, non devono.

     

    L’emergenza sicurezza sulle nostre strade è costante da anni. E le strade urbane la scontano nel modo peggiore (solo a Milano negli ultimi mesi ci sono stati quattro morti tra i ciclisti, l’ultimo qualche sera fa al quartiere Isola).

    Non servono regole nuove bensì maggiori controlli.

    Chi guida un veicolo a motore deve sapere che ha tra le mani un’arma pericolosa. E se provoca danni a pedoni e ciclisti non deve poter continuare a circolare con la sua auto come se nulla fosse.

    Non per giustizialismo, né per desiderio di vendetta. Ma solo di Giustizia.

     Eugenio Galli (presidente Fiab CICLOBBY)

     

    La notizia:

    È stato arrestato il pirata della strada che, nella nottet ra il 22 e il 23 luglio, aveva investito in auto due ragazzi in bicicletta a Vidolasco in provincia di Cremona, allontanandosi senza prestare soccorso. Nell'incidente è morto uno dei due ciclisti mentre l'altro, ferito, è stato trasportato al Pronto Soccorso dell'ospedale di Crema in codice rosso. La richiesta di intervento era giunta alle 23.44 agli uomini del 118 di Cremona, subito intervenuti sul posto con all'automedica insieme ad ambulanze della Croce Rossa di Crema e alla Polizia stradale.

    Si tratta di un uomo di 35 anni, C.L. che al momento dell'incidente stava guidando in evidente stato di ebbrezza. L'uomo, in fase di sorpasso, ha perso il controllo dell'auto finendo sul gruppo di ragazzi che stava procedento in senso contrario, in fila indiana, lungo la Strada Provinciale 15 a Casale Cremasco, piccola frazione di Vidolasco a cavallo tra le province di Cremona e Bergamo.

    I ragazzi in bici. Il primo ragazzo che guidava il gruppo ha riportato solo lievi ferite mentre per la giovane diciassettenne L.C. non c'è stato nulla da fare. La ragazza è morta sul colpo mentre un altro giovane di 15 anni, N.C., ha riportato ferite gravissime e nella notte è stato sottoposto ad un delicato intervento chirurgico presso l'ospedale di Crema. Illeso il quarto componente del gruppo.

     


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