Kom evo, cioè evoluzione di Kom, l’ultimo passo (forse) prima di mandare definitivamente in pensione il top di gamma Kuota che, nonostante sia sul mercato da più di cinque anni ormai, continua a far bene. Anche nella massima serie del ciclismo pro. I successi con il team francese Ag2r lo testimoniano: Christope Riblon si è aggiudicato la quindicesima tappa del Tour de France e il promettente Nicolas Roche (figlio dell’ex campione Stephen) si è piazzato al quindicesimo posto della classifica generale, per citare i risultati più importanti del 2010. Interessanti le novità tecniche sul prodotto, che sottolineano l’impegno dell’azienda, la qualità del lavoro svolto e, soprattutto, la volontà di puntare dritti all’eccellenza (continua..). È cambiata anche la morfologia del tubo di sterzo: adesso il diametro è differenziato, sopra il classico 1”1/8, sotto un generoso 1”1/2 che aggiunge muscoli e sicurezza all’avantreno. Ma soprattutto è cambiata la forma dei foderi posteriori alti del carro posteriore, un dettaglio di non poco conto che ha permesso di mantenere lo stesso livello di controllo della trazione, ma ha aggiunto per quel pizzico di comfort che probabilmente mancava e che certamente non guasta. Accanto alla versione standard c’è quella Di2, dedicata solo ed esclusivamente al montaggio del gruppo elettronico Shimano. Dal punto di vista tecnico sono identici in tutto e per tutto, con la sola differenza che quest’ultimo presenta alcuni piccoli rinforzi nelle zone di passaggio dei cavi che sono obbligatoriamente integrati. Infine la novità in ambito grafico che riguarda la finitura “matt”, il tanto di moda opaco, sia per la versione clear sia per la white. L’altra colorazione è quella team replica. Niente di nuovo, invece, per quanto riguarda le taglie. Kom evo è disponibile in sei taglie a partire dalla Xxs fino alla Xl passando per Xs, S, M ed L (continua..). Discorso prezzi. Partiamo dall’offerta kit telaio, che comprende telaio, forcella, serie sterzo e reggisella, proposto a 2.999 euro. Sette in tutto, invece, i montaggi da catalogo che prevedono un assemblaggio di base per la bicicletta completa e tutta una serie di opzioni da segnalare, eventualmente, sul modulo d’ordine e che modificano ovviamente il prezzo di partenza. Con i gruppi Campagnolo, Kom evo viene declinato in due versioni: Athena e Super record, rispettivamente a 5.349 euro e 6.649 euro. Tre le versioni Shimano: Dura ace, Di2 e Ultegra, con prezzi rispettivamente di 6.399 euro, 7.799 euro e 5.349 euro. Infine Sram con due opzioni: Force, 5.349 euro e Red, 6.299 euro, in pratica la bici della prova. A questo bisogna aggiungere circa 600 euro per le ruote Reynolds 32 Ulc, che sono opzionali di serie monta le Dt Swiss Tricon (contiua..). Il restyling ha fatto bene a Kom. Ha perso un po’ di peso, che per un top di gamma è sempre una buona cosa, ma ci ha guadagnato in termini di guidabilità e feeling. Adesso sembra meno brusco di prima, più “gentile” nelle reazioni. Lo si nota sullo sconnesso. La tendenza al rimbalzo sembra diminuita, a vantaggio del controllo e della sicurezza, un bel plus se pensiamo soprattutto alle andature in gruppo e alla difficoltà di gestione della bici quando si lotta “corpo a corpo” con gli altri rider. I momenti in cui si sente più a suo agio coincidono con le fasi brutali dell’uscita. Scatti, ripartenze, variazioni di ritmo repentine, ogni qualvolta si spinge forte sui pedali ci si accorge che Kom risponde con tanta grinta (contiua..).
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