Alessandro Petacchi è da poco è atterrato ad Adelaide, in terra australiana, dove sta per iniziare la sua diciassettesima stagione da professionistica. A 38 anni, Alejet è pronto a sprintare ancora una volta, con l’entusiasmo di un ragazzino, con un nuovo “treno” tutto per lui, con l’innesto di giovani molto competitivi come Viganò, Cimolai e Graziato.
In Australia, al Tour Down under, le volate saranno subito “infuocate”, tuttavia Alejet pensa soprattutto a migliorare la condizione in vista della primavera: «Con il fatto che adesso i punti delle Pro tour sono importanti per la squadra ho fatto questa scelta. Inoltre, gli altri anni ho sempre avuto problemi di asma a gennaio, magari svernare là può essermi utile.Nella decisione di correre il Tour Down under ha influito anche la possibilità di iniziare a lavorare subito, in un contesto agonistico, con i compagni che mi aiuteranno negli sprint. Qualcuno era già in squadra l’anno scorso, altri sono stati ingaggiati dalla Lampre-Isd in vista della prossima stagione».
Petacchi riparte da 175 vittorie in carriera, attualmente è il quarto corridore plurivittorioso del ciclismo italiano. Più di lui hanno fatto, a oggi, soltanto Moser, Saronni e Cipollini hanno fatto meglio di lui: «Moser e Saronnisarà difficile superarli e comunque battere il mio team manager (Saronni, ndr) non è corretto. Se mi riuscisse di passare Cipollini sarebbe una grande soddisfazione personale (gli mancano 6 vittorie). Tuttavia, in carriera contano il tipo di vittorie che ottieni, Mario è un grande campione, per me è già stato importante batterlo nella mia carriera. Averlo come rivale mi è servito tanto, battere uno straniero non sarebbe stata la stessa cosa. Questo mi ha reso più famoso e ha cambiato la mia carriera. Anche perché era campione del mondo».
Motivazioni a mille, fin dal primo giorno, dunque…
«Mi sono posto l’obiettivo di arrivare alla Milano-Sanremo con una grande condizione e con una squadra nella quale i meccanismi funzionino alla perfezione. Sono duetraguardi raggiungibili solo con il lavoro, quindi ritengo importante iniziare a impegnarmi sin da subito per ritrovare una pedalata potente e veloce. Il Tour Down under è una corsa notevolmente cresciuta, negli ultimi anni, sotto il punto di vista qualitativo: la qualifica World tour comporta la partecipazione di atleti di primo livello, quindi recandomi in Australia potrò confrontarmi con corridori che pedalano già forte. Mi piacerebbe poter essere subito competitivo, pur tenendo presente che non devo affrettare i tempi».
Petacchi sogna ancora la Sanremo, il bis sarebbe il top, ma è ancora alla sua portata?
«Guardo all’annata per gradi, quindi al momento la mia attenzione è indirizzata al mio primo grande appuntamento, ovvero la Milano-Sanremo: sarebbe fantastico poter centrare il bis personale. Sono conscio che, per essere competitivo nella Classicissima, devo allenarmi bene durante queste settimane invernali e trovare un buon colpo di pedale nelle corse alle quali prenderò parte. Dopo la Milano-Sanremo deciderò, assieme allo stafftecnico della Lampre-Isd, quali potranno essere le soluzioni migliori per cercare di far valere ancora le mie qualità di velocista».
Nel 2012 farà probabilmente il Tour e non il Giro
“Ho voglia di provare a rivivere le emozioni, ancora fresche nella mia mente, dell’edizione 2010, con i due successi di tappa e la conquista della maglia verde. Non è mai una decisione facile, comunque, quella tra il Giro e il Tour, anche perché la Corsa rosa mi ha reso un grande corridore e perché l’affetto degli appassionati è sempre enorme”.
L’Olimpiade di Londra avrebbe un percorso adatto alle sue caratteristiche, ma la Federciclismo sembra intenzionata a proseguire nella linea “dura”, intransigente con tutti i corridori che, in passato, hanno avuto squalifiche per doping: «Spero che la Federciclismo cambi la sua filosofia che va contro tutte le regole che sono state fatte, ma d’altra parte se la pensano così, non posso essere io a cambiare la regola. Potevo fare Atene, ma al Tour mi infortunai e fui costretto a saltarla. Spero che le cose cambino e che io possa essere presente».
Nella foto: Petacchi al lavoro nei test al centro Mapei (foto Bettini, dal sito ufficiale Lampre-Isd)
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