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Bmc Time Machine TMR01

24 June 2015
di Alfredo Colella
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    Un capolavoro di bici aerodinamica: così gli svizzeri di Bmc definiscono il loro bolide aero

    Bmc time machine tmr01

    Bmc è costruttore di biciclette sempre attento alle innovazioni tecnologiche, pronto a sfornare prodotti validi (soprattutto di fascia alta) in cui l’attenzione ai particolari fa la differenza. Time Machine si ripromette di aiutare il ciclista durante la pedalata, fornendo la minore resistenza all’aria possibile e una scorrevolezza senza pari, grazie alle sue forme testate nella galleria del vento. Una bicicletta che vuole fungere da punto di riferimento per il mercato aero, adatta non solo alle gare pianeggianti, ma ambita anche dai passisti che vogliono cimentarsi con percorsi ondulati o impegnativi. Uno su tutti, il belga Gilbert.

     

    Dotazione

    La TMR01 è di grande impatto grafico, con il nudo carbonio satinato opaco interrotto solo da sottili linee rosse, che mettono in risalto il carattere essenziale e dinamico del telaio.

    La versione provata da noi è il top di gamma: guarnitura e cambio Shimano DuraAce 11 velocità elettronico Di2 (è disponibile anche la versione Ultegra, con o senza elettronica) e ruote Easton EC90 Aero a profilo medio-alto (Bmc propone pure l’accoppiata con Zipp 404 Fiorecrest o Mavic Cosmic Carbone SL), abbinate ai tubolari Continental Sprinter Gatorskin 700x22c. Ciò per sfruttare al meglio le caratteristiche aerodinamiche del telaio. Il peso finale è ampiamente sotto i 7 chilogrammi (circa 6,6), mentre il solo telaio pesa poco più di un chilo.

     

    Geometria e tecnologie subA e Tripwire

    Il telaio della TMR01 è essenziale e pulito nelle forme: il triangolo formato dai tubi è regolare, smussato agli angoli da alettoni stabilizzanti. I foderi alti tondeggianti e sottili, di concezione crono, si innestano bassi sul tubo verticale, che presenta un’insenatura per accogliere la ruota posteriore, dando un’immagine di geometria finale molto compatta. Conico e robusto è anche il tubo sterzo, mentre le restanti tubazioni sono piatte o squadrate. La scatola del movimento centrale, vero punto di trasmissione della forza, appare molto robusta e voluminosa. Bmc denomina “subA” l’innovazione che dà ai suoi tubi un profilo aerodinamico, pur mantenendo la rigidità necessaria a ottenere la licenza Uci.

    Il tubo orizzontale ha sezione maggiore dove è richiesta forza e resistenza, vicino all’innesto con lo sterzo, minore dove invece devono prevalere l’agilità e la risposta, cioè verso il canotto reggisella. Il sistema di bloccaggio del canotto è anch’esso integrato e consente tre opzioni di arretramento per la posizione della sella. I cavi passano tutti internamente, grazie anche a guide dedicate, mentre la batteria di alimentazione è ospitata nel tubo sella.

     

    La tecnologia Tripwire

    La tecnologia Tripwire consente un’efficiente scorrevolezza dell’aria: si tratta di una profilatura a gradino che corre lungo i bordi di attacco dei tubi del telaio e ritarda la separazione dello strato d’aria lungo tutta la sezione. Lo stesso effetto creato dalle fossette su di una palla da golf, che le permettono di percorrere traiettorie più lunghe. Infatti, su una pallina lanciata ad alta velocità, come pure su una bici, si forma alta pressione sulla parte frontale, a causa dell’urto contro l’aria, mentre sulla parte posteriore si crea una sorta di vuoto o risucchio, col flusso d’aria che si frantuma in moti vorticosi, anziché ricomporsi. Ciò favorisce una veloce frenata. Le cavità o la profilatura spezzano i vortici e ne limitano l’effetto frenante.

    La forcella a bracci dritti offre il massimo dell’integrazione: il sistema frenante è posizionato sulla parte anteriore, a formare una specie di mascherina che aderisce perfettamente ai contorni della forcella, scomparendo alla vista. I freni posteriori sono invece posizionati vicino alla scatola del movimento, nascosti alle turbolenze. L’aerodinamicità del risultato finale è apprezzabile osservando la TMR01 frontalmente.

     

    La prova

    Bmc afferma che Time Machine è un modello per velocisti, passisti e triatleti. Partiamo con un percorso veloce e per lo più pianeggiante, tipica gara amatoriale a circuito. La TMR01 qui dà veramente il meglio, senza ombra di dubbio alcuno. Velocità e scorrevolezza anche controvento, cambi di ritmo facili e repentini non la spaventano (a patto che il vostro motore sia adeguato, ovvio). Il rilancio sui pedali risulta facile e anche in volata la guidabilità e il controllo non vi abbandonano, aspetto fondamentale in un momento delicato.

    Se ci spostiamo su un percorso lungo e decisamente ondulato, apprezziamo, invece, l’altro aspetto per cui la TMR01 si distingue: la guidabilità. Pur restando intatte la scorrevolezza e la facilità di mantenere la regolarità di andatura (fondamentale nelle crono e nel triathlon), riusciamo a gustarci la risposta alle sollecitazioni in discesa, la sicurezza cioè nell’affrontare i tornanti in velocità. L’estrazione crono del telaio, non troppo esasperata, consente anche una buona resa in salita dove, una volta raggiunto il nostro ritmo naturale, risulta facile mantenerlo.

    Roberto, appassionato collezionista di bici top di gamma, è uno dei felici possessori della TMR01. “Prima di acquistarla pensavo solo a un utilizzo in pianura – dice – ma dopo ho potuto apprezzarne le grandi qualità anche sui percorsi lunghi e duri. Ovvio che, trattandosi di un prodotto top, sia necessaria un’accurata e costante manutenzione”.

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