Portarsi appresso la bici anche quando si va all’estero in vacanza è uno dei capisaldi del pensiero del ciclista “avanzato”. A questo tipo di sportivo sembra impossibile riuscire a pedalare senza il proprio mezzo a disposizione, un dramma. Detto questo c’è l’altra faccia della medaglia, ovvero la possibilità di pedalare e iniziare a godere le vacanze sin dai primi istanti, dal check-in in aeroporto in poi. Sì, perché affittare la bicicletta nel posto in cui si va a fare le vacanze solleva il morale da tante responsabilità e preoccupazioni. Si può passeggiare in aeroporto come comuni mortali (soprattutto la valigia rigida è di grandissimo ingombro), non si pagano tasse, ci si mette in fila agevolmente, soprattutto non si viaggia preoccupati per eventuali danni o smarrimenti. Noi abbiamo scelto la seconda opzione. Siamo in Spagna, alle isole Canarie, e abbiamo affittato le bici in un negozio specializzato, piccolo e ben fornito, con personale capace anche dal punto di vista delle riparazioni. Quindici euro al giorno che, moltiplicati per 13 giorni di uso fanno 200 euro, più o meno la tassa (andata e ritorno) che si paga per volare con l’attrezzatura sportiva, che è di 150 euro. Le bici sono buone: una Scott Addict r2 e una Scott Foil 40 nuova. Quest’ultima è una bici che costa circa 2.400 euro, quindi di valore già buono e ottima dal punto di vista tecnico. Non sono leggerissime (l’assemblaggio è di qualità media), ma è un bene perché a Lanzarote quando tira il vento è meglio essere “zavorrati” e quando ci si allena una bici pesante aiuta a fare le gambe!
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