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rh+ Alpha Project Jacket

14 gennaio 2015
di Matteo Scarabelli
rh+ Alpha Project Jacket
Una nuova membrana ultra tecnologica di Polartec

Rh+ alpha project jacket

Polartec (clicca qui) è stata tra i pionieri della tecnica layering, quella che nell'abbigliamento outdoor viene volgarmente chiamato “vestirsi a cipolla”. Si tratta in sostanza di affrontare le uscite invernali, in bicicletta come in montagna, vestendosi a strati: i tessuti “base” sono quelli pensati per essere direttamente a contatto con la pelle, caldi e morbidi; i materiali “insulation” sono quelli che provvedono all'isolamento termico mentre lo strato esterno “protection” è quello deputato a schermare da vento, pioggia, neve.

Un sistema consolidato negli anni che, ormai, è diventato una specie di standard. Adesso però le cose stanno per cambiare perché, grazie alla messa a punto di Polartec Alpha, una nuova membrana ultra tecnologica, è possibile raggiungere risultati prima d'ora impensabili.

Quali? Per esempio, un unico prodotto in grado di abbinare l'isolamento termico a un elevato tasso di traspirabilità, in modo tale da rendere al massimo in tutte le fasi della performance, attiva e passiva (in discesa). Nonché di far fronte senza troppi problemi ai cambiamenti di clima improvvisi, sempre in agguato in autunno e in inverno. Il nuovo materiale Polartec è disponibile nella Alpha Project Jacket di rh+ (clicca qui). Testata in anteprima da Alberto Contador...  l'abbiamo provata anche noi durante le (gelide) vacanze di Natale!

 

Il  nostro test

Si tratta del primo prodotto imbottito, termico e traspirante, nel settore delle due ruote. E che sia un capo speciale lo si capisce subito, dal design e dalla consistenza: il materiale è estremamente morbido e la prima sensazione, dopo averlo indossato, è semplicemente quella del comfort. La giacca ha un taglio particolarmente pronunciato sulla parte bassa dell'anteriore, per assicurare il massimo della libertà quando si è piegati sul manubrio. A questa libertà contribuiscono anche i tessuti a elasticità differenziata, che “tirano” nei punti giusti senza però risultare mai fastidiosi. Siccome io sono piuttosto freddoloso ho indossato un intimo di lana merinos a maniche lunghe sotto la giacca di rh+ (clicca qui): poi mi sono messo in strada con una temperatura di circa 5 gradi. A parte i primi chilometri, necessari a scaldare “il motore”, non ho mai avuto bisogno di aggiungere altri strati, né dal punto di visto termico né dal punto di vista della protezione (per ogni evenienza mi ero portato un antivento, che è rimasto per tutti i 50 chilometri nella tasca posteriore).

Quel che mi ha stupito di più è proprio la tenuta contro il vento: me ne sono accorto quando ho affrontato una discesa di un paio di chilometri, durante la quale non ho mai avvertito la sgradevole sensazione di sentire l'interno della giacca e la maglia intima raffreddarsi a causa dell'aria esterna. In generale, pedalare con la Alpha Project Jacket dà buonissime sensazioni per il peso contenuto, il poco ingombro e la rapidità con cui riesce a smaltire l'umidità interna.

Ottimi anche collo e polsini, morbidissimi, totalmente privi di cuciture e rilievi di qualsiasi genere. Molto curato anche il look, decisamente aggressivo nella livrea total black con inserti giallo fluo! Prezzo: 329 euro. Certo, non sono pochi. Anzi, sono parecchi! D'altronde, si sa, per avere il top bisogna essere disposti a qualche sacrificio. E che l'Alpha Project Jacket di rh+ sia al top non ci sono dubbi: se non vi fidate di me, chiedete ad Alberto Contador!

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