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La posizione sulla bici da ciclocross

27 ottobre 2015
di Gianni Pederzolli
La posizione sulla bici da ciclocross
Analizziamo la posizione ideale da tenere sulla bici da ciclocross. Molti costruttori producono biciclette dedicate, di qualità pari ai top di gamma del settore road

La posizione sulla bici da ciclocross

Le differenze tra un modello da ciclocross e uno road sono principalmente legate alle diverse caratteristiche dei due tipi di competizione, alla loro durata e al tipo di terreno su cui si affrontano. Nelle gare su strada il percorso è interamente asfaltato e la durata della competizione è una determinante fondamentale, ai fini del risultato. Possono esserci salite molto lunghe che impegnano l’atleta per tanto tempo, mai presenti nelle gare di cross (in cui la lunghezza non supera poche centinaia di metri). La progettazione di un telaio deve sempre rispondere alle caratteristiche primarie della competizione.

Una ciclocampestre moderna è cambiata rispetto a quelle di 10-20 anni fa: oggi i percorsi sono molto più vivaci e la velocità è notevolmente aumentata. In comune con il cross del passato rimane solamente la percentuale di sterrato sul percorso, che costringe il corridore a continui rilanci, sia per la presenza degli ostacoli naturali o artificiali sia perché la velocità scende rapidamente per l’intenso attrito delle gomme sul terreno.

 

Si lavora fuori soglia

La gara è limitata a un’ora più un giro, una durata che costringe gli atleti a un’intensità di lavoro per buona parte fuori soglia. Questa condizione è determinante per la realizzazione di una bicicletta che deve’essere molto reattiva anche se poco confortevole, maneggevole ma non necessariamente molto stabile alle alte velocità.

Per ottenere una guida sicura del mezzo, la presa sul manubrio è alta, mentre la presa bassa tipica degli stradisti è poco utilizzata, in quanto poco sicura (al massimo limitata ai brevi tratti d’asfalto). La posizione del baricentro del crossista stabilisce l’impugnatura sul manubrio: nei tratti sconnessi, il peso sbilanciato sulla ruota posteriore aumenta la trazione e la stabilità del mezzo, mentre le mani alte sulle leve dei freni migliorano la guidabilità e la maneggevolezza, alleggerendo la parte anteriore della bicicletta. La presa bassa si utilizza nei tratti veloci (quando l’aerodinamica condiziona la velocità) o negli sprint, per compensare la forza delle braccia mentre si pedala.

 

La tecnica di guida

Parlando di tecnica di guida, la presa bassa si adotta anche per spostare il baricentro in avanti e dare stabilità e grip alla ruota anteriore, quando per esempio siamo nei tratti di discesa corta e ripida, alla ricerca di maggiore stabilità (questa è una delle tecniche utilizzate da crossisti e biker per evitare buche o avvallamenti, ma poco adottata dagli stradisti).

Passando ad analizzare la geometria del telaio, la differenza di altezza tra sella e manubrio è limitata a 2-3 centimetri, inimmaginabile in una bicicletta da strada dove le quote comprendono range di valori di 7-15 centimetri (a volte anche di più). Questa minima differenza porta l’atleta a subire una sollecitazione dell’area lombo-sacrale ampliata dal terreno sconnesso, una situazione molto traumatica per la schiena. D’altro canto, otteniamo che i muscoli del trapezio e della zona cervicale siano sgravati dall’iper lavoro di estensione del rachide tipico delle bici da strada. Per facilitare le manovre di guida le leve dei freni sono montate due centimetri più alte rispetto al piano orizzontale, agevolando l’impugnatura alta e il comfort di guida. Il manubrio deve essere montato perfettamente in orizzontale, a riprova di una buona impugnatura nell’uso della parte bassa.

 

Un errore da non commettere

Un errore da non compiere è alzare le leve freno agendo sull’orizzontalità del manubrio, creando una situazione di poca aderenza delle mani nella presa bassa. In questo caso, infatti, la piega del manubrio rivolta verso il basso risulterebbe pericolosa perché facilmente causa lo scivolamento verso il basso.

La manutenzione della bicicletta è quotidiana, data la tipologia di gara: bisogna ricordare che le condizioni atmosferiche e i frequenti lavaggi del mezzo possono rendere le impugnature del manubrio scivolose e conseguentemente precaria la presa. Consigliamo quindi una più frequente sostituzione.

 

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