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Scoprendo le Terre dell'Alto Mantovano

15 August 2015
di Gian Paolo Grossi
Scoprendo le Terre dell'Alto Mantovano
Viaggio su due ruote dal capoluogo virgiliano ai confini del lago di Garda, sulle tracce della battaglia di Solferino. Tra ricordi bellici e prelibate degustazioni.

Scoprendo le terre dell'alto mantovano

Scopriamo ogni giorno di più, con inestimabile soddisfazione, che agli italiani piace andare in bicicletta e non c’è ormai provincia del Belpaese che non proponga itinerari adatti a soddisfare qualsiasi ambizione stimolata dai pedali. Accade per il semplice gusto di guardarsi intorno mentre si fanno girare le ruote, allineati a tutto quanto è riassunto dal termine cicloturismo. E’ un trend in costante sviluppo, quello dei bike tour, preso a prestito con successo da Paesi in cui parlare di cultura della bicicletta e di rispetto verso chi pedala sulle strade ha una propria logica.
Farlo in Italia, considerata l’enormità di siti di interesse naturalistico, storico e culturale, è un privilegio unico: se ci è concesso, vorremmo adattare lo slogan che da un paio d’anni caratterizza il Giro d’Italia, dedicandolo ai senza fretta e trasformandolo da “la corsa più dura del mondo nel paese più bello del mondo” a “la cosa più bella del mondo nel paese più bello del mondo”.


Al Mantova Bike Festival si pedala il 26 e 27 settembre


Così, in tema di cicloturismo adatto a tutti, tra i cinque differenti percorsi proposti dalla seconda edizione del Mantova Bike Festival in programma il 26 e 27 settembre nella città virgiliana, è doveroso segnalare quello denominato “Le Terre dell’Alto Mantovano”: un viaggio sulle Colline Moreniche del lago di Garda tra dolci paesaggi ricchi di storia e sapori da scoprire, dal Capunsèl di Solferino al tortello amaro di Castel Goffredo. Dimenticavamo: meglio se il ciclotour è pure enogastronomico, perché non si può prescindere dall’assaggio dei prodotti locali se realmente ci si vuol calare nella dimensione dei luoghi che si raggiungono in bici.
L’itinerario in questione, lungo una sessantina di chilometri, parte dal capoluogo virgiliano (da piazza Sordello, laddove i Gonzaga ammiravano lo splendore di Palazzo Ducale), punta a nord e prevede una prima sosta a Solferino, con visita guidata al centro storico e pranzo. Solferino ha nella Rocca il suo elemento caratteristico di riconoscimento e la sua storia è strettamente legata alla celebre battaglia combattuta il 24 giugno 1859 fra l'esercito austriaco e quello franco-sardo, come atto conclusivo della seconda guerra d’indipendenza. La battaglia si concluse a Solferino con la presa della Rocca, una maestosa costruzione di 23 metri di altezza che risale al 1022. Nell’edificio, sottoposto a ristrutturazione, si conservano cimeli rinvenuti sul campo di battaglia, ove caddero circa 29.000 dei 234.000 soldati impiegati. Definita “La Spia d'Italia” per la sua posizione strategica, è circondata da un ampio parco in cui si trovano un museo (vi sono esposti alcuni esemplari di cannoni, armi, uniformi e cimeli vari della storica giornata di combattimenti) e una chiesa-ossario, in cui sono custoditi 1413 teschi ed innumerevoli ossa dei caduti. La battaglia di Solferino e San Martino sconvolse tra gli altri l’uomo d’affari svizzero Henry Dunant, che tornato in patria creò il Comitato ginevrino di soccorso dei militari feriti, predecessore della Croce Rossa Internazionale.
 

Capunsèi e tortelli amari: cicloturismo per palati fini


Ma non di soli ricordi bellici vive Solferino e gli appassionati del ‘turismo lento’ potranno gustare i Capunsèi, sostanziosi gnocchi di pane dalla forma affusolata, retaggio di una cucina povera risalente alla Prima guerra mondiale e da consumarsi in brodo o asciutti e conditi con burro fuso o ragù. Nel pomeriggio, prima del ritorno a Mantova in pullman con carrello porta bici, degustazione del tortello amaro di Castel Goffredo, centro noto soprattutto per essere considerato la capitale della calzetteria, in particolare quella femminile. Il tortello amaro delizierà i partecipanti al ciclotour: raviolo ripieno di balsamita, un'erba aromatica localmente chiamata erba amara, detta anche erba di San Pietro. Gli altri ingredienti per il ripieno sono erbette, formaggio, grana, pane grattugiato, uova, noce moscata, salvia, cipolla, aglio e sale. Perché il confronto tra un piatto eccellente ed un interessante itinerario ciclistico può in taluni casi essere paritetico. Con somma soddisfazione di palato e gambe. 
  

Per informazioni ed iscrizioni: http://www.mantovabikefestival.it/index.php?lang=it

 

 

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