Più aerodinamico, più leggero, nessun compromesso. Punta dritto alle prestazioni il nuovo Madone. Nasce in galleria del vento anche, la nuova “cattedrale” del ciclismo moderno, il posto in cui i progetti nascono e si basano sui numeri prima che sull’estetica e sulle sensazioni. Le forme dei tubi sono più squadrate, è nuova anche la fibra di carbonio che ha consentito di portare il peso delle taglie medie a circa 750 grammi (telaio nudo). Ma soprattutto c’è l’integrazione dei freni: quello anteriore all’interno di una nuova forcella, quello posteriore nascosto sotto la scatola del movimento centrale. Quindi i pendenti alti del carro non hanno né ponte né il freno, ovviamente, sono vuoti.
Un taglio netto col passato, quindi. Meglio o peggio? Ci abbiamo fatto circa 100 km nella Vallonia belga, un su e giù continuo con muri impressionanti e discese mozzafiato. Funziona? Difficile a dirsi, meglio aspettare ancora qualche prova. Soprattutto vorremmo sapere il responso della Bike machinery, che non mente mai. Certo sembrerebbe un pizzico più rigido del “vecchio” Madone. Ma sono solo sensazioni… A proposito, novità anche per la geometria H1, che è stata allungata di 5 mm, quindi patiti del racing fatevi venire pure l’acquolina in bocca.
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