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Tutti contro tutti a Finale

La stagione del Superenduro powered by Sram si è conclusa a Finale Ligure con una gara degna di un Mondiale, sia per quantità e qualità dei partecipanti sia per bellezza e difficoltà della gara

La stagione del Superenduro powered by Sram si è conclusa a Finale Ligure con una gara degna di un Mondiale, sia per quantità e qualità dei partecipanti sia per bellezza e difficoltà della gara.
Al via si sono presentati 450 rider provenienti da tutto il mondo, dalla Nuova Zelanda al Canada, dagli Stati Uniti all’Australia passando per Francia, Inghilterra, Belgio, Germania, Svizzera, Spagna, Austria, Finlandia, Svezia, Albania, Slovenia, Polonia e persino dal Pakistan. Soprattutto tanti amatori da tutta Italia per una specialità in fermento e continua crescita, ma anche tutti i principali "enduristi" a livello internazionale e non solo, visto la presenza anche di "Pro" del Cross country, come Marco Aurelio Fontana e Manuel Fumic, della Donwhill, come Dan Athertoon e del Freeride come Richie Schley.
Alla fine, sull'impegnativo e lungo percorso tracciato da Riccardo Negro, con quasi 60 km di lunghezza e ben 5 prove speciali, l'ha spuntata lo specialista Remy Absalon davanti a sua maestà Nicols Vouilloz (dieci volte Campione del Mondo Dh), che proprio nel Enduro, dopo una seconda carriera nei rally automobilistici, sembra avere trovato nuovi stimoli per correre ancora in Mtb
I due francesi, che si sono spartiti tutte le ps sono stati i più veloci, ma anche quelli più costanti che hanno sbagliato meno e non hanno avuto guai meccanici. Subito dietro loro, con distacchi veramente minimi, si è classificato il nostro Davide Sottocornola, primo degli Italiani e come sempre grande protagonista a Finale Ligure. In ogni caso, a dimostrazione del livello altissimo ormai raggiunto anche del rider italiani, bisogna evidenziare che alla fine delle cinque speciali, prevalentemente in discesa con tratti anche molto tecnici, ma non prive anche di strappi in salita e falsopiani dove spingere a tutta sui pedali, i primi dieci erano racchiusi in un lasso di tempo di poco superiore ai due minuti.
Tra loro, oltre a Dan Athertoon giunto quarto, "vecchie glorie" come Stefano Migliorini (decimo assoluto, Bruno Zanchi, invece, ritardato da diversi problemi tecnici si è classificato ventesimo) e giovani talenti come Vittorio Gambirasio e Andrea Righettini (rispettivamente settimo e nono).
Anche il campione italiano Andrea Bruno si è difeso molto bene: ha fatto registrare il sesto tempo assoluto e si è quindi riconfermato anche quest'anno vincitore assoluto del circuito Superenduro.
Quattordicesima posizione, invece, per Marco Aurelio Fontana che in sella a una Cannondale Jekyll da 150 mm d'escursione ha partecipato con grande trasporto al suo primo Superenduro. Ha corso, come sempre, con grande grinta e impegno ma, nonostante la sua prestanza atletica, ha pagato dazio nei tratti più tecnici contro gli specialisti. Più che altro, come lui stesso ha ammesso, ha fatto qualche errore di troppo nelle prime tre prove speciali. Alla fine Marco si è divertito e ha dato anche spettacolo.
A lui, comunque, è andata meglio che al compagno di marca Jerome Clemenz, dominatore della stagione e atteso come grande protagonista ma la cui gara è stata compromessa da problemi meccanici. Del resto, come ben sanno gli appassionati di all Mountain e Freeride, i sentieri del finalese sono belli e divertenti quanto impegnativi e massacranti per uomini e mezzi. Mountainbike vera, insomma, e forse anche per questo che Finale Ligure piace così tanto ai biker. 

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