Al Giro c'è tutto un mondo

Il Giro d'Italia si è ormai concluso. ma sono tante le storie e gli aneddoti che permettono di continuare a parlare della Corsa Rosa per lungo tempo. Per esempio, l'avere vissuto e condiviso una giornata di gara con Lapierre e la Groupama-FDJ della Maglia Ciclamino Arnaud Démare.

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Al Giro d’Italia e in tutti i grandi Tour non corrono solo i ciclisti. Corre una comunità intera, ad un ritmo non meno intenso dei protagonisti con un numero appiccicato alla schiena. Sono meccanici, direttori sportivi, allenatori, preparatori, massaggiatori, nutrizionisti, cuochi, addetti al catering, alla comunicazione, ai trasporti, alle sanificazioni e via dicendo, con il rischio di dimenticare pure qualche figura.

Sono solo i profili al servizio delle squadre, perché se allargassimo il campo all'intero carrozzone, in termini generali dovremmo moltiplicare il tutto almeno per cinque. È una centrifuga perpetua di tre settimane, in cui si lavorano anche 20 ore al giorno, senza contare ciò che precede e segue la Corsa Rosa. Il paddock del Giro d'Italia - la cosiddetta bolla che ci auguriamo presto possa definitivamente dissolversi - pullula di movimenti continui, di contatti tra procuratori e le squadre, sotto lo sguardo indiscreto degli sponsor.

Grazie a Lapierre, Cyclist magazine e Ciclismo.it hanno vissuto la diciannovesima tappa, quella dello sconfinamento in Slovenia e dell'arrivo in salita al Santuario di Castelmonte, nel cuore della corsa, con la Groupama-FDJ della maglia ciclamino Arnaud Démare.

Dalla sveglia al rientro in hotel dopo la tappa, racconteremo sulle pagine di Cyclist magazine la nostra giornata all'interno della squadra francese e quella di chi opera al servizio dei corridori.

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