01 May 2020

Incentivi alla mobilità dolce

Per uscire dall'emergenza sanitaria causata dal Covid-19 le due ruote hanno un ruolo chiave per alleggerire il trasporto pubblico ed evitare l'innalzamento del livello di inquinamento. La ministra delle infrastrutture Paola De Micheli ha fatto sapere che “è allo studio il riconoscimento di un buono mobilità alternativa"

Immagine di Roman Koester

È saltato il Consiglio dei Ministri fissato per il 30 aprile, ciò significa che il decreto di aprile slitta a maggio lasciando in sospeso molteplici questioni. Cosa sappiamo di quelle relative alla mobilità dolce che sono prioritarie per ridisegnare il modo di spostarsi, soprattutto in città? La ministra delle infrastrutture Paola De Micheli ha fatto sapere che “è allo studio il riconoscimento di un buono mobilità alternativa, per i residenti nelle città metropolitane e aree urbane con più di 60.000 abitanti, pari 200 euro per l'acquisto di biciclette, anche a pedalata assistita”.

Incentivare l'uso delle due ruote ecologiche vuol dire anche poterle acquistare, come ha messo in evidenza Confindustria ANCMA: “Ci chiediamo come sia possibile immaginare una mobilità della ripartenza contraddistinta da un maggiore ricorso all’utilizzo delle due ruote con i negozi di biciclette ancora chiusi”.

L'Associazione Nazionale Ciclo Motociclo Accessori ha rimarcato: “Da giorni partecipiamo a tavoli e leggiamo dichiarazioni di rappresentanti delle istituzioni a livello nazionale e locale che annunciano incentivi e sottolineano il protagonismo delle due ruote, ma la pianificazione della mobilità urbana in questa direzione non può non considerare che una rete nazionale di oltre 2500 negozi che può offrire uno servizio ai cittadini, anche adottando iniziative commerciali ad hoc per la situazione sanitaria, abbia ancora la saracinesca abbassata: è irrazionale”.

E sul tema della sicurezza degli utenti, nella nota firmata da Ancma si legge: “Di fronte a un ragionevole aumento dell’utilizzo delle due ruote la conformazione urbana di molte città suggerisce di non dimenticare il tema dalla sicurezza di ciclisti e motociclisti. Non solo sarà indispensabile fare appello ai cittadini di adottare comportamenti rigorosi e ancora più responsabili, ma anche permettere loro di comperare dotazioni di sicurezza, caschi, caschetti e abbigliamento protettivo con più facilità. Per questo chiediamo nuovamente a nome ti tutto il settore di riaprire i negozi di biciclette il prima possibile e auspicabilmente di prevedere forme di defiscalizzazione per l’acquisto di materiale protettivo e altri dispositivi di sicurezza come luci, pettorine e riflettori”.

Restiamo sintonizzati, per ricevere risposte molto urgenti (e concrete).

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