a cura della Redazione - 04 September 2023

COMPAGNI DI SCATTO

Le foto più difficili? Quelle che devono ritrarre i compagni di viaggio, mentre si godono la strada... e a tutto pensano tranne che a darvi retta

SCATTARE A COSA?

Scattare fotografie durante un giro in bici è stressante, perché le foto migliori sono quelle che si fanno in movimento, lungo la strada, mentre le più facili sono quelle delle soste, spesso con sfondi squallidi, nessun dinamismo, gente che si rilassa (anche a far le foto), scomposte, con le bici posteggiate a caso... Per non parlare di quelle scattate al ristorante... Molto meglio fotografare le bici in movimento, purché ritratte in punti che raccontino il viaggio: lo sfondo è quindi importantissimo. La tortuosità della strada, il paesino medioevale, i disegni geometrici della campagna, le montagne, un tornante esposto, un punto in cui oltre alla moto si vede il paesaggio... Sembra un paradosso, ma la parte più difficile è proprio quella di fotografare i compagni di viaggio.

COMPAGNI DI VIAGGIO

Difficilmente troverete qualcuno così paziente da assecondare le vostre richieste e aspettare i vostri tempi perché una foto di viaggio, per essere efficace, deve immortalare i momenti più interessanti, dove ci sono particolari o paesaggi suggestivi, scene di "vissuto", momenti da ricordare o che vale la pena far conoscere. E queste caratteristiche si trovano il più delle volte lungo la strada, proprio mentre il gruppo è in movimento. La cosa migliore è conoscere il percorso, sapere dov'è spettacolare e "andare in fuga" staccando tutti, per poi fotografarli. Ma anche nel caso in cui accettino di fermarsi, tornare indietro e farsi fotografare, dovrete sperare che evitino di passare col pollice alzato, con le dita a V, salutando... Una volta su mille foto può anche essere simpatico, ma c'è chi lo fa sistematicamente ogni volta che si vede inquadrato, perché viene spontaneo farlo o perché drammatizza.

FOTO D’AZIONE, LE PIU’ DIFFICILI

Per ottenere le migliori foto d'azione (anche turismo) il top è usare una reflex professionale capace di scattare dieci foto al secondo, con un sistema autofocus in grado di mettere perfettamente a fuoco un soggetto in movimento per tutta la durata della raffica, abbinato a un teleobiettivo potente e con il diaframma enorme. Tuttavia, più passa il tempo e meglio vanno anche le fotocamere amatoriali. Siamo arrivati a mirrorless (fotocamere a ottiche intercambiabili prive dell'ingombrante sistema a specchio che permette alle reflex di inquadrare con il mirino attraverso l'obiettivo) dotate di autofocus molto efficaci, capaci di scattare fino a 15 immagini al secondo, per meno di mille euro e un peso fotocamera + teleobiettivo da mezzo kg totale). Se non si hanno fotocamere così performanti a livello autofocus, ma con almeno 5 scatti al secondo, conviene mettere a fuoco un punto e far partire la raffica un attimo prima che passi il soggetto. E se la raffica non c'è, ci si arrangia con il "panning", seguendo il soggetto alla sua stessa velocità angolare. Gli effetti migliori si ottengono con un tempo un po' lunghetto, per avere il soggetto fermo e lo sfondo mosso.

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