Con la bici nuova, ci vuole l'outfit giusto... ma non è mica così semplice da trovare!

Continuano le avventure di Paola e delle sue amiche alla scoperta del ciclismo e del benessere che sta apportando alla loro vita... con qualche problema di "compatibilità".

Foto di Paola durante un'uscita "terapeutica" con le amiche

Io e Chiara siamo andate a ritirare la bicicletta nuova: stesso negozio, stesso giorno, stessa ora. Contente come dopo una giornata di shopping sfrenato, abbiamo elogiato ed ammirato il nostro gioiellino a due ruote. Tra sorrisi e nuovi mirabolanti itinerari immaginati però, ad un certo punto abbiamo incrociato lo sguardo e ci siamo capite al volo, senza parlare: l’outfit!

La nostra bici-terapia era partita in maniera estemporanea, con un mezzo basico e un abbigliamento non specifico, buono per qualsiasi sport. Con l’aumentare delle frequenze e dei chilometri, il cambio di stagione e l’upgrade della bicicletta invece, ci siamo rese conto di aver bisogno di qualcosa di più ‘tecnico’. Si sa che agli italiani piace essere eleganti e coordinati in qualsiasi occasione, dalla spesa al supermercato alla cerimonia ufficiale: chi siamo noi per sfuggire a questo stereotipo?

È cominciato quindi il tour nei negozi sportivi, da quelli più generici a quelli più settoriali, ed è quindi iniziata anche la saga del camerino: metti la maglia / togli la maglia, metti il pantaloncino / togli il pantaloncino, ecc.. ecc… Anche questa è un’attività sportiva, forse.

A questo punto tuttavia vorrei fare una considerazione sull’abbigliamento in generale e su quello sportivo in particolare: i modelli da donna con i tagli e i colori più belli vengono spesso prodotti nella versione ‘slim fit’ e con taglie che difficilmente vanno oltre la L/48. Come se la popolazione femminile fosse composta soltanto da giovani magre e flessuose e dalle loro madri ugualmente atletiche e molto giovanili.

Invece c’è tutto un mondo di donne da normopeso a ‘rotonde’, giovani e diversamente giovani, alte o brevilinee, non necessariamente maniache del fitness, che preferisce muoversi senza essere inguainata in tutine o magliette o canotte che esaltano la figura (e forse, in qualcuna, l’autostima). Il piacere dell’attività motoria passa anche nel sentirsi a proprio agio nell’abbigliamento, bello, del materiale adatto e con delle linee ‘democratiche’.

Ma alla fine anche io ho trovato l’outfit giusto per me... nel reparto uomo! (…) che offre tante valide alternative, esteticamente meno accattivanti ma altrettanto adeguate allo scopo.

Nella prossima uscita sfoggeremo quindi smaglianti completini e biciclette ad alto tasso di sportività per sentirci delle vere cicliste…un po’ per caso.

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Foto di Paola durante un'uscita "terapeutica" con le amiche

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