Video anti-ciclisti, il mondo delle due ruote si ribella

E' un caso il monologo satirico contro i ciclisti mandato in onda da Italia1. La reazione dei campioni. Le scuse del comico.

Non si arresta la scia di indignazione e di preoccupazione per il monologo anti-ciclisti andato in onda durante il programma "Honolulu" su Italia 1 e contro cui si sono schierate diverse figure del mondo del ciclismo, da Davide Cassani a Paolo Bettini e Gianni Bugno.

La Fci, su disposizione del segretario generale Marcello Tolu ha emesso una nota nella quale afferma: “in questi giorni sono emersi alcuni fatti incresciosi che hanno avuto una risonanza importante perché originati da programmi TV. Ci riferiamo alla diffusione di alcuni messaggi, promossi come satirici, contro il mondo del ciclismo e di chi va in bicicletta. La Federciclismo esprime il dissenso assoluto verso questi episodi. Tale posizione non vuole essere una censura verso la satira, ma un biasimo verso messaggi che contribuiscono a creare un sentimento generale in cui prevale l'intolleranza”. E poi aggiunge: "in collaborazione con Istituzioni ed altri enti, sta invece lavorando per realizzare progetti che sensibilizzino l'attenzione da parte degli automobilisti nei confronti dei ciclisti e più in generale per il rispetto tra tutti gli utenti della strada. Basta ricordare gli impegni nelle Scuole primarie e secondarie sull'educazione stradale, in collaborazione della Polizia di Stato e il Ministero della Pubblica Istruzione. Tra queste attività rientra anche l'importante iniziativa legata al tema della sicurezza stradale che sarà trattato dal consigliere federale Gianantonio Crisafulli e dal presidente della Commissione Sicurezza Roberto Sgalla martedì 2 novembre a Roma, in occasione del Focus sulla sicurezza organizzato dall'ACSI”.

Sono stati decine i messaggi di indignazione apparsi sui social di tanti campioni del ciclismo che hanno definito stupide e offensive. Paolo Bettini ha postato su Instagram un commento: “Complimenti a Omar Fantini. Satira? Comicità? O pura ignoranza e mancanza di cultura?” Più duro l'ex campione Gianni Bugno, oggi dirigente sportivo che ha scritto una lettera aperta nella qual ta l'altro dice: “Certe volgarità devono essere affrontate: questo cretino è già colpevole, per le sue dichiarazioni, di istigazione a delinquere, facendo un’ironia macabra (pensa a chi ha avuto parenti, vittime di incidenti stradali, e magari figli come tu sai), facendo ridere solo un pubblico “imbecille e telecomandato dalla clap” in una trasmissione condotta da chi non ha saputo dare un limite a certe volgarità”.

Nei giorni scorsi è arrivato un video di scuse del comico che lo ha affidato a Instagram e che tra l'altro afferma: “Sono dispiaciutissimo, non sono il comico che si diverte a far star male, chi mi conosce sa che non è il modo con cui mi piace affrontare la comicità. È un pezzo che ho fatto tante volte dal vivo, anche davanti ai ciclisti che si sono divertiti, mi rendo conto che la battuta della Mercedes è infelice. Ammetto la mia ignoranza su quante persone perdono la vita ogni anno in bici. È un pezzo comico e come tale va preso: con cui sono stato aggredito sui social mi sembra eccessiva la violenza . Ho raccontato una verità dal punto di vista dell’automobilista, esagerandola. Sicuramente rivedrò come pesare le parole, ma non lo imparo da voi”.

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