01 ottobre 2018

La bici come terapia, secondo Paolo Patui

Nel "Decalogo semiserio di un ciclista anomalo", di Paolo Patui, la bici e una pedalata assumono proprietà curative. In libreria dal 13 settembre

Una pubblicazione che promuove la bici come strumento di autoanalisi e attribuisce a una pedalata una funzione ayurvedica. Un mezzo per alleggerire l’esistenza, insomma.
"Decalogo semiserio di un ciclista anonimo" è l’ironico testo di Paolo Patui. Un libro che racchiude dieci stravaganti regole per usare la bicicletta come piccola terapia per il fisico e per la mente. Con un avvertimento: se pedali per verificare se la media di oggi sia migliore di ieri, lascia perdere. Questo libro non fa per te...

C’è il mondo che ti pare uno schifo, una congiura contro di te? Prendi la bici e pedala.
La tua compagna ti ha appena detto che non ti capisce? Nessuno ha risposto alla mail con cui proponevi una idea che ti sembrava geniale? Monta in sella e pedala.
Vai in bici. Vai in bici se vuoi dire qualcosa e non sai come e quando dirla.

Qui si disserta delle acrobazie che un ciclista fa per evitare buche e automobili, dei tortuosi percorsi interiori con cui dribblare la fatica, soppesare le angosce, volare su cime che da terra non si oserebbe nemmeno immaginare. Perché solo in sella e senza record da battere, si attraversa il mondo con leggerezza e libertà.

LA SCHEDA
Titolo: Decalogo semiserio di un ciclista anonimo
Autore: Paolo Patui
Pagine: 132
Collana: Ciclostile

NOTE SULL'AUTORE

PAOLO PATUI nato a Udine nel 1957, vive a San Daniele del Friuli, scrive e legge. A volte per sé a volte per gli altri. Fa l’insegnante, ma ha ancora molte cose da imparare. Ha creato la rassegna di resistenza letteraria LeggerMente; con Elio Bartolini ha scritto per il teatro Bigatis e ha tradotto in friulano per la RAI regionale le puntate di Lupo Alberto e della Pimpa. Dopo aver adattato al Friuli la Maratona di New York ha abbandonato la corsa a piedi a favore della bicicletta. Premio Etica per la Cultura 2012, ha recentemente pubblicato La Scuola siamo noi, diario eretico di un insegnante poco ortodosso.

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