Giro di Lombardia: a Como la doppietta di Pogačar

Lo sloveno ha vinto la corsa delle Foglie Morte battendo Mas in una lunga volata a due. Terzo Mikel Landa. È il podio dell’ultima Monumento di stagione. Grande affetto per l’ultima gara di Vincenzo Nibali e Alejandro Valverde.

Tadej Pogačar vince per la seconda volta consecutiva il Giro di Lombardia. Foto Lapresse

Il Taddeo ha concesso il bis: nonostante avesse addosso i favori del pronostico, è riuscito a impostare una strategia di squadra perfetta e ha recitato alla perfezione il ruolo di protagonista. Il Giro di Lombardia, quinta e ultima gara Monumento della stagione, va in archivio con la vittoria netta di Tadej Pogačar, che ha superato in una volata a due il compagno di fuga Enric Mas e, staccato di pochi secondi, lo spagnolo Mikel Landa.

La corsa parte subito forte e vive per oltre metà gara sulla fuga di un gruppetto di coraggiosi: sono Christian Scaroni (Astana Qazaqstan), Alex Tolio e Luca Covili (Bardiani-CSF-Faizanè), Natnael Tesfatsion e Simone Ravanelli (Drone Hopper-Androni Giocattoli), Davide Bais (Eolo-Kometa), Alessandro De Marchi (Israel-PremierTech), Lawson Craddock (BikeExchange-Jayco), Kenny Elissonde (Trek-Segafredo) e Aurélien Paret-Peintre (AG2R Citroën), che si era accodato dopo qualche chilometro.

Una fuga “tenuta lì” dalla Movistar, interamente compatta, dietro, ad accertarsi che il vantaggio non si dilatasse troppo, con l’aiuto della Jumbo Visma e, parzialmente, della UAE Emirates. Il messaggio è chiaro: “Oggi ce la giochiamo noi”, firmato Mas, Vinge e Pogi.

L'azione della UAE. Foto Lapresse

L'attacco della UAE

Si va avanti così, senza sussulti di sorta, ma sempre a tutta, fin dopo Lecco quando, in vista del Ghisallo, inizia lo show della UAE. È il punto di svolta della corsa che sbriciola la fuga dei dieci e, con il gruppocompatto segna una nuova partenza (con 170 km già nelle gambe). Sulle rampe verso il Santuario, Joao Almeida inserisce il turbo e pesta giù un forcing che lascia molti per strada. Soffre pure Julian Alaphilippe, che transita in cima un po’ staccato, ma pur sempre con la dignità di un ex-bi-campione del mondo.

Almeida continua con la sua progressione e quel che resta del gruppo arriva alla doppia ascesa di San Fermo della Battaglia (con, in mezzo, il Civiglio). Jonas Vingegaard è rimasto da solo, ma c’è (per il momento). Pogacar è in una botte di ferro, circondato dai suoi. La prima salita a San Fermo è una prova, con il ritmo imposto dalla UAE Team Emirates che scoraggia qualsiasi tipo di offensiva.

Lo sprint di Pogačar. Foto Lapresse

Che spettacolo sul Civiglio

Ma sul Civiglio Davide Formolo accende la miccia, il gruppo esplode e restano soli Tadej Pogačar, Enric Mas e Mikel Landa. Vinge si è fatto sorprendere e prova a rimontare insieme a Sergio Higuita.

In quattro chilometri succede di tutto: Pogi scatta e Mas risponde. Mas controscatta e Pogi controrisponde. Mikel Landa, che va a diesel, sceglie la tattica della regolarità: va su con il suo passo e torna sotto tra uno scatto e l’altro. I tre si presentano insieme e soli alla seconda ascesa al San Fermo. Vinge è poco dietro, in un gruppetto ben assortito che insegue a una quarantina di secondi. Ma siamo al Lombardia e quaranta secondi significano notte fonda.

Mas e Pogacar battibeccano con scatti a ripetizione e Landa capisce che un terzo posto al Lombardia è un risultato di cui andar fieri. Così i due si presentano da soli sul lungo lago di Como. La volata è la rivincita del Giro dell’Emilia di settimana scorsa: Pogi, allora secondo, taglia il traguardo a braccia alzate; Enric Mas conclude con un piazzamento una stagione davvero positiva.

Alejandro Valverde e Vincenzo Nibali. Foto Lapresse

Grazie Vincenzo e Alejandro

È stato anche il Lombardia di Vincenzo Nibali e dello spagnolo Alejandro Valverde all’ultima gara della loro straordinaria carriera. Come era già avvenuto al Giro d’Italia e in altre competizioni, per il fuoriclasse messinese grandi manifestazioni di riconoscenza e affetto da parte di tutti gli appassionati lungo l’intero percorso della corsa delle Foglie Morte numero 116.

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