Global strike - Bike for future, la bicicletta diventa simbolo dello sciopero globale per l'ambiente

Venerdì in tutto il mondo i giovani sono tornati a manifestare a sostegno del pianeta e contro le politiche che danneggiano il clima. La bicicletta si è fatta così nuovamente simbolo di uno stile di vita giovane, attuale, sostenibile.

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foto Unione degli studenti

Vecchie biciclette rotte incatenate ai cancelli del Pirellone, sede di Regione Lombardia. E' questo il potente simbolo scelto da centinaia di giovani che venerdìmattina hanno sfilato con le loro bici in giro per Milano (e in diverse zone d'Italia), in occasione dello sciopero globale per il clima “Global strike - Bike for future”.

In sella alle loro due ruote, per garantire il distanziamento, ma anche per mandare con più forza un messaggio di sostenibilità, i ragazzi e le ragazze hanno protestato non solo contro l'inquinamento, ma anche contro l'attuale sistema sanitario, che durante l'epidemia ha evidenziato tutte le sue lacune, e anche contro la chiusura della scuole. La bicicletta (qualcuno anche con risciò e monociclo) si è fatta così nuovamente simbolo di uno stile di vita giovane, attuale, sostenibile, di chi chiede a gran voce un cambiamento.

La manifestazione, partita da largo Cairoli in centro a Milano, ha visto la partecipazione dei giovani di Fridays for future, il movimento lanciato da Greta Thumberg per chiedere ai governi di intraprendere una seria azione nella lotta ai cambiamenti climatici. Tra questi giovani c'erano anche gli studenti del coordinamento dei collettivi studenteschi e i militanti del centro sociale Cantiere. “Una biciclettata ideata per muoverci in sicurezza, per gridare al mondo che abbiamo sempre più bisogno di mobilità sostenibili e che noi non ce ne staremo a guardare” hanno scritto i promotori sui social. “Vogliamo una didattica ambientalista non nozionistica – aggiungono i ragazzi e le ragazze dell'Unione degli studenti – che formi le menti critiche dei futuri cittadine e delle future cittadine. La scuola – continuano – deve educare all'attenzione ambientale mettendo in evidenza i problemi della società che viviamo e dando gli strumenti alle studentesse e agli studenti per cambiare il futuro. Vogliamo – concludono - che i trasporti per andare a scuola siano sicuri, gratuiti ed ecosostenibili rispondendo alla crisi climatica, sociale ed economica che stiamo vivendo”.

(foto Unione degli studenti)

Tra le varie tappe del corteo, oltre all'Università Statale, al liceo Parini, a piazza Duomo, alla sede di Atm, l'azienda dei trasporti milanesi, e a Palazzo Pirelli, davanti al quale sono state legate le bici rotte, simbolo della fragilità di un sistema malato, è stato toccato anche l'altro palazzo regionale, in piazza Città di Lombardia, dove è stato esposto uno striscione con la scritta: “Aria inquinata, sanità privata: Lombardia malata”. Mentre davanti all'Ats Milano Città Metropolitana ce n'era un altro con scritto “Priorità alla scuola, la scuola si cura non si chiude”.

“Ci saremo tutte le settimane – promettono gli scioperanti – grideremo ancora basta false promesse: deve cambiare il sistema, non il clima”.

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