Le grandi foto di ciclismo nel primo museo dedicato alla fotografia sportiva

Nasce a Milano lo Sport Photography Museum, il primo spazio esclusivamente dedicato alla fotografia sportiva d'autore: una realtà unica in Europa.

A volte non ce ne rendiamo conto, ma dietro quell’immagine che scorriamo velocemente sullo schermo e che racchiude un'impresa sportiva, che sia il Giro di Italia, il Tour o l’ultima indimenticabile Parigi-Roubaix, dietro a quello scatto, c’è qualcuno che l’ha visto e forse previsto, che l’ha pensato e atteso, che si è posizionato nel punto giusto per catturarlo. Un fotografo. A volte non ci rendiamo conto di quanto quell’azione di fermare il tempo sia una parte così fondamentale per rendere immortale un gesto sportivo, la fatica di una salita, la gioia di una vittoria. Ed è per celebrare questa azione che nasce a Milano lo o Sport Photography Museum, il primo spazio esclusivamente dedicato alla fotografia sportiva d’autore, un genere di grande diffusione ma troppo spesso poco valorizzato in termini autoriali. Il nuovo spazio è stato aperto pochi giorni fa nella sede della Casa Museo Spazio Tadini, in quello che era lo studio dell’artista e scrittore Emilio Tadini, in via Niccolò Jommelli, 24.

Mostre, ricerca e cultura

Foto di Alessandro Trovati (da pagina fb Sport Photography Museum)

l progetto vuole dare vita a qualcosa di concreto dedicato alla fotografia sportiva, che possa metterne in risalto il suo valore non solo documentaristico, ma anche artistico e culturale. Perché lo sport è occasione di incontro e confronto, è promozione di stili di vita sani, del diritto all’inclusione e all’uguaglianza, è educazione al coraggio e alla resilienza. Il museo vuole essere quindi non solo uno spazio di esposizione, dove poter visitare mostre fotografiche ed educarsi al bello, ma anche un luogo aperto alla ricerca e alla formazione, dove organizzare spettacoli teatrali, workshop e incontri. Non a caso, uno dei primi eventi è stata la presentazione del libro di Marco Pastonesi, "Elogio del Gregario", e nel prossimo maggio sarà organizzato un progetto multidisciplinare legato al Giro d’Italia. All’interno del museo sarà anche presente un laboratorio di stampa e Fine Art e anche il primo archivio sportivo internazionale che si occupa della digitalizzazione del materiale in pellicola di tema sportivo. Ci sarà anche la possibilità della una "mostra sospesa" in cui fotografi affermati aiuteranno i giovani che si stanno avvicinando a questa disciplina a organizzare la loro prima esposizione, offrendogliela in toto o in parte.

I due ideatori, fondatori e direttori artistici di questo nuovo spazio milanese sono Federicapaola Capecchi, curatrice di fotografia e coreografa, e Alessandro Trovati, fotografo sportivo tra i più importanti sulla scena internazionale (Canon Ambassador dal 2017). Co fondatori sono l’imprenditore Luca Sordi e Beatrice Ravelli, consulente nell’ambito della progettazione culturale. Partner Ufficiale di Sport Photography Museum è il Robert Riger Living Trust che gestisce la straordinaria collezione di immagini, per lo più inedite, di uno degli interpreti visivi più acclamati dello sport del Novecento, Robert Riger. A questo si aggiungono Spazio Tadini Casa Museo, PhotoMilano, DanebMedia, Dario Piletti/Capricorn Studio Creativo e molti altri partner che hanno contribuito grazie al crowdfounding.

La mostra permanente di Alessandro Trovati

Foto di Alessandro Trovati (da pagina fb Sport Photography Museum)

All'interno dello Sport Photography Museum sarà visibile fino al 10 gennaio 2022 la Mostra Permanente di Alessandro Trovati, fotografo Canon Ambassador. Si tratta di un percorso dove viene esaltata, sia in bianco e nero che con il colore, la bellezza formale. Protagonisti saranno gli eroi delle olimpiadi, da Mohammed Farah a Usain Bolt, da Michael Phelps a Sofia Goggia, ma ovviamente anche i grandi protagonisti del ciclismo a cominciare dal Giro d'Italia. Sono fotografie, si legge nella nota di presentazione, che "si distinguono subito per la luce, i piani, la tonalità, l'inquadratura, il punto di vista, i soggetti, la struttura e la dinamicità. Dove movimento è nella sua natura e nella sua testa prima ancora che nel mirino della macchina fotografica. Un movimento che non è mai congelato ma sempre in divenire per ogni secondo del nostro sguardo sulla foto, obbligandoci a vedere e non semplicemente a guardare". E questa capacità di andare oltre, di continuare a raccontare oltre ai confini spaziali dell'immagine, è forse la qualità più potente di una fotgrafia che trasforma un momento in epos, in narrazione immortale. Oltre a questa mostra permanente, ci sarà anche una sezione "hall of fame", dedicata ad altri grandi fotografi di sport: da Cesare Galimberti ad Armando Trovati, da Carlo Borlenghi a Giancarlo ed Ercole Colombo.

Un calendario di appuntamenti

Tra le prime iniziative ci saranno dal 25 novembre al 14 febbraio 2022, una mostra personale di Robert Riger, realizzata in collaborazione con Dawn Aberg, fiduciario del Roberto Riger Living Trust - Alabama, che vedrà esposte quasi tutte fotografie inedite. Seguirà dal 26 febbraio al 23 marzo una personale di Samo Vidic, fotografo sportivo sloveno, che dal 2005 scatta per Redbull, girando in tutto il mondo e fotografando i più grandi atleti. Dal 7 aprile all'8 maggio sarà la voltà di una personale di Alexander Hassenstein, che ha iniziato a fotografare fin dalla più tenerà età, quando frequentava un campetto da calcio nella Germania dell'Est: ha fotografato tutti i principali eventi sportivi, è Canon Ambassador e fa parte della scuderia Getty Images. Le sue foto raccontano non solo l'azione ma anche il dietro le quinte. Lo Sport Photography Museum, vuole infatti dare spazio anche a quelle fotografie di reportage che costituiscono il contorno e il complemento dello sport, spesso andando oltre l'evento per svelare l'umano che si cela dietro ai campioni. A maggio, come già scritto sopra, ci sarà un progetto multidisciplinare focalizzato sul Giro di Italia 2022. Non mancheranno altre presentazioni di libri, ancora da calendarizzare, mentre per quanto riguarda i workshop, il 27 e 28 novembre ci sarà quello con Alessandro Trovati, il 26-27 febbraio con Samo Vidic, il 9-10 aprile con Alexander Hassenstein, e infine a Giugno 2022 di nuovo con Trovati.

Sport Photography Museum si trova a Milano in via Niccoloò Jommelli n.24

Info su www.sportphotographymuseum.com

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