La notte di Halloween ideale? In bicicletta! Quando Milano si fa gotica

Cronaca di un giro notturno a caccia di grattacieli, murales e Marracash

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Tramonto a Rho.

Appartengo a quella generazione che ha sempre vissuto Halloween come una festa altrui, magari affascinante, ma lontana, appartenente a un'altra cultura e a un altro Mondo e poi, di colpo, s'è ritrovato ad accompagnare i figli ancora piccoli in giro per il paese, sperando che la gente sapesse il significato di "Dolcetto o scherzetto?" e non me li prendesse a scopate. Questo perché, di colpo, 'sta festa è diventata anche nostra, di punto in bianco, come il Natale, Pasqua e la Festa della Liberazione. E con tanto di mamme inorridite sulla chat delle elementari: "Ѐ una festa blasfema".

A me piace, perché amo le atmosfere gotiche, i racconti di Edgar Allan Poe, i film di Tim Burton, i dischi dei The Cure. Halloween cade a inizio autunno, quando arrivano le nebbie e le foglie gialle, quindi quando pedalare di notte è fantastico. E così, l'anno scorso c'è scappata la Notturna di Halloween. E visto che quest'anno non stiamo facendo niente, passerò la notte delle Zucche a scrivere di quella gita.

Stiamo parlando di Milano, quindi di una città che gode di una cattiva reputazione: quartieri degradati, in bicicletta finisci sotto auto e camion, di notte ti rapinano. Ma è risaputo che i racconti dell'orrore trovano più credito lontano da dove si verificano. Vissuta da dentro, non è così terribile. Soprattutto, negli ultimi anni la città è diventata più bella. Ed è anche più vivibile, se sei un milionario. Ma, soprattutto, è cambiato il mio approccio verso la bicicletta. Negli anni 90, quando era il mio mezzo di trasporto principale, io pedalavo a 30 km/h nelle arterie principali, zigzagando tra auto, furgoni e autobus. Adesso ho scoperto che è possibile attraversare tutta la metropoli stando quasi sempre dentro piste ciclabili o parchi cittadini, che sono tantissimi. Ci metto otto volte il tempo che impiegavo negli anni Novanta, ma sono pedalate più belle. Studiando i percorsi a tavolino, con Garmin, Google Earth e Openmtbmap, riesco sempre a trovare dei percorsi divertenti, che mi fanno vedere Milano sotto una bella luce.

La Notturna di Halloween è quella segnata dalla traccia Garmin celeste sulla mappa Openmtb. Se il giro appare palesemente sbilanciato verso est, il motivo è che lì c'è casa nostra: viviamo in campagna, a Cisliano. Per cui è da lì che partiamo ed è lì che torniamo. 

In tutto sono 75 km. I luoghi principali toccati sono: Cisliano, Canale Scolmatore del Seveso, Cornaredo, Rho, Pero, Cascina Merlata, Quarto Oggiaro, Monte Stella, San Siro, City Life, Barona, Lorenteggio, Baggio, Cusago e Cisliano. I partecipanti siamo io, la mia compagna Paola Verani e il nostro figlio primogenito, Filippo soprannominato Pupu'z. Tutti e tre siamo affascinati da come a Milano i quartieri bene e quelli malfamati siano messi a casaccio, tipo macchie di leopardo. Che contrasti! Pensate che una delle vie più povere della città, Zamagna, dista soltanto 350 m in linea d'aria da una delle più ricche, Ottoboni. Però sono i quartieri meno abbienti quelli più pulsanti di vita. Fa parte dell'animo umano: è dove si fa più fatica a pagare l'affitto che si trovano le situazioni artistiche più stimolanti. La musica rap e i murali sono due espressioni artistiche che ci piacciono molto, in famiglia. Sono figlie del disagio, legato alla voglia di riscatto. Anche se sappiamo che viaggiano sul filo del rasoio. Per dire: sappiamo bene come, nel caso dei murali, il confine tra atto di vandalismo e opera d'arte sia sottilissimo e confuso. Così come quello tra i rapper che sono poeti credibilissimi e quelli che sono semplici delinquenti, senza arte né parte.

Questo spiega perché ci piace andare in bicicletta nei quartieri degradati. In realtà il giro vero e proprio inizia a San Siro dopo il tramonto ed è là che Paola e Pupu'z si fanno trovare. Io decido di andarci in bicicletta prendendola larga, per cui i primi 34 km me li faccio da solo, con giro di boa a Quarto Oggiaro, scattando pochissime foto, anche perché non ero partito con l'idea di farci un articolo. Invece ora sono qua, per cui dovrò riciclare foto di gite precedenti.

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Ecco, per esempio, una foto del Canale Scolmatore, il cui argine è una sorta di autostrada per collegare velocemente Cisliano a Settimo Milanese. Questo canale fa parte di un sistema creato apposta per scaricare le acque del Seveso e dell'Olona nel Ticino, per evitare alluvioni. Infatti, mentre scrivo, proprio ieri notte il Seveso è esondato nella zona nord di Milano. 

Dopo 20 km, passando sotto a un cavalcavia si entra in un quartiere chiusissimo, incastrato tra Musocco e Vialba.

Dico che è chiusissimo perché è incastrato tra la ferrovia a sud e due autostrade a nord e nordest. Vi si accede soltanto con ponti o sottopassi.

Negli anni Sessanta/Settanta era un grande misto di fabbriche, capannoni, campagna e cascine e c'era un solo ingresso, cosa che rendeva facile, alle bande di malavitosi, controllare il passaggio della Polizia. Per cui il quartiere veniva usato come magazzino per stoccare le merci rubate. In occasione di Expo 2015 è entrato nel mirino di una serie di imprenditori che volevano trasformare il quartiere, costruendo una cinquantina di grattacieli.

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Ma ne hanno tirati su pochissimi.

Ah, dimenticavo un piccolo particolare: è in questo strano quartiere che si trova la redazione di Ciclismo.it.

Al di là di un sottopasso c'è Quarto Oggiaro, per anni chiamato il Bronx di Milano per la sua violenza. Oggi la situazione è migliorata: è famoso per i murales e per le chiese brutaliste.

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Via Pascarella, uno dei murali più grandi di Quarto Oggiaro.

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Questa foto scattata in via Graf a Quarto Oggiaro è una delle poche che ho fatto durante la notturna di Halloween, nella tratta a monte di San Siro.

Ed arrivo così in San Siro, che è il quartiere dello Stadio Meazza. C'ho vissuto per 30 anni e non mi piace il calcio, quindi non ho mai avuto una forte motivazione a sopportare il bordello che si viene a creare nei giorni delle partite. Ma nella notte di Halloween non si gioca a pallone, per fortuna. Anche se una partita calciando zucche avrebbe un suo perché, vero? Ci siamo moderatamente vestiti da qualcosa attinente con la festa, tipo mantelli da vampiri.

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Nostro figlio ha la zucca luminosa, il mantello... e la maschera di Aphex Twin.

Iniziamo la gita con una merenda, nella panetteria dove compravo la focaccia ai tempi delle scuole medie, in Piazza Axum. Dallo spigolo di questa panetteria le Brigate Rosse spararono e uccisero il medico Luigi Marangoni, padre di un mio compagno di scuola.

Questa era solo la merenda, perché la cena la vogliamo fare a City Life. E un modo abbastanza diretto per andare da Piazza Axum a City Life, facendo stradine e non stradone, prevede di passare per Via Zamagna e Piazza Selinunte, che si trovano nella zona orientale di San Siro. Quando andavo alle scuole medie, oltre che a comprare la focaccia in Piazza Axum avevo anche dei compagni che vivevano qui. Era un quartiere popolare, che ospitava soprattutto immigrati dal Sud Italia. Poi, piano piano, è andato degradandosi sempre più, attirando coloro che hanno pochissimi soldi per pagare l'affitto. Oggi è uno dei quartieri più poveri e problematici di Milano, ai livelli di Via Bolla e via Gola.

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Di conseguenza, lo stile dei suoi murali è improntato sulla denuncia sociale.

Basta pedalare poche centinaia di metri per cambiare completamente quartiere e finire in una zona da benestanti.

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Via Domenichino verso Piazza Giovanni Amendola.

City Life si può definire come un bel parco cittadino, ondulato, dove si potrebbero fare gare di mountain-bike, con un interrato occupato da un centro commerciale, una serie di grattacieli dalle forme strane e dei quartieri residenziali per ricconi a fare da contorno. Qui vivono alcuni personaggi dello spettacolo e calciatori.

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Per ora ci sono tre grattacieli, soprannominati il Dritto, lo Storto e il Curvo (ma sta arrivando anche lo Sdraiato), progettati dagli archistar Arata Isozaki, Daniel Libeskind e Zaha Hadid. 

Tra merenda e cena siamo decisamente appagati, così iniziamo la nostra discesa verso sud. Stiamo puntando il quartiere della Barona e il viaggio per arrivarci è interessante.

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La targa posta nel punto in cui, il 17 maggio del 1972, anarchici di estrema sinistra spararono al commissario Luigi Calabresi: questo attentato viene considerato l'inizio degli anni di piombo. Suo figlio, il giornalista Mario, ha scritto diversi libri, tra cui "Spingendo la notte più in là", che mi ha colpito nel profondo dato che, tra le altre cose, parla di un mio compagno di scuola delle medie, Gaetano Carro e poi dell'omicidio di Luigi Marangoni, di cui parlavo prima.

I Navigli di Milano un tempo erano tanti, poi li hanno interrati quasi tutti. Oggi i principali sono il Grande e il Pavese, che in pratica sarebbero uno solo: ovvero è il canale che dal fiume Ticino entra in Milano e sfocia in un lago-porto chiamato Darsena, per poi ritornare al Ticino. Il ramo che entra in Milano è il Grande, quello che ne esce è il Pavese.

Nella nostra Notturna di Halloween percorriamo una tratta del Naviglio Grande. Di solito qua è già dura passare a piedi, perché è sempre affollatissimo, ma siamo in orario di chiusura e la gente è quasi tutta a nanna.

Abbandoniamo il Naviglio per attraversare i Giardini Baden Powell e puntare a Viale Liguria. In bicicletta, quando giri in città, le grandi arterie sembrano dei fiumi da guadare. Oltre Viale Liguria c'è una zona molto interessante, a livello murales e iniziative culturali.

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La zona intorno alla stazione Romolo fa parte del progetto Muri Liberi: aree di Milano, quasi sempre dismesse, dove è permesso realizzare murali e graffiti. Qui siamo nel sottopasso della ferrovia in via Ondina Valla, dedicata alla grande campionessa di atletica italiana.

A 'sto punto, Milano ce la siamo "scesa" tutta e siamo alla Barona, enorme quartiere a lato dell'autostrada per Genova, dove ci piace sempre passare, ogni volta con una scusa diversa. In realtà quando si parla di Barona ci si riferisce spesso all'esperimento architettonico di Arrigo Arrighetti, ispirato alle idee di Le Corbusier, che però è un quartiere a se stante: Sant'Ambrogio. Il concetto urbanistico è questo: grandi stecche ondulate, lunghe fino a 400 m, che fanno da abitazioni per migliaia di persone; portici per tutta la loro lunghezza, per camminare sempre al coperto; divieto di transito alle auto tra una stecca e l'altra, per creare zone pedonali di transito e di intrattenimento. Quartiere popolare, al centro di episodi malavitosi, Sant'Ambrogio è noto anche perché fa da set a serie tv tipo Zero o Blocco 181. Inoltre è il quartiere dove il cantante Marracash ha vissuto da ragazzino.

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La chiesa di San Giovanni Bono, detta "tepee" per ovvi motivi, è uno dei capolavori del brutalismo italiano. 

Dopodiché si va a casa di Marracash. Non nel senso che quello ci ospiti a cena, ma passiamo davanti al suo condominio. Il cantante ci piace molto, sia per i testi delle canzoni, sia perché pur vivendo in un quartiere popolare è riuscito a farne un punto di forza, senza rinnegarlo. Anzi, lo ha celebrato nel famoso video della canzone "Badabom Cha Cha" che ovviamente mi piace moltissimo, visto che io mi chiamo Mario Cha Cha.

Il video è famoso perché Marracash fece irruzione in Barona in groppa a un elefante. Quello alle spalle è il suo palazzo.

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Ecco, il nostro sogno è farci le foto in bicicletta sopra questo tetto. Ma sarà facile da trovare?

Trovato!

A questo punto, soddisfatti come groupie che si sono fatte autografare l'ombelico, possiamo tornare a casa.

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La strada per casa è ancora lunga e si passa per le Case Minime del Giambellino.

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Il finale, rientrando a Cisliano, è da brividi.

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