22 maggio 2020

Il primo Gavia di stagione

Scalata al leggendario Gavia in una giornata di grazia, che in questo caso vuol dire una ruspa che pulisce la strada dalla neve e permette a Davide Belfiore di arrivare fino in cima

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In testa alla scala atletica Turbolenta ci sono i Campioni del Mondo al pari con gli Olimpionici. Seguiti dai “quarto posto”. Ancora in competizioni di rilevanza mondiale o olimpica.

Seguono gli atleti di livello nazionale/internazionale, che nell'ambito ciclistico, partecipano - anche con risultati di fondo classifica - a gare classiche o corse a tappe. Al livello inferiore gli atleti mancati come quelli che, a puro titolo di esempio, per vincere facile si sono dati al granfondismo rinunciando al professionismo.

I “quasi atleti”, di buon o mediocre livello, in genere quelli forti hanno, rispetti ai Campioni, prestazioni inferiori nell’ordine di un 5-10%.

Al livello successivo i “forti amatori”, quindi i “mezzi atleti” (in genere le prestazioni migliori dei mezzi atleti, hanno tempi doppi rispetto ai campioni, a puro titolo di esempio esempio la maratona in 4h e 10’ quando il record mondiale è di 2h e 05).

Infine il vasto e variegato mondo dei “tapascioni” (di vario livello). Al di sotto dei quali si trovano in genere i turisti e i sedentari cronici.

I ciclisti gregari sono categoria a parte, grandissimi atleti, meno combattivi dei campioni, molto più altruisti e generosi.

Davide Belfiore, nel leggere questa poco credibile, quanto probabile scala atletica, si è immediatamente e senza dubbio alcuno, riconosciuto nell’ultima voce: gregario. Gregario puro.

Ho conosciuto “distrattamente” Davide alla Milano Gravel 2018 e d’istinto ci siamo detti “dobbiamo fare qualche cosa insieme”. Nel 2019 abbiamo partecipato insieme alla Milano-Roma di Gimme5. E li abbiamo avuto modo di approfondire e definire i confini di quello che insieme avremmo potuto fare. In primis rimettere insieme Turbolento e Team Cinelli. Di cui lui è “team manager”.

Davide oggi si occupa con buon successo di Wingedstore, l’officiai online store di Cinelli. Segue l’Atelier Acciaio e qualche altra attività di Gruppo Srl, la società proprietaria dei marchi Cinelli e Columbus. Oltre come già detto ad essere responsabile del Team Cinelli Smith.

A questo va aggiunto, dettaglio non di poco conto, è persona in grado di andare d’accordo con Antonio Colombo. O forse è il contrario?

Al di la di tutto questo è un ciclista, o meglio un rider. Con voglia di costruire e forte spirito di squadra. Quello che gli piace di più è proprio fare squadra. E per farlo ha bisogno, a volte, di stare da solo. Isolarsi in bicicletta in compagnia dei suoi pensieri. Perché, come diceva il grande Alfredo Martini, in bicicletta si ha tanto tempo per pensare.

Così pochi giorni fa è partito da Oreno di Vimercate, ha fatto tappa-notte in Valle Camonica per raggiungere Edolo, Ponte di Legno, Sant’Apollonia e da li salire al Gavia.

Fino a Sant’Apollonia nulla di tecnicamente rilevante a parte quel breve tratto di salita all’8-10% tra l’uscita da Pezzo e la piana da cui si attacca la vera salita al passo. Strada che risale alle sorgenti del torrente Frigidolfo, ricco un tempo di mulini, oggi ristrutturati ed adibiti l’uno a trattoria, l’altro a B&B. Un paio di tornanti, un mezzacosta di un certo impegno per le gambe e poi l’osteria della Pietra Rossa, in quella piana che un tempo era il ricco alpeggio locale in alta valle Camonica. Quota 1600 mdlm.

Da qui, da questa bella piana circondata da rilevanti montagne, sulla destra, inizia la vera salita al Gavia, con lunghissimi tratti di pendenza fissa al 14%.

La sbarra che regola l’accesso alla strada, in questa stagione è chiusa, in attesa della tradizione di metà primavera: lo sgombero neve e quindi l’apertura ufficiale dei grandi passi che qui si chiamano Gavia e Stelvio. Il Mortirolo, sempre citato insieme ai fratelli maggiori, avendo una quota inferiore - 1800 metri slm - è già aperto da settimane.

La sbarra preclude l’accesso alle auto, ma come è risaputo la bicicletta ha la capacità di insinuarsi ovunque. E dunque…via. Si passa e si attacca la strada che sale al Passo del Gavia. Quel passo di collegamento tra l’Alta Valle Camonica e l’Alta Valtellina. O, più in dettaglio, tra Ponte di Legno e quella che un tempo era la Contea di Bormio.

“Arriverò più o meno alla galleria”, pensa il nostro, “da li troverò la vera sbarra di chiusura: la neve che dai 2.200/2.400 metri sarà ancora alta”.

I lariceti sopra Sant’Apollonia sono di un verde brillante, ancora acerbo, la strada con la prima serie di 6 tornanti sale di quasi 350 metri in una manciata di chilometri. Si arriva quasi a 2000 metri ed inizia la seconda serie di tornati che portano a 2100 metri, dove inizia il lungo mezzacosta e alla famigerata galleria. La strada è sempre pulita, pedalabile, ripida, fantastica.

Alla galleria l’incontro che cambia le sorti della giornata: la squadra degli spazzaneve. “Adesso mi rimandano indietro, forse senza neanche con troppi complimenti” è il primo pensiero. E invece…

Invece una nuova Cycling Experience sta per compiersi. Di quelle con la C e la E maiuscole.

Mi invitano a procedere dietro lo spalaneve, portandomi fino al passo. Primissimo ciclista della stagione. Comincio ad immaginare quanti vorrebbero essere qui con me oggi, ora, per vivere questo momento. Che cosa è stato che mi ha fatto decidere oggi di essere qui? In fondo ero partito per arrivare al limite neve e invece…

Siamo arrivati alla meta e mi hanno anche offerto pane e salame, con loro, la squadra degli spalaneve per brindare a questa nuova stagione di Gavia aperto.

Mentre scendo verso Ponte ripenso alla giornata, alla partenza di buon mattino dalla bassa valle, al fatto che il vero viaggiatore è tale, quanto più sente il bisogno di viaggiare da solo; che la mia Cinelli Nemo è una grande compagna di strada; che l’acciaio è più sincero, che il lavoro che faccio mi piace, che nella vita ci vuole passione. In tutto ciò che si fa. Anche per spalare dalla neve, a maggio, il Passo del Gavia.

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