In bicicletta da Berlino a Copenaghen... per convolare a nozze

Durante il lockdown, Laurine e Tiziano si sono appassionati così tanto alla bicicletta da voler celebrare la loro unione con un viaggio memorabile di quasi 500 km. Un'avventura originale per sancire il loro legame, ma anche l'occasione per esplorare l'Europa a passo lento e sostenibile. Ci raccontano la loro storia e i loro progetti futuri. Ora anche da martito e moglie, ma sempre con la bicicletta.

Una foto dove non manca niente: due cuori e due biciclette! Tiziano utilizza una endurance, la Trek Domane2, predisposta per attaccare il portapacchi. Laurine invece ha una gravel, la Excelsior Cracker. (Crediti foto: Amanda Thomsen Photography)

Siamo Tiziano e Laurine, una coppia italo-francese che vive in Germania, lavoriamo entrambi nel campo del marketing e siamo cicloviaggiatori da solo un anno, lo siamo diventati un pò per caso, visto che con il lockdown una delle poche attività sportive autorizzate era proprio la bicicletta. Da anni infatti percorriamo la strada che da casa nostra va in ufficio, si tratta di 10 chilometri all'andata e 10 al ritorno; ma con il lavoro da casa, abbiamo deciso di sfruttare il tempo libero facendo uscite sempre più lunghe, andando alla scoperta dei dintorni di Berlino e assestando le nostre uscite medie attorno ai 100 chilometri giornalieri. Tra i tantissimi laghi e le varie foreste che circondano la capitale abbiamo scoperto un nuovo modo di fare turismo, e nel nostro piccolo, cerchiamo di incoraggiare le persone che ci seguono a fare altrettanto, abbracciando il concetto di mobilità sostenibile. Il punto è che se lo facciamo noi, lo può fare chiunque con un minimo di allenamento e preparazione. Abbiamo le prove che qualcuno si è già lasciato contagiare.

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Alcune foto del viaggio di Tiziano e Laurine

Come mai avete deciso di fare un viaggio in bici proprio per sposarvi? L'ultimo in Danimarca è il terzo di una serie di viaggi abbastanza lunghi, la primavera scorsa abbiamo percorso i 300 chilometri che da Berlino portano fino al Mar Baltico dell'isola di Usedom, e quello è stato il nostro battesimo di fuoco (per la pioggia incessante, chiedo scusa per l'ossimoro). Proprio per quella occasione abbiamo creato il nostro blog su Facebook, che si chiama "The Path we Take". L'estate scorsa Laurine ha fatto in solitaria il giro della Baviera. In autunno abbiamo fatto dei giri in Sicilia, la terra di origine di Tiziano, e dopo alcune pedalate invernali sotto lo zero in Germania, la conseguenza più logica e allo stesso tempo originale è stata pedalare fino a Copenaghen, la città in cui avevamo deciso di sposarci. La scelta della Danimarca è dovuta soprattutto al fatto che lì per gli stranieri è molto facile sposarsi, c'è anche la possibilità di avere la cerimonia in inglese. Mentre in Germania la burocrazia è più complicata e bisogna assumere anche dei traduttori. Non essendo residenti in Italia e Francia, i nostri paesi di origine, lì non potevamo sposarci. Ad accompagnarci in questo nostro passo importante, c'erano i rispettivi testimoni francesi e italiani e due nostri amici di Berlino, fondamentali perché hanno portato gli abiti con cui ci siamo poi sposati, dato che in bici si sarebbero rovinati.

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L'utile colonnina attrezzata sulle strade della Danimarca

Com'è andato il viaggio? Non avete temuto di non farcela per qualche imprevisto o magari di non arrivare in tempo? Quali sono stati i tratti più belli? Ormai non siamo più dei novizi, ma sicuramente non ci riteniamo esperti. Di conseguenza, devo dire che non abbiamo mai avuto il timore di non farcela come avvenuto nel nostro primo viaggio. L'unico timore era dovuto al fatto che la Danimarca aveva riaperto le frontiere dopo il lockdown da meno di una settimana. Prima di entrare nel paese, nell'ultimo paesino tedesco prima del confine, abbiamo fatto i tamponi rapidi per poter prendere poi il traghetto. Questi erano gli unici timori, per il resto abbiamo biciclette adeguate, buone borse idrorepellenti, e ci siamo anche abituati al tempo non proprio ideale che abbiamo incontrato in tutti i giri che abbiamo fatto. Gli imprevisti sono quelli comuni a tutti i cicloviaggiatori: una foratura inaspettata, la pioggia e il vento improvvisi, una scheggia entrata nella mano; niente che possa fermare se ci si è preparati con una buona attrezzatura (e con ruote con lo sgancio rapido). Il viaggio è andato molto bene, è durato 4 giorni, dove abbiamo coperto 450 chilometri in totale. I primi due giorni in Germania sono stati i più umidi, abbiamo percorso molte strade ad uso esclusivo delle bici che attraversano le foreste dei Land di Brandeburgo e del Meclenburgo-Pomerania, ore intere senza mai incontrare una singola vettura, completamente immersi nella natura. Ci è mancata solo un pò di luce visto il cielo coperto, sole che è finalmente tornato a farci compagnia dopo l'attraversamento del Mar Baltico, col traghetto da Rostock a Gedser. Una volta sbarcati in Danimarca infatti siamo stati più fortunati con il clima, e abbiamo potuto rimuovere le giacche. Il sud della Danimarca è veramente molto bello da attraversare in bici, se abbandoni la costa generalmente molto ventosa, nell'entroterra ci sono delle stradine di campagna dove sei circondato da coltivazioni giallissime di colza, e da molti uccelli che ti accompagnano. Mi ricorda la Toscana. Forse la parte più bella del viaggio.

(Qui sotto la traccia del terzo giorno su Komoot, quello relativo al sud della Danimarca)

Che tipo di rapporto avete con la bicicletta nella vostra quotidianità e cosa ci potete dire sulla mobilità ciclistica a Berlino? La bici è il nostro mezzo di trasporto, prima di tutto. Cerchiamo di utilizzarla per tutti gli spostamenti, in una città grande come Berlino, all'inizio utilizzavamo più i mezzi pubblici per coprire le sue grandi distanze, piano piano abbiamo cominciato a capire che la bici è il mezzo più semplice, economico ed immediato per farlo. Non nascondo che ho cominciato ad amare Berlino da quando ho iniziato a spostarmi in bicicletta, le infrastrutture e la cura alle necessità dei ciclisti fanno in modo che sia tutto più semplice. Le piste ciclabili sono il più delle volte più indicate all'uso che in Italia (e non ricavate su piccoli marciapiedi, come delle piste che vedo spesso in Italia e che diventano pericolose sia per il ciclista che per il pedone), ma la vera differenza è che in caso di lavori al manto stradale, viene sempre lasciata una corsia preferenziale alle bici per farle transitare in tutta sicurezza. Un'altra cosa che adoro del pedalare nel nord Europa è il non doversi preoccupare di eventuali cani che possono inseguirti e farti perdere il controllo, come a volte è successo in Sicilia. Qui chiunque ama i cani, ma si rispettano anche tutti i fruitori delle strade.

Quali sono i vostri progetti per il futuro? Continuerete a documentare sul vostro blog? Fino ad adesso abbiamo sempre pernottato in strutture, fissando quindi delle tappe anche perchè come detto, non siamo mai stati fortunatissimi con il meteo. In futuro ci piacerebbe poter campeggiare in modo di poter essere più liberi di gestire le nostre tappe. L'obiettivo è quello di pedalare in Francia questa estate, probabilmente quello sarà il nostro prossimo step, ma il sogno rimane andare dalla Germania in Sicilia in bici. Non ci poniamo limiti, e siamo sempre predisposti ad imparare. Il blog ha un taglio molto descrittivo grazie alla passione per la scrittura che ci accomuna, e soprattutto grazie al talento di Laurine per la fotografia. Se dobbiamo scegliere tra l'abbassare la media di percorrenza della tappa e lo scattare foto di migliore qualità, optiamo quasi sempre per la seconda soluzione. Ci piace documentare il più possibile quello che viviamo, sperando che qualcuno scelga di seguire la nostra strada, il nostro Path We take, e chissà, lasciare la macchina in garage.

Per seguire le prossime avventure di Laurine e Tiziano, qui il link al loro blog: The Path we Take

Qui sotto il post con la bellissima illustrazione disegnata da Caroline Tarrago:

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