In mtb dentro alle catacombe di Parigi, l'incredibile VIDEO di Antoni Villoni

L'atleta e videomaker francese ha compiuto un'impresa complicata e inquietante: girare con la sua mountain bike Commencal dentro alle gallerie proibite sotto la città di Parigi. Ci racconta la preparazione che c'è stata dietro a questo video straordinario.

Antoni Villoni con la sua Meta AM dentro alle Catacombe di Parigi (foto Mathieu Pelletier)

La città della Torre Eiffel e del Museo del Louvre, oltre ad essere ricca di storia e fascino, è anche piena di misteri. Uno di questi riguarda quello che c'è sotto: un'intricata rete di gallerie lunghe quasi 300 km che sono i resti di una cava medievale di calcare trasformata in ossario municipale, con i resti di 6 milioni di persone. Alla fine del Settecento, infatti, a causa di problemi di salubrità, i cimiteri parigini furono svuotati e i resti furono trasferiti in quella che è diventata una delle più grandi necropoli al mondo e una delle poche collocate sotto la città: da qui il nome di catacombe, anche se hanno origini moderne. Un mondo sotterraneo e inquietante che ha affascinato il grande atleta francese Antoni Villoni, specializzato in sport estremi e riprese mozzafiato, tanto da voler a tutti i costi realizzare un progetto mai tentato prima: percorrere in mountain bike quei corridoi oscuri e misteriosi. Una piccola parte delle catacombe, lunga meno di 2 km, è visitabile e aperta ai turisti. Inutile dire che Antoni ha optato per l'esplorazione della parte proibita, realizzando un video unico ma anche molto complicato. In basso, potete leggere quello che ci ha raccontato sull'esperienza. Ma prima, ecco il video.

Antoni, ti sei sentito come un archeologo? Che sensazioni hai provato là sotto?

Ahahah no io direi piuttosto come uno speleologo! Attraversare quegli stretti tunnel, senza nemmeno una piantina e in alcuni punti anche con un metro di acqua non è stato facile. Due ore laggiù sembrano 20 minuti! Misuravo il tempo da quanto ero esausto: quando iniziavo a sentirmi molto stanco, sapevo che ero dentro da 6 o 7 ore. A parte questo devo dire che ero tranquillo, dal momento che io mi sento bene nei posti un po' strani.

L'hai definito il tuo più grande progetto. Come mai?

E’ stata la mia più grande impresa perché ci è voluto un intero anno di lavoro. Tutto è iniziato il 1 gennaio 2020 quando ho visto un video della polizia che perlustrava le catacombe e ho pensato subito di fare un video lì dentro! Ho cercato di trovare delle mappe, indicazioni o persone che mi aiutassero, ma siccome è un "mondo nascosto" all’inizio nessuno mi ha risposto, così sono andato direttamente a Parigi munito di luci per esplorare da solo, sono entrato nell'unico ingresso che ho trovato su internet e ho camminato per ore creando la mia mappa personale. Come si può intuire, lì sotto non c'è segnale telefonico ma avevo un'amica che sapeva che ero lì sotto per delle ore e se non aveva notizie entro un preciso momento significava che mi ero perso o ero in difficoltà e avrebbe dovuto chiamare i soccorsi per iniziare la ricerca (haha quindi grazie Margot per l'aiuto e scusa per lo stress che hai avuto a causa mia haha!)

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Antoni Villoni con la sua Meta AM dentro alle Catacombe di Parigi (foto Mathieu Pelletier)

Un grande lavoro di preparazione quindi.

In totale nel 2020 sono entrato nelle catacombe tre volte, due con amici e una da solo: sì, era inquietante, ma quando ho qualcosa in mente non c’è niente che mi possa fermare! Ho esplorato alcune stanze dove potevo andare in bicicletta, alcuni corridoi e anche alcune scale. Dopo di che è arrivata la domanda principale: come portare la bici all'interno? Avevo bisogno di 73cm per far entrare la bici smontata, e dopo aver ispezionato diverse scale ho trovato un'uscita che era aperta nel mezzo di Parigi con 75cm di spazio. Quindi è da lì che ho deciso di iniziare il progetto!

Ma poi è arrivata la pandemia

Esatto: il covid mi ha fatto mettere tutto in attesa. Ma nel gennaio 2021 sono tornato a Parigi per controllare se l'accesso era ancora libero e se potevamo riprendere il progetto quest’anno. Sono andato a esplorare un po' alcune scale e monumenti della città per aggiungere alcune location per il video, poi ho chiamato il mio amico Mathieu Pelletier ed eravamo pronti a partire! Due settimane dopo stavamo girando per Parigi.

Ci hai parlato della preparazione, raccontaci come avete fatto le riprese:

Nel grande giorno siamo entrati con le bici, abbiamo passato 13 ore di lavoro camminando per un totale di 11 km con 12 kg di luci, 10 kg di attrezzatura per le riprese, cibo per un giorno intero e bici smontata! Ma siamo usciti fuori con tutto fatto e la migliore sensazione in assoluto, quella di aver realizzato qualcosa di mai compiuto prima e di aver portato a termine un progetto che avevo in mente da un anno! Ho trascorso in totale più di 40 ore sotto Parigi per questo progetto e innumerevoli ore sul mio computer alla ricerca di informazioni o al montaggio del video, realizzato solo con Gopro, ed è stata una bella sfida produrre un video completo a 360 gradi, anche considerando le luci scarse e il buio. Devo ringraziare davvero tanto Commencal per la fiducia e per avermi aiutato fin dall’inizio.

A proposito, veniamo al mezzo principale: che bici hai usato per questa impresa?

Ho usato la mia Commencal Meta AM, mettendo però un manubrio più piccolo per riuscire a passare negli stretti cunicoli: tutto qui. Poi va be' avevo qualche gomma di scorta, giusto in caso, proprio perché non ci sarebbe stato tempo di uscire e rientrare. Solo per preparare tutto e filmare ci sono volute 13 ore!

Ma alla fine la soddisfazione è valsa la pena, no?

Certo! Credo sia stata la mia esperienza più incredibile in termini di difficoltà nella preparazione, e poi per lo stress, dato che si trattava di un luogo proibito e avrebbero potuto bloccarci, quindi è stato fondamentale fare tutto in un colpo solo e uscire con tutto il materiale necessario. Una grande riuscita per me e per il mio team!

Il dietro le quinte del video, tra misurazioni, prove e ossa umane

Qui sotto il video "dietro le quinte" in francese. Si vede molto bene l'atmosfera misteriosa delle caracombe, dove in alcuni punti bisogna anche inginocchiarsi per passare, e in altri l'acqua arriva quasi alla vita. Antoni ha dovuto misurare col metro i passaggi più stretti, per essere certo di riuscire a girare con la sua bici, e fare molti test di illuminazione e riprese di prova con la Gopro. Una curiosità: nel video si vedono anche i resti ossei dei cittadini di Parigi, spostati dai cimiteri in queste gallerie proprio a causa dei rischi per la salute pubblica a fine Settecento. Per chi volesse visitare una parte di questo labirinto, o approfondire la sua storia, tutte le informazioni su Les Caracombes des Paris.

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