di Filippo Cauz - 09 luglio 2015

In Tour: Štybar ride, Martin piange

Nello scenario spettacolare della tappa di Le Havre, una caduta costringe la maglia gialla Martin al ritiro. A vincere è il suo compagno di squadra Štybar; due personaggi che raccontano la giornata odierna al Tour de France.

In tour: Štybar ride, martin piange

La tappa di Le Havre sembrava avere il disegno ideale per stuzzicare la fantasia dei grandi attaccanti e offrire un pomeriggio spettacolare, invece un gruppo provato dalla partenza velocissima di questo Tour ha preferito lasciare subito carta bianca ai fuggitivi e procedere ad andatura blanda. Le poche emozioni di giornata sono arrivate nell’ultimo km, quando una caduta innescata dalla maglia gialla Tony Martin ha coinvolto alcuni dei nomi principali della classifica, il cui ritardo sul traguardo è stato comunque neutralizzato.

In salita
E’ stata una giornata agrodolce per la Etixx - Quick Step, con la caduta e la frattura che obbligheranno al ritiro Tony Martin (arrivato al traguardo scortato da Kwiatkowski, Trentin e Renshaw, tra gli applausi del pubblico) controbilanciata dalla vittoria di Zden?k Štybar. Il corridore ceko vince una tappa alla sua prima partecipazione alla Grande Boucle, confermando i costanti progressi di una carriera che era già grandissima prima ancora di passare alla strada, con due titoli mondiali nel ciclocross, e che ora si fa sempre più ricca di soddisfazioni. Una vittoria ottenuta con tempismo e rabbia, approfittando sicuramente dell’indecisione dei suoi inseguitori (Sagan su tutti) ma che finisce per premiare il colpo d’occhio di questo corridore che in gara non si vede mai finchè non ce lo si ritrova ad esultare sul traguardo.

In discesa
Domani mattina, la maglia gialla tornerà sulle spalle di Chris Froome, dopo la caduta che ha messo fine al Tour di Tony Martin. E’ la seconda maglia gialla che abbandona per una frattura in questa Grande Boucle, una statistica non certo benaugurante per il corridore del Team Sky, che solo alla propria abilità ha saputo evitare un probabile capitombolo nella tappa del pavè. Martin abbandona questa maglia a lungo sfiorata e finalmente raggiunta non senza rimpianti, si dice che “chi è causa del suo mal pianga se stesso”, ed è stato lo stesso corridore tedesco a provocare la caduta che l’ha estromesso dalla corsa. Avrà di che consolarsi, comunque: la sua vittoria nella tappa di Cambrai siamo sicuri che verrà ricordata fino alla fine come uno dei momenti più belli dell’intera corsa.

In Tour
Una tappa che ha offerto pochi spunti spettacolari per quanto riguarda la corsa, ma che è riuscita a lasciarci ugualmente con la bocca aperta per il paesaggio straordinario della Normandia. Anno dopo anno, il Tour si dimostra una corsa incredibilmente attenta al valorizzare per intero il suo territorio, tramite le scelte fatte nel disegno del percorso e tramite il lavoro impeccabile della regia che ne cura la trasmissione, offrendo le immagini più belle di cui una diretta sportiva (di qualsiasi sport) possa mai beneficiare.

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