di Filippo Cauz - 14 luglio 2015

In Tour: la prima salita, i primi verdetti

A La Pierre-Saint-Martin vanno in scena il capolavoro di Froome e del Team Sky e il tracollo di Nibali e Contador. Una tappa destinata a segnare la storia di questo Tour, da cui scegliamo tre protagonisti, tra chi vince, chi perde e chi dà spettacolo comunque

In tour: la prima salita, i primi verdetti

Come da tradizione, la prima salita del Tour scava subito distacchi importanti e segna verdetti forse incontrovertibili. A esultare è ancora una volta Chris Froome, che già in maglia gialla conquista anche la vittoria di tappa e da' l'impressione di avere già una discreta percentuale di questo Tour in tasca, con quasi 3' di vantaggio sul secondo in classifica (Teejay Van Garderen) e ancora metà da Tour da correre. Anche al termine di questa salita, scegliamo tre protagonisti, tra chi vince, chi perde e chi dà spettacolo comunque.

In salita
A vincere è Chris Froome, ma a impressionare è l'intero Team Sky, che su una tappa disegnatagli su misura (con un chilometraggio molto contenuto e un'unica ascesa, ricca di di falsopiani, nel finale) fa a brandelli la concorrenza. Sono bastati un forcing deciso di Richie Porte (che qui sta riscattando un Giro sfortunato mostrando il suo valore) e di Geraint Thomas (protagonista di una stagione eccezionale) e uno scatto soltanto di capitan Froome per mandare in archivio la tappa. Una dimostrazione di compattezza e di superiorità fisica schiacciante per tanti avversari, che andrà però ripetuta su terreni molto meno congeniali, sui quali però i britannici arriveranno con già parecchio fieno in cascina.

In discesa
Fare l'elenco di chi piange al termine di questa tappa sarebbe fin troppo lungo. Tra tutti, non si può non sottolineare la prestazione negativa del vincitore uscente della corsa francese: Vincenzo Nibali ha tagliato il traguardo 4'25" dopo Froome, una prestazione che lo porta nella top10 della classifica generale ma che segna anche l'addio alle ambizioni di vittoria finale, con la squadra che sembra quasi voler puntare su Jakub Fuglsang come capitano. E' una débâcle pesante quella del messinese, non soltanto per il valore della corsa, ma anche perchè fallire il Tour significherebbe archiviare del tutto una stagione 2015 che l'ha visto sugli scudi un giorno soltanto, al campionato italiano. Parigi è lontana, e il condizionale è d'obbligo, ma è evidente che questa sconfitta pesa di più per Nibali che per tutti i suoi avversari.

In Tour
Prima giornata di montagna al Tour 2015 e prima giornata all'attacco per Pierrick Fédrigo, 36enne corridore francese che nell'esercizio della fuga ha trovato il meglio della sua carriera. Il Tour per Fédrigo è questo: lunghe giornate in avanscoperta che non di rado si concludono a braccia alzate, come già accadutogli in quattro diverse occasioni in carriera. Una carriera, quella di Fédrigo, che sembrava essere ormai in declino, complice l'età e un'esprienza infelice alla FdJ, squadra troppo strutturata per un corridore "vecchia scuola" come lui. Quest'anno è ripartito dalla Bretagne - Séché in quello che probabilmente sarà anche il suo ultimo Tour, un'esibizione finale per omaggiare la sua corsa preferita e mostrare ai giovani compagni di squadra come si corre, sempre all'attacco.

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