di Filippo Cauz - 12 luglio 2015

In Tour: a Plumelec la BMC vince di un soffio

La cronosquadre bretone va ai rossoneri per meno di un secondo sul Team Sky di Chris Froome, che rafforza la sua maglia gialla ma non scava grandi distacchi. Intorno alla corsa, il Tour vive un vero e proprio bagno di folla.

In tour: a plumelec la bmc vince di un soffio

La cronosquadre avanzata, che doveva stravolgere la classifica di questo Tour, va alla BMC per meno di un secondo ma non segna distacchi clamorosi tra le squadre dei quattro favoriti, che chiudono una dietro l'altra alle spalle del team vincitore. Una giornata "di squadra" in cui è difficile selezionare dei singoli, ma proviamo comunque a mettere tre storie sotto la lente di ingrandimento per raccontare anche questa tappa.

In salita
Era la squadra favorita, e non si è fatta sfuggire la vittoria, ma sul traguardo finale sono stati soltanto 62 centesimi di secondo a separare la BMC dal Team Sky di Chris Froome. Una quantità di tempo impercettibile, la durata di un battito delle palpebre, per decidere una corsa breve -poco più di mezz'ora- ma disputata a ritmi mostruosi da quasi tutti i partecipanti. A vincere è la squadra che ha conquistato l'ultimo mondiale in questa disciplina e quella che ha mostrato la maggiore compattezza, non soltanto oggi ma nell'intera prima settimana del Tour. Ma quando la differenza è di meno di un secondo, è quasi impossibile tracciare una linea tra vincitori e sconfitti.

In discesa
La BMC era la favorita questa mattina, ma forse non alla vigilia del Tour, perchè se c'è una squadra che negli ultimi anni è stato capace di performance fenomenali in questa disciplina, quella è l'Orica - GreenEdge. Gli australiani invece oggi chiudono ultimi, di più: ultimissimi, a quasi cinque minuti dalla BMC e a due minuti e mezzo dalla penultima, la disastrosa Cofidis. Che una cronosquadre al nono giorno fosse un azzardo, era evidente sin dalla presentazione della Grande Boucle, ma che una delle squadre favorite ci sarebbe arrivata in queste condizioni non se lo sarebbe immaginato nessuno. Dei nove corridori che hanno preso il via da Utrecht, gli Orica sono rimasti già in sei, compresi due incerottati dalla caduta di Huy coem Tuft e Matthews, ultimo in classifica generale che va avanti ogni giorno con la forza di volontà e nulla più. In queste condizioni, anche l'ultimo posto in classifica è quasi un successo.

In Tour
La Bretagna, si sa, è la regione a maggior vocazione ciclistica di Francia, ma non basta una storia del genere per spiegare l'entusiasmo detrabordante con cui i suoi cittadini (e non solo) hanno accolto il passaggio del Tour. La tappa odierna si è corsa tra i più classici dei "muri di folla", con picchi impressionanti negli ultimi km, quando ai lati dei corridori sembrava ci fosse un vero e proprio stadio, gremito di urla e di passione. La cronosquadre potrà risultare un po' noiosa rispetto ai tempi televisivi, ma vista dal vivo è uno spettacolo di sincronismo e velocità, anche se il vero spettacolo oggi l'avranno visto i corridori, almeno quelli che hanno avuto il tempo di alzare gli occhi sotto il casco e guardarsi intorno.

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