di Filippo Cauz - 16 luglio 2015

In Tour: L'urlo di Joaquim Rodríguez

Il tappone pirenaico va allo scalatore spagnolo, che riscatta in fuga le delusioni di inizio Tour. Dall'armistizio dei big della classifica emergono i tre personaggi con cui raccontiamo questa tappa e questo Tour.

In tour: l'urlo di joaquim rodríguez

La terza ed ultima giornata pirenaica premia una lunga fuga con la vittoria di Joaquim Rodríguez. Ma mentre i fuggitivi danno spettacolo da lontano, tra i big della classifica si svolge una nuova giornata di armistizio, con qualche scatto limitato agli ultimi chilometri che non cambia nulla in graduatoria e consegna un'altra giornata in positivo a Chris Froome.    

In salita
I primi giorni di questo Tour erano stati decisamente infelici per Joaquim Rodríguez, arrivato in Francia per giocarsi la sua ultima opportunità di vincere una grande corsa a tappe e trovatosi troppo presto tagliato fuori dai giochi di classifica. Ma Purito non è un corridore che sta a piangersi addosso, e oggi già ha saputo reagire con una vittoria splendida ottenuta davanti alla famiglia a pochi chilometri da casa. Per il catalano è la seconda vittoria in questa Grnde Boucle, unico tra i non velocisti ad aver già raggiunto la doppietta, ma questa giornata segna soprattutto la grandezza di un corridore che non verrà ricordato per grandi trionfi, ma sicuramente per la capacità di gettare il cuore oltre l'ostacolo, ben più tanti colleghi dal curriculum più importante.

In discesa
Sembrava che questo -finalmente- potesse essere l'anno buono per un bel piazzamento, invece l'ultima tappa pirenaca fa una sola vittima tra gli uomini di montagna: Robert Gesink. A 29 anni, lo scalatore olandese sembra condannato a perpetuare una carriera spesa a dribblare la sfortuna, tra cadute, tagli, fratture e persino uno stop forzato per problemi cardiaci. Questo Tour, in cui i grandi non brillano annichiliti dal dominio di Froome, lo vede ancora in settima posizione e con buone probabilità di entrare nei migliori 10, ma il minuto lasciato per strada oggi è un brutto segnale, e ancora dovrà fare i conti con la fortuna.

In Tour
Micha? Kwiatkowski
ha un privilegio di cui gode un numero limitato di corridori nella storia, quello di correre la corsa più importante dell'anno con la maglia più bella che c'è: l'iride di campione del mondo. Domani mattina Micha? a quella maglia attaccherà il numero rosso del corridore più combattivo, un premio assai meritato ad un ciclista che in questo Tour ha capito che la sua fortuna è anche una responsabilità da onorare. Kwiatkowski qui non corre come nel mondiale vincente, da capitano assoluto di una Polonia che prese in mano la corsa per portarlo alla vittoria, ma per tutta la prima parte di corsa si è messo a disposizione dei tanti capitani che può schierare uno squadrone come la Etixx - Quick Step. Oggi per lui era il primo giorno di libertà, e lo ha trascorso all'attacco, caparbio come pochi, regalando ai tantissimi spettatori sulle strade lo spettacolo di una maglia iridata che corre da protagonista.

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