di Filippo Cauz - 08 luglio 2015

In Tour: Greipel fa il bis ad Amiens

La prima tappa tutto in territorio francese è anche la prima volata a ranghi compatti del Tour. Vince ancora Andrè Greipel, su un Peter Sagan in rimonta. Attraverso tre personaggi di giornata, raccontiamo questa frazione di pioggia e vento.

In tour: greipel fa il bis ad amiens

La prima tappa tutta in territorio francese coincide con la prima volata a ranghi compatti e con una nuova vittoria di André Greipel, il "Gorilla" tedesco che già aveva vinto sul Mare del Nord, e come allora vince approfittando di qualche errore allo sprint di una Etixx - Quick Step che può comunque consolarsi con la conferma di Tony Martin, un altro tedesco, in maglia gialla.

In salita
Ieri Peter Sagan aveva corso la tappa del pavè girato di spalle, tanta era stata l'attenzione che aveva saputo rivolgere, metro dopo metro, al suo capitano Alberto Contador, guadagnandosi una dose abbondante di gratitudine. Oggi ha dato manforte alla squadra nei tentativi di ventaglio e nella protezione dalle insidie del clima, poi si è finalmente lanciato verso le ambizioni personali, ma solo negli ultimi metri. Aspettando decisamente troppo, per una volata iniziata oltre la quindicesima posizione e terminata secondo a poche spanne da Greipel: un gesto atletico impressionante, ma non sufficiente per vincere. Per lo slovacco è il terzo podio di tappa in questo Tour, il quindicesimo negli ultimi tre anni: un ruolino di marcia da far paura, a cui però mancano le vittorie. Ma andando avanti su questa strada, non dovrà aspettarle ancora a lungo.

In discesa
Il Tour di Nacer Bouhanni era iniziato con una settimana di anticipo, ed era iniziato male: una caduta rovinosa sul rettilino finale del campionato nazionale francese, a pochi metri dal bissare il suo titolo di campione, e una raccolta di botte e abrasioni sufficiente a mettere addirittura a repentaglio la sua partecipazione alla Grande Boucle. Bouhanni però ha stretto i denti ed ha voluto esserci a tutti costi, senza considerare che quella caduta poteva essere un segnale. Il Tour di Bouhanni è finito dopo neanche 10 km dal via della quinta tappa, dopo l'ennesima caduta aggiuntasi al ruzzolone della seconda e alle botte prese nella terza tappa. Bouhanni è un appassionato di pugilato, ma non era preparato a predersi a pugni pure con l'asfalto. Meglio tornare a casa, e pensare che c'è un mondiale a Richmond che lo aspetta tra pochi mesi.

In Tour
Pierre-Luc Périchon non è certo una star di questo Tour de France, arrivato all'esordio sulle strade della Grande Boucle a 28 anni dopo una carriera tra gare nazionali su pista e stagioni trascorse militando per squadre minori francesi. Il suo acuto più grande resta la vittoria alla Paris-Camembert, semiclassica dal curriculum prestigioso nell'ambito del ciclismo transalpino. E non poteva che essere un corridore così simbolicamente legato al solo ciclismo francese il protagonista della prima fuga sul territorio nazionale e della prima azione solitaria del Tour. Una fuga sotto la pioggia conclusa quando mancavano ancora 90 km, ma per la sua Bretagne-Séché è già una giornata di grande visibilità che vale lo sforzo di essere qui.
 

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