E' il momento della Unbound Gravel 2022

E' una delle gare monumento della giovane disciplina gravel, si correre attraverso le pianure americane, polverose e sconfinate. Si corre questo weekend, e ci saranno anche gli italiani di Enough, e altri nomi illustri del ciclismo su strada.

Un momento della Unbound gravel 2021 (foto Mike Siegrist)

E' l'evento gravel per antonomasia e tra i più prestigiosi e partecipati al mondo. E questo è il suo weekend: ogni primavera, il primo fine settimana dopo il Memorial Day, le strade polverose del Kansas tornano a fumare per l'Unbound Gravel. Si tratta della gara gravel per eccellenza, forse perché è stata tra i precursori o forse perché quei suoi drittoni infiniti sono lo sterrato puro, il "noumeno" degli sterrati direbbe Platone: l'idea perfetta di sterrato e quindi di gravel. Ma questa non è un'idea astratta irraggiungibile: è lì, nella cittadina di Emporia, e attraverso la regione detta Flint Hills ("colline di silice"), tra gli spazi infiniti in mezzo agli Stati Uniti d'America.

L'evoluzione di questa gara rende bene l'idea della parabola crescente del fenomento gravel: la prima edizione dell'Unbound si svolse nel 2006, e vedeva 34 partecipanti al via. Oggi i coraggiosi saranno 4mila. Divisi su 5 distanze, tra le quali la più prestigiosa è la 200 miglia, la classica, e la più audace quella XL sarà quest'anno di 350 miglia, oltre 560km di polvere e fatica. A dire il vero questi ultimi sono già partiti, ieri, mentre oggi in serata toccherà a quelli della 200, una gara velocissima, che l'anno scorso è stata corsa a circa 30 km/orari di media, ma è anche piena di insidie: tra caldo, forature e imprevisti vari.

Unbound is Enough

L'Italia sarà protagonista a questa edizione della Unbound gravel più del solito, grazie al collettivo Enough, un team di ragazzi e ragazze che vivono la passione per il ciclismo a 360 gradi e in Italia sono ormai un punto di riferimento per le gravel race. Sono sponsorizzati da 3T (usano le 3T Exploro) e da Pas Normal.

Dopo il rinvio del 2021 a causa del covid, quest'anno finalmente Enough ha realizzato un grande sogno riuscendo a volare Oltreoceano per partecipare a questa gara prestigiosa. Come reso noto dal team, venerdì pomeriggio Federico Damiani è partito per i suoi 350miglia e 2700 metri d+: "Un piattone incredibile, Looks a lot like Veneto Gravel, - ha scritto Enough sul sito - speriamo solo non ci siano i paletti delle ciclabili in mezzo come dalle nostre parti". Pronti a mettersi alla prova sulla 200 ci saranno invece Frank Bettini, Maria Vittoria Sperotto e la punta di diamante Mattia De Marchi, che dopo aver fatto conoscere il suo nome in mezza Europa e non solo, vincendo un po' ovunque, punta alla conquista dell'America.

"Il mio sogno Americano? - ha scritto De Marchi su instagram - Venire in America é già un’esperienza farlo con gli amici, condividere con loro questa avventura lo è ancora di più! Non mentirò questa volta sono un po’ nervoso ma sono sicuro che sparirà tutto appena partirò!!". Ma solo qualche giorno prima aveva svelato cosa gli ronza in testa: "La Unbound é una di quelle gare che è inutile girarci attorno, non si va per partecipare. Quindi andiamoci come sempre con il sorriso ma anche con un po’ di ghigno".

Staremo a vedere se quel ghigno si trasformerà nel grande sorriso finale. Non sarà facile, perché a dargli battaglia ci saranno alcuni dei più forti gravellisti in circolazione: qualche nome? Ian Boswell, vincitore dell'edizione 2021 in sella alla Specialized Diverge che ripeteva il design della mitica Rock Combo del 1989; o Lachlan Morton, il ciclista professionista australiano che l'anno scorso portò a termine l'Alt tour, un Tour de France alternativo sugli stessi tracciati della corsa per la maglia gialla, ma con inclusi i trasferimenti, il tutto in modo non supportato e con l'intento di raccogliere fondi per il World Bicycle Relief. Senza dimenticare Nathan Haas, anche lui ciclista che ha lasciato il World Tour e l'asfalto per abbracciare la libertà gravel.

Per chi voglia seguire in tempo reale i vari testa a testa, la 200 miglia sarà trasmessa in diretta live streaming a pagamento sul sito flobikes.com

Unbound o Dirty Kanza?

A volte si tende a fare confusione, tanto questi due nomi portino con sé entrambi un'atmosfera mitica, da terra promessa. In realtà la gara è la stessa, che prima si chiamava Dirty Kanza e poi nel 2020 ha cambiato nome in Unbound. Il perché di questa modifica deriva da una questione di rispetto linguistico. "Kanza" infatti è una parola usata per riferirsi alla Kaw Nation, la popolazione di nativi americani che viveva e ancora vive in Oklahoma e Kansas. In più l'aggiunta dell'aggettivo Dirty, "sporco", è stata percepita come irrispettosa, anche se ovviamente era riferita dagli organizzatori al fatto che sia impossibile finire la corsa intonsi e anzi tutti i corridori arrivano ricoperti da croste di polvere o fango. Per la verità, a seguito della petizione che chiedeva il cambio del nome, la Kaw Nation aveva rilasciato una dichiarazione dicendo che per loro non c'era nessun problema e anzi avrebbero preferito la conservazione di quel nome. Ma alla fine, dopo 15 anni, si decise comunque per la modifica. Ed è così che la mitica Dirty Kanza è diventata Unbound. La parola in inglese significa, "slegato" cioè libero, richiamando quel senso di libertà e spensieratezza che pedalare attraverso le praterie americane sa trasmettere.

Partecipa anche Peter Sagan

A correre la 100 miglia nel grande weekend Unbound ci sarà anche un nome illustrissimo: quello del tre volte campione del mondo su strada Peter Sagan, vincitore anche del Giro delle Fiandre e della Parigi-Roubaix. Il 32enne slovacco farà il suo debutto alla mitiga gara americana ma anche il debutto nel mondo gravel, anche se ha un lontano passato di mountain bike e ciclocross. E' stato lui stesso ad annunciare la sua presenza con un post su instagram: "Quando sono stato invitato da Specialized a prendere parte alla Unbound Gravel - ha aggiunto il grande ciclista in un'intervista a VeloNews - non ci ho dovuto pensare due volte. Anche se non ho molta confidenza con le gare gravel, - ha continuato - è un mondo che mi ha sempre intrigato e potrerlo fare negli Stati Uniti e in uno degli eventi più importanti è una opportunità che non potevo perdermi". Peter Sagan correrà in sella a una Specialized Crux.

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