di Eddy Zanenga
03 December 2022

Morire in bici

I dettagli della tragedia occorsa a Davide Rebellin non aggiungeranno nulla a quanto sappiamo: nel nostro paese il numero a tre cifre di morti in bici è agghiacciante ed inaccettabile e i feriti sono a migliaia. E la cosa ancor più sconvolgente è che questi numeri crescono!

Davide Rebelllin (Courtesy daviderebellin.it)

Lo hanno ucciso.

Ci è voluto un camion per farlo smettere davvero. Lui e la sua passione per la bici erano un tutt’uno che si è palesato ad ogni stagione, che sembrava essere ogni volta l’ultima… da più di una decade.

Davide Rebellin è stato ucciso. Come Michele Scarponi e come altri ciclisti di ogni genere e tipo. Ogni santo giorno in Italia, ad ogni alba tramonta una vita in bici all’eco di un “non l’ho visto”, o di qualsiasi altra scusa.

I dettagli di questa ennesima tragedia non aggiungeranno nulla a quanto sappiamo: nel nostro paese il numero a tre cifre di morti in bici è agghiacciante ed inaccettabile e i feriti sono a migliaia. E la cosa ancor più sconvolgente è che questi numeri crescono! E la prossima bici accartocciata a lato di una statale potrebbe essere la mia, o se volete la prossima “svista”.

A proposito di medaglie, una d'argento al collo gli andrebbe pure ridata.

Non l'ho mai conosciuto, Rebellin. Per me (e probabilmente per tutti quelli che 30 anni fa erano corridori come lui) incarnava il ciclismo degli anni ‘90, saltato su una Delorian per un viaggio nel futuro di 25 anni, con il risultato che… che a quello lì facevi fatica a stargli a ruota anche a 50 anni, e manco usava il misuratore di potenza!

Aveva chiuso la sua incredibile cavalcata un mese e mezzo fa ed il caso ha voluto che fossi a Bassano del Grappa alla Veneto Classic lo scorso 16 ottobre, alla sua ultima corsa chiusa al trentesimo posto. Partenti 113, arrivati 74. La metà potevano essere suoi figli.

Davide era generoso in silenzio, già in queste ore i suoi amici più cari lo raccontano sui social e non solo, ma come raccomandava il "signor Gino" (Bartali ndr), lui faceva beneficenza senza appendersi medaglie alla giacca.

E a proposito di medaglie, una d'argento al collo gli andrebbe pure ridata.

Tutti raccontano di un sorriso buono, placido. Non l'ho mai visto quel sorriso lì dal vivo: ed è mica facile continuare ad averlo dopo tutto quello che ha passato.

Il passato.

Davide Rebellin è già passato.

...Ma come, non lo avete visto in gruppo? è laggiù, già troppo avanti, troppo veloce, come sempre.

Ma stavolta, maledizione, per sempre.

Grazie.

PS: non comprerò mai un misuratore di potenza.

Ecco come è stata ridotta la bici di Davide Rebellin. (Foto fornita da RaiNews)

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