Mtb Marathon: maglie iridate per Austria e Germania ai mondiali sull'Isola d'Elba

Quest'anno la sfida per il titolo di Campione del mondo di mountain bike nella disciplina marathon si è disputata in Italia, nell'affascinante cornice dell'Isola d'Elba: ecco com'è andata.

foto SWpix / facebook Uci mountain bike

Nel meraviglioso scenario naturale dell’Isola d’Elba e alla vigilia della tradizionale Capoliveri Legend Cup (la gara su ruote artigliate che attira professionisti e amatori tra le più celebri d’Italia), il 2 ottobre si è svolto l’UCI Campionato mondiale Marathon di mountain bike. Un percorso molto impegnativo, che ha unito una serie di sezioni tecniche, salite ripide, veloci tagliafuoco, mulattiere e molti chilometri di strade sterrate.

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A vincere su questo durissimo tracciato, il più duro di sempre, è stato il tedesco Andreas Seewald, che ha coperto i 116 km (con 4500 metri di dislivello) della gara in poco più di 6 ore; mentre Mona Mitterwallner, austriaca, classe 2003, ha dominato la scena tra le donne, bruciando gli 80 km del percorso (con 3100 metri d+) in 4 ore, 48 minuti e 54 secondi: "La prima cosa che qualcuno deve sapere di me è che sono davvero molto ambiziosa. Non so perché, ma ce l'ho nel sangue. Non importa quello che faccio, voglio essere la migliore”, ha commentato la giovanissima vincitrice del mondiale. Mitterwallner ha terminato davanti a Maja Wloszczowska, seconda in classifica. Molti hanno ipotizzato che per la 37enne polacca potesse essere l'ultima gara della sua carriera; se così fosse, è decisamente un modo memorabile di ritirarsi.

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La gara maschile comprendeva tre giri del circuito da 36 km (quella femminile due), ma non per il campione del mondo UCI in carica, il colombiano Héctor Leonardo Páez León, che ha dovuto ritirarsi a causa di un infortunio la scorsa settimana. Fin da subito il 30enne Seewald si è distinto per potenza e astuzia, caratteristiche che lo hanno visto non solo vincere i campionati europei di cross country della stagione, ma anche 3 tappe della UCI Mountain Bike Marathon Series, l’ultima a La Forstière in Francia. All'inizio dell'ultimo giro, Seewald e il colombiano Diego Alfonso Arias Cuervo erano distanziati da un vantaggio di poco più di 20 secondi, che è aumentato con il passare dei chilometri. Arias Cuervo ha quindi visto aumentare fino a quasi un minuto il distacco da Seewald, che ha tagliato per primo il traguardo, mentre il colombiano ha vinto l'argento. Il portoghese José Dias si è invece portato a casa la medaglia di bronzo.

La sintesi delle gare femminili e maschili

Giada Specia: "il quarto posto vale una vittoria"

Delusione per il mancato podio tra gli azzurri, che comunque sono riusciti a piazzarsi tra primi dieci, sia nella gara femminile che in quella maschile. Tra le atlete italiane, la più vicina al podio è stata la veneta Giada Specia, che è riuscita a stare a contatto con le migliori per quasi tutta la gara, ma sul finale si è dovuta arrendere all'attacco della spagnola Natalia Fischer, giunta terza. "E' stata una gara durissima. - ha commentato l'azzurra al termine della competizione - Un percorso veramente tecnico, con brevi salite che somigliava molto al cross country. Correre in Italia è sempre bellissimo. Il tifo non manca mai, come già in Val di Sole per il mondiale XCO". "Sono venuta qui con tanta voglia di imparare, - ha continuato - ma sicuramente non mi aspettavo un risultato del genere… 4a posizione al mio primo Campionato del Mondo marathon (e terza marathon della mia carriera), medaglia di legno che vale più di una vittoria per me". Buon piazzamento anche per un'altra veneta, anche lei esordiente del Campionato del Mondo marathon, Marika Tovo, arrivata nona al traguardo, dopo aver perso i gel e la borraccia per un errore: nonostante la mancanza di energie, è riuscita a concludere la gara in ottima posizione: "Grazie 2021, sei stato l'anno più duro per me ma anche quello dal quale ho imparato di più. - ha detto la giovane atleta appassionata di moda e uno dei più promettenti talenti del cross country nostrano -. Ora la stagione è finita, non toccherò la bici per almeno due settimane!". Nella gara maschile, invece, il primo italiano al traguardo è stato il comasco Samuele Porro, arrivato ottavo: "Non avevo gambe, un gomito malmesso, ma voi mi avete portato nella top 10 di questa spettacolare gara nell'Isola d'Elba - ha detto il cinque volte campione italiano, ringraziando il pubblico che l'ha sostenuto a Capoliveri - io tornerò ai miei livelli, ci sto lavorando".

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