In mtb sul promontorio del Circeo: un percorso mozzafiato, tra mare e monte

Un percorso avventuroso a sud di Roma, nel promontorio del Circeo, per pedalare all'interno di un parco nazionale, immersi nella natura tra montagna e mare. Ecco uno dei tanti giri possibili in mountain bike, nel racconto di Emiliano D'Andrea e Giuliano Camarda. Richiede accortezza e prudenza, per via di alcuni tratti esposti.

Tutte le foto della pagina sono di Emiliano D'Andrea e Giuliano Camarda

Siamo andati alla scoperta del promontorio del Circeo, in una splendida giornata d’autunno con il cielo terso ed una temperatura perfetta. Il promontorio si trova all’interno del Parco Nazionale del Circeo, istituito nel 1934, lungo la costa tirrenica del Lazio, a circa 100 chilometri a sud di Roma, e ricopre una delle più antiche aree naturali protette d'Italia. Il promontorio, che si trova proprio al centro del Parco, cade a picco sul mare da un’altezza di circa 540 metri. Sulle sue pendici a sud, si trova l’omonimo paesino di San Felice Circeo, mentre nella piana a nord la cittadina di Sabaudia: entrambe sono rinomante località turistiche del litorale laziale. Tutta l’area protetta presenta tantissimi percorsi ciclabili; sono decine i crocicchi che si incontrano e le varianti sono veramente infinite.

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Un percorso di 34 km e 688m d+

Noi abbiamo seguito un percorso di 34 chilometri, splendido per varietà di paesaggi, che arriva fino quasi alla vetta, ad una altitudine di 439 metri – per un dislivello positivo di 688 mt - e che regala panorami mozzafiato. Abbiamo iniziato a pedalare partendo dalla via Caterattino a Sabaudia, dal bar Carinci, abbiamo preso la Litoranea che passa sul lembo di sabbia tra il mare e il lago di Paola, e che arriva dritta, dritta alle pendici del Monte Circeo, davanti alla splendida Torre Paola. Da qui abbiamo preso subito un piccolo trail che sale sulla destra ed entra nel bosco di lecci del versante nord. Il fondo è battuto e si lascia pedalare bene, senza particolare attenzione, si sta in ombra, costeggiando la via di Torre Paola. Dopo essere saliti leggermente in quota, abbiamo preso un bel sigle track in discesa che fa lo slalom tra gli alberi fino a riscendere sulla strada asfaltata. Abbiamo seguito l’asfalto fino ad arrivare a San Felice Circeo, dove abbiamo fatto una breve pausa. Ripartiti velocemente, abbiamo superato via del Faro, che diventa via del Sole, qui si ritrova il percorso sterrato, e si inizia a godere della vista del mare; ma è uscendo da quest’ultima strada per prendere un sentiero sulla destra che inizia il bello. Il percorso inizia a correre lungo una mulattiera di ghiaia che sale repentinamente. Si pedala sul ciglio di piccoli terrazzamenti, ottenuti dal riporto di pietre che creano un selciato decisamente impegnativo. Si sale con la montagna da una parte e il dirupo dall’altra e a fare la cosa più avventurosa, sul sentiero si aprono delle frane che rendono la carreggiata sempre più stretta ed insidiosa. Di contro il panorama davanti a noi è incredibile: una distesa di mare fino all’orizzonte ed in lontananza la sagoma delle isole Pontine: una meraviglia. Questo tratto sale in un susseguirsi di tornanti a 360 gradi, si arriva fino al punto più alto, non senza qualche brivido.

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Il consiglio è comunque, una volta intrapreso, di arrivare fino in fondo, perché data la conformazione del percorso: la ripidità, il fondo e le diverse parti franate, l’idea di percorrerlo in discesa è assolutamente sconsigliata. Arrivati in cima, si troverà il percorso chiuso da un cancello: niente paura, sulla destra si trova un passaggio che ci riporta su un tratto di strada asfaltata, la vecchia via del Semaforo, che è chiusa alle macchine e che si inizia a percorrere in discesa, cambiando crinale del promontorio. Ora la nostra direzione è verso Nord. Percorrendo la via del Semaforo in discesa si trovano diversi trail che invece di seguire il pendio a zig zag, lo tagliano diretti verso valle. Bisogna fare attenzione lì dove il susseguirsi dei tronchi del bosco viene interrotto e si apre una discesa. Noi al 22esimo km chilometro del tour, ci siamo lanciati in un single track di 4 chilometri. Percorso facile e divertente: per la maggior parte si tratta di un sentiero con un buon grip, in mezzo al bosco, non si devono affrontare gradoni, rocce o radici, se lo si fa per la prima volta si dovrà solo fare attenzione ad alcuni passaggi un po' stretti tra gli alberi e alcune curve che chiudono repentinamente. La pendenza del sentiero va da lieve a moderata. L’ultimo tratto, che corre parallelo a via di Torre Paola, è pianeggiante e lo si può percorrere anche a velocità sostenuta, attenzione solo all‘ ultimo tratto, dove il fondo di terra lascia il posto alla sabbia, se non si tiene un passo sostenuto e un buon equilibrio si finisce per far affondare le ruote, e ci si inchioda. Da qui si ritorna davanti a Torre Paola e si riprende la litoranea per rientrare alla base. Nel complesso, un itinerario veramente consigliato, con grande diversità di scenari, dove varia la difficoltà e l’ambiente circostante.

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