05 agosto 2019

Nantes a misura di bici

La prima città francese a essere stata eletta Capitale Verde d'Europa (nel 2013) è in continua trasformazione e ad alto tasso bike-friendly grazie a un'attenta politica a favore dell'ambiente. Ogni anno propone un festival che inneggia a pedalare come stile di vita e in autunno inaugura un nuovo giardino ispirato all’universo di Jules Verne. Siamo andati alla scoperta dell’estuario della Loira, dove l’acqua dolce incontra quella salata e il paesaggio non è mai scontato

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Testo e immagini Fulvia Camisa

Scoprire in bici le bellezze della Loira oceanica percorrendo strisce d’asfalto che fiancheggiano lagune, si immergono in angoli sorprendenti di natura e offrono scorci industriali inaspettati. Il tutto arricchito dalle opere di grandi artisti. È quel che propone l’Estuaire, un percorso di 60 chilometri che ci ha portati da Nantes a Saint-Nazaire.

Completamente pianeggiante, permette di scoprire la Loira meno conosciuta col proprio ritmo, ammirando originali sculture e installazioni, ma anche opere di grandi dimensioni e suggestive reinterpretazioni della realtà attraverso i lavori di artisti di caratura internazionale. Un viaggio nel viaggio in paesaggi che non sono mai banali - con scorci e soste che fanno sentire in un museo a cielo aperto.

Un giro in bici accessibile a tutti per esplorare questo angolo di Francia che si inserisce nel celebre itinerario ciclabile della Loire à Vélo: 800 chilometri da monte a valle. Si pedala immersi in una campagna con prati e vigneti a perdita d’occhio, e naturalmente splendidi castelli. Ben segnalata e protetta per muoversi in sicurezza, questa via preferenziale a due ruote offre numerose strutture alberghiere e servizi di noleggio.

Nello specifico, gli 800 km vanno da Saint-Brévin-les-Pins fino a Cuffy, ma Nantes è anche tappa de La Vélodyssée di 1.400 km, da Roscoff a Hendaye (Paesi Baschi). Queste due reti attraversano i percorsi ciclistici europei EV1 (Budapest-Francia) ed EV6 (Norvegia-Portogallo).

Noi abbiamo esplorato i 60 chilometri che partono dal capoluogo del dipartimento della Loira Atlantica e arrivano a Saint-Nazaire, e sono stati una continua rivelazione. Per fare capire l’attenzione rivolta ai ciclisti, basti pensare che è disponibile una navetta gratuita per caricare la bici e arrivare nella città di uno dei più grandi cantieri navali della costa francese in tutta sicurezza evitando il suo ponte alto 60 metri e lungo più di 3 chilometri alquanto trafficato. Il ponte collega la variopinta stazione balneare di Saint-Brevin-les-Pins - che si apre a sud verso Pornic e la Côte de Jade - alla città portuale che è la porta d’ingresso verso la penisola di Guérande e della Baie de La Baule.

La prima cosa da sapere è che Nantes è regolarmente in testa alle classifiche per la qualità della vita: più di mille ettari di spazi verdi, vale a dire 37 metri quadrati per abitante. Inoltre è stata eletta Capitale Verde europea 2013, grazie anche all’eco-metropoli Nantes/Saint Nazaire e all’Ile de Nantes, con la chiusura nel 1987 dei cantieri navali e la riqualificazione dei 377 ettari creando nuovi spazi di relax e verde sulla Loira. Nel computo globale, il suo territorio verde ha oltre 293.000 alberi e un centinaio di giardini e parchi, pari al 61% dell’area metropolitana. Nel 2017 ha ricevuto anche il premio di città mellifera in quanto la presenza di api sentinella dell’ambiente testimonia l’abbandono dei prodotti fitosanitari.

Ci si lascia alle spalle questa città in continua trasformazione, che preferisce riciclare piuttosto che distruggere e costruire, per dirigersi verso l'Oceano e scoprire una trentina di opere di una collezione permanente di arte contemporanea unica al mondo. Questi scali artistici sono accessibili liberamente e gratuitamente, e raccontano di una visione d’insieme di un territorio in cui muoversi in bici è molto semplice per l’assenza di salite e per tutta una serie di infrastrutture create ad hoc.

L'Estuario è l'ultima tappa della Loire à Vélo e permette di entrare a stretto contatto coi lavori di artisti del calibro di Daniel Buren, Gilles Clément, Jimmie Durham, Tatzu Nishi, Tadashi Kawamata, Angel Leccia, Roman Signer, Felice Varini ed Erwin Wurm, solo per citarne alcuni. Personalmente, su un podio immaginario metterei al primo posto Villa Cheminée di Tatzu Nishi a Cordemais. Una casetta che l’artista giapponese ha collocato a 15 metri d’altezza, sul tetto di una ciminiera simile a quelle della vicina centrale termoelettrica in cui il vapore acqueo veniva trasformato in energia elettrica e che ora è un interessante museo. Questa piccola casa, che si raggiunge dopo avere superato undici metri di scale all’interno dell’appariscente ciminiera rossa e bianca, è anche un insolito B&B in cui è possibile dormire.

Sul secondo gradino metterei l’Observatoire di Lavau sur Loire realizzato da Tadashi Kawamata, dal quale si gode una vista a perdita d’occhio nel verde, e al terzo posto il Serpent d’ocèan di Huang Yong Ping, l’installazione che riproduce un gigantesco scheletro in alluminio di un serpente marino lungo 120 metri che ricorda un reperto archeologico che emerge dal mare in base alle maree.

Non è un caso che Nantes abbia ospitato nel 2015 Velo-city, l’evento che raduna esperti internazionali impegnati in conferenze e dibattiti sul tema della bici; e che in ogni edizione ingloba una rassegna espositiva e una serie di appuntamenti gratuiti per fare crescere la cultura ciclistica. Si percepisce rispetto per i ciclisti in ogni angolo della città, come testimoniano la presenza di parcheggi ben organizzati e gratuiti, e le speciali aree riservate nei pressi dei semafori: le bici possono posizionarsi in un quadrato delimitato da strisce verdi, in più avanti rispetto ad auto e altri mezzi a motore. Per non parlare delle piste ciclabili ben segnalate che permettono di tagliare il centro rapidamente e seguire le rive - della Loira, dell'Erdre, della Sèvre, della Chézine e del Cens - per trovarsi dopo pochi colpi di pedale in uno scenario bucolico.

Lo scorso maggio si è svolta la diciottesima edizione della Faites du Vélo, che sabato 25 ha abbinato un giro in bici lungo l’estuario a una spettacolare parata nautica con imbarcazioni di vario genere, anche d’epoca. A fare da filo rosso la velocità di crociera che può accomunare bici e barche. Partenza da Saint-Nazaire e arrivo a Nantes, dove è stata allestita un’area expo per esortare al pedalare come stile di vita per restare in forma e viaggiare in modo ecologico.

“Nettuno favorisce il viaggiatore” è il motto di Nantes che può essere annoverata fra le città più bike-friendly in Europa. Certo, se si è ben allenati si può andare in cerca dei saliscendi sparsi per la Bretagna, se si prediligono i tracciati facili ci si può dirigere a sud per esplorare la pianura della Vandea. Per tutti, la carreggiata stradale è appannaggio di chi corre a piedi, chi impugna le racchette del Nordic Walking e chi pedala. Un bel esempio di ordinata e pacifica convivenza.

C’è l’imbarazzo della scelta per gli amanti dei viaggi. Costeggiando la Sèvre ci si immerge in vigneti e si raggiungono il centro ricreativo di Pont Caffino, installato in una vecchia cava di pietre, e il monumentale castello di Goulaine, che ospita il museo dello storico biscottificio LU. Per chi è alla ricerca di tesori naturalistici, c’è la valle dell’Erdre con la sua rilassante carrellata di paludi, parchi e dimore storiche. Ci si muove fra manieri e castelli, in una zona scelta dagli uccelli migratori per fare tappa o svernare. Un altro itinerario in cui le macchine sono bandite è quello che porta a Brest dopo circa 360 chilometri. Si pedala sulle antiche strade d’alaggio (usate in passato per trainare le imbarcazioni da terra) riconvertite in tranquilli sentieri. Da aprile a ottobre, è possibile inoltre vivere l’esperienza di una crociera che parte da Nantes o Saint-Nazaire per scoprire il fiume e quel che offrono le sue sponde.

La Venezia dell'ovest è senza dubbio una città effervescente, con un patrimonio storico, artistico e architettonico sorprendente. Meritano una visita il giardino botanico con la sua varietà di piante e le tracce della collaborazione con Claude Ponti; il castello dei duchi di Bretagna col museo storico con 32 sale e i 1.100 oggetti da collezione; la cattedrale Saint-Pierre e Saint-Paul con le due torri in pietra bianca che si ergono due volte più alte di quelle di Notre-Dame di Parigi e la tomba di Francesco II e di Margherita di Foix.

Ma qui l’arte è dappertutto: ci sono le "statue elogio" di Philippe Ramette a Place du Bouffay e Cours Cambronne; le insegne dei negozi reinterpretate dagli artisti che creano ornamenti e abbelliscono i palazzi; i giochi singolari di Kinya Maruyama in un parco molto amato dai bambini; i lavori di menti creative come quella di Lilian Bourgeat che supera l’ordinario per esempio con la realizzazione di un metro a nastro gigantesco.

La lista è davvero lunga, non resta che salire in sella e lasciarsi stupire.

Quest'autunno è prevista l’apertura del Jardin Extraordinaire ispirato all’universo di Jules Verne, a cui è dedicato anche un museo già esistente e installato in un grande edificio del XIX secolo, un belvedere sulla Loira dove il grande scrittore amava contemplare il fiume. Non è l’unico punto cittadino in cui entrare in contatto col suo mondo fantasioso, i suoi mondi sono stati ricreati in parte a le Machines de l’ile, un progetto turistico e artistico con strutture meccaniche monumentali in movimento che si estende intorno e nelle tre navate negli ex cantieri dei laboratori di produzione di caldaie ad Ovest dell’ile de Nantes. Un luogo magico in cui trovano spazio anche le invenzioni di Leonardo da Vinci e un bestiario fantastico, fra cui primeggia l’Elefante Gigante alto 12 metri e del peso di 48,4 tonnellate che va in giro sulle banchine della Loira.

I siti da visitare prima di partire: nantes-tourisme.com, levoyageanantes.fr, france.fr

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